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	<title>L&#039;Impronta L&#039;Aquila &#187; Dialogo</title>
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	<description>Quotidiano on-line dell&#039;Associazione Culturale L&#039;Impronta</description>
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		<title>Diritti Umani, Consiglio d’Europa: Hammarberg presenta il suo ultimo report</title>
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		<pubDate>Thu, 26 Jan 2012 13:59:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[“L’Europa deve muoversi con più determinazione dalla retorica al rinforzo degli standard dei diritti umani”, lo ha detto il Commissario per i Diritti Umani del Consiglio d’Europa, Thomas Hammarberg, presentando oggi l’ultimo rapporto del suo mandato. Il rapporto identifica campi in cui serve una azione politica più forte. Una preoccupazione [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>“L’Europa deve muoversi con più determinazione dalla retorica al rinforzo degli standard dei diritti umani”, lo ha detto il Commissario per i Diritti Umani del Consiglio d’Europa, Thomas Hammarberg, presentando oggi l’ultimo rapporto del suo mandato. Il rapporto identifica campi in cui serve una azione politica più forte. Una preoccupazione è il sistema giuridico che è ha disfunzioni in molti Stati membri. “Corruzione, intereferenza politica e mancanza di risorse erodono l’indipendenza e la credibilità del sistema giudiziario. Rafforzare il rispetto della legge è essenziale per ricostruire la fiducia pubblica nel sistema giuridico”. Il Commissario ha anche espresso rammarico per le crescenti pressioni sui media, che ostacolano la loro indipendenza e il pluralismo. Le persone con disabilità rimangono largamente escluse da settori chiave della vita &#8211; ha sottolineato il Commissario &#8211; il popolo Rom vive ancora in miseria e soffre l’alienazione in molti Paesi europei e la vita quotidiana di lesbiche, omosessuali, bisessuali e transgender è influenzata da marginalizzazione e stigmatizzazione in alcuni Paesi. Il Commissario ha inoltre osservato che l’attitudine verso i richiedenti asilo e i migranti è diventata gradualmente più negativa e, nonostante alcuni progressi nella consapevolezza e nella professione legale, la discrminazione contro le donne persiste nel lavoro, nell’educazione e nella partecipazione politica. Infine, il Commissario ha sottolineato che i costi della vita delle persone più anziane sono una grande preoccupazione.</p>
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		<title>L&#8217;Aquila, Giornata della Memoria: la Provincia proietta due film  per non dimenticare</title>
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		<pubDate>Wed, 25 Jan 2012 12:57:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Abruzzo]]></category>
		<category><![CDATA[Attualita']]></category>
		<category><![CDATA[Cultura e Spettacolo]]></category>
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		<description><![CDATA[In occasione della Giornata della Memoria, il 27 gennaio 2012 alle 10.00 presso la sala Ance, in via Alcide De Gasperi, per i ragazzi delle Scuole Medie Inferiori cittadine verrà proiettato il film “A noi fu dato in sorte questo tempo” di Alessandra Chiappano. Alle ore 16.00, presso la sala convegni della Biblioteca [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>In occasione della Giornata della Memoria, il 27 gennaio 2012 alle 10.00 presso la sala Ance, in via Alcide De Gasperi, per i ragazzi delle Scuole Medie Inferiori cittadine verrà proiettato il film “A noi fu dato in sorte questo tempo” di Alessandra Chiappano. Alle ore 16.00, presso la sala convegni della Biblioteca Provinciale S. Tommasi, in via N. Copernico, Bazzano – L’Aquila, sarà proiettato il film “Concorrenza sleale” di Ettore Scola.</p>
<p>Una giornata speciale dedicata a custodire la memoria per non smettere mai di imparare da questa.</p>
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		<title>Colpevole e cattivo per sempre</title>
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		<pubDate>Tue, 24 Jan 2012 10:46:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Dialogo]]></category>

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		<description><![CDATA[“Serbare rancore equivale a prendere un veleno e sperare che l’altro muoia”(William Shakespeare) Il Tribunale di Sorveglianza di Perugia scrive di me: (…) l’impegno del detenuto verso forme di partecipazione alla vita detentiva che denotano capacità espressive non comuni e la determinazione dallo stesso dimostrata per promuovere una campagna di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>“Serbare rancore equivale a prendere un veleno e sperare che l’altro muoia”(William Shakespeare)</p>
<p>Il Tribunale di Sorveglianza di Perugia scrive di me: (…) l’impegno del detenuto verso forme di partecipazione alla vita detentiva che denotano capacità espressive non comuni e la determinazione dallo stesso dimostrata per promuovere una campagna di informazione e di riflessione sul tema dell’ergastolo c.d. ostativo ( tendenzialmente perpetuo, salvo collaborazione con la giustizia), (…)<br />
evidenziandosi a livello culturale, politico e giurisdizionale. (Ordinanza udienza del 6 ottobre 2011).</p>
<p>Il gruppo trattamentale del carcere di Spoleto scrive di me:<br />
-Una prevalenza di aspetti positivi. Concretamente coinvolto in tutte le iniziative ricreativo-culturali organizzate. Per il particolare impegno mostrato lungo tutto il percorso di studi, ha ricevuto un encomio in data 19.05.2011 e uno in data 24.05.2010 per l’impegno mostrato nel corso di una rappresentazione teatrale. La partecipazione a vari concorsi letterari in ambito nazionale ha prodotto note di apprezzamento, riconoscimenti e premi da parte di esponenti della comunità esterna. Recentemente il Musumeci ha pubblicato un suo racconto all’interno di una antologia intitolata “Racconti da carcere”, pubblicata dalla Arnoldo Mondadori Editore. Sensibilmente interessato a tematiche di carattere sociale, egli si relaziona da tempo con diverse associazioni, vicine al “sistema Carcere”. Dimostra un grande interesse per i temi di rilevanza sociale e per le problematiche legate all’esperienza detentiva. Il detenuto ha da tempo avviato un percorso di revisione critica non manipolatorio né riduttivo: certamente favorito dallo studio delle materie giuridiche, da una diversa consapevolezza del concetto di legalità, dalla disponibilità ad azioni riparatorie all’interno della Comunità Papa Giovanni XXIII, da un forte investimento positivo verso gli affetti familiari. (…)<br />
Giudizio di affidabilità individuale<br />
(Relazione di sintesi, ottobre 2011).</p>
<p>Eppure, nonostante tutte queste belle parole dei miei “giudici” e dei miei “educatori”, non potrò mai uscire se non collaboro con la giustizia e se non metto in cella un altro al posto mio. E domando: ha senso scrivere e sprecare risorse istituzionali per un uomo colpevole e cattivo per sempre che deve morire in carcere? Credo che la non collaborazione dovrebbe essere una scelta intima, un diritto personalissimo e inviolabile, e non dovrebbe assolutamente portare conseguenze penali (o di trattamento) così gravi e perenni. Penso che la non collaborazione dovrebbe essere una scelta da rispettare e non dovrebbe essere punita con una conseguenza penale così grande e smisurata per un ergastolano ostativo, a tal punto che sembra che la non collaborazione sia ancora più grave del reato commesso. Credo che un uomo abbia il diritto di scegliere di non collaborare per le proprie convinzioni ideologiche, morali, religiose, o di protezione dei propri familiari.</p>
<p>Sto cercando di migliorarmi e di cambiare rimanendo me stesso, probabilmente per i “buoni” questa è una colpa grave e mi costerà vivere in carcere fino all’ultimo dei miei giorni, colpevole e cattivo per sempre, ma in carcere si soffre di più quando si viene perdonati, per questo, sotto un certo punto di vista, molti di noi non possono che essere felici che i &#8220;buoni&#8221; non ci perdonino.</p>
<p style="text-align: right;">Carmelo Musumeci</p>
<p>Legislatura 16 Atto di Sindacato Ispettivo n° 4-06462</p>
<p>Atto n. 4-06462</p>
<p>Pubblicato il 21 dicembre 2011<br />
Seduta n. 649</p>
<p>FERRANTE &#8211; Al Ministro della giustizia. -<br />
Premesso che a quanto risulta all&#8217;interrogante:<br />
nel Paese esistono due tipi di ergastolo: quello normale, che lascia almeno uno spiraglio di speranza per ottenere una eventuale misura alternativa al carcere o beneficio penitenziario; quello ostativo che è una pena senza fine che, in base all&#8217;art. 4-bis dell&#8217;ordinamento penitenziario di cui alla legge n. 354 del 1975, nega ogni misura alternativa al carcere e ogni beneficio penitenziario a chi è stato condannato per reati quali, ad esempio, l&#8217;associazione a delinquere o per l&#8217;esecuzione o la partecipazione a vario titolo a un omicidio;<br />
per meglio comprendere la questione bisogna tenere presente che con il decreto-legge n. 306 del 1992, convertito, con modificazioni, dalla legge n. 356 del 1992 si è introdotto nel sistema di esecuzione delle pene detentive una sorta di doppio binario, nel senso che, per taluni delitti ritenuti di particolare allarme sociale, il legislatore ha previsto un regime speciale, che si risolve nell&#8217;escludere dal trattamento extramurario i condannati, a meno che questi collaborino con la giustizia: per questo motivo molti ergastolani non possono godere di alcun beneficio penitenziario &#8211; quali permessi premio, semilibertà, liberazione condizionale;<br />
in Italia ci sono più di 100 ergastolani che hanno alle spalle più di 26 anni di detenzione, il limite previsto per accedere alla libertà condizionale; la metà di questi 100 ha addirittura superato i trent&#8217;anni di detenzione; al 31 dicembre 2010 gli ergastolani in Italia erano 1.512, quadruplicati negli ultimi sedici anni, mentre la popolazione comune detenuta è solamente raddoppiata; al 31 dicembre 2010 i detenuti presenti nelle carcere italiani erano 67.961 e quelli in semilibertà poco più di 900 e di questi solo 29 sono ergastolani. 29 su 1.512, a fronte di quasi 100 in detenzione da oltre 26 anni;<br />
su questi dati Paolo Canevelli, Presidente del Tribunale di sorveglianza di Perugia, ha rilasciato (al Convegno Carceri 2010: il limite penale ed il senso di umanità tenutosi a Roma il 28 maggio 2010) questa dichiarazione: &#8220;(&#8230;) Per finire, e qui mi allaccio ai progetti di riforma del Codice penale, non so se i tempi sono maturi, ma anche una riflessione sull&#8217;ergastolo forse bisognerà pure farla, perché l&#8217;ergastolo, è vero che ha all&#8217;interno dell&#8217;Ordinamento dei correttivi possibili, con le misure come la liberazione condizionale e altro, ma ci sono moltissimi detenuti oggi in Italia che prendono l&#8217;ergastolo, tutti per reati ostativi, e sono praticamente persone condannate a morire in carcere. Anche su questo, forse, una qualche iniziativa cauta di apertura credo che vada presa, perché non possiamo, in un sistema costituzionale che prevede la rieducazione, che prevede il divieto di trattamenti contrari al senso di umanità, lasciare questa pena perpetua, che per certe categorie di autori di reato è assolutamente certa, nel senso che non ci sono spazi possibili per diverse vie di uscita (…)&#8221;;<br />
a titolo di esempio di una situazione molto difficile per numerosi detenuti, la vicenda di Carmelo Musumeci che si trova ora nel carcere di Spoleto sembra paradigmatica: entrato con licenza elementare, mentre è all&#8217;Asinara in regime di 41-bis della citata legge n. 354 del 1975, riprende gli studi e da autodidatta termina le scuole superiori; nel 2005 si laurea in Giurisprudenza con una tesi in Sociologia del diritto dal titolo &#8220;Vivere l&#8217;ergastolo&#8221;; nel maggio 2011 si è laureato all&#8217;Università di Perugia al corso di Laurea specialistica in Diritto penitenziario, con relatore il professor Carlo Fiorio, docente di Diritto processuale penale; nel 2007 conosce don Oreste Benzi e da allora anni condivide il progetto &#8220;Oltre le sbarre&#8221;, programma della Comunità Papa Giovanni XXIII; ha pubblicato nel 2010 il libro &#8220;Gli uomini ombra&#8221;, e nel 2011 &#8220;Undici Ore d&#8217;amore di un uomo ombra&#8221; editi da Gabrielli Editori; è autore di molti racconti e del romanzo &#8220;Zanna Blu&#8221; di prossima pubblicazione, con la prefazione di Margherita Hack; promotore della campagna &#8220;Mai dire mai&#8221; per l&#8217;abolizione della pena senza fine, collabora con diverse testate, blog e associazioni come &#8220;Antigone&#8221; o &#8220;La Meteora&#8221;;<br />
il Tribunale di sorveglianza di Perugia, in una recente ordinanza, scrive di lui: &#8220;(…) l&#8217;impegno del detenuto verso forme di partecipazione alla vita detentiva che denotano capacità espressive non comuni e la determinazione dallo stesso dimostrata per promuovere una campagna di informazione e di riflessione sul tema dell&#8217;ergastolo ostativo (…)&#8221;; mentre l&#8217;Area Osservazione e trattamento della casa di reclusione, nel protocollo 34712/Tra del 14 ottobre 2011, scrive di lui: &#8220;(…) La permanenza presso questo istituto permette di rilevare una prevalenza di aspetti positivi nelle intenzioni che il soggetto in esame ripone nel voler dare un senso alla pena dell&#8217;ergastolo alla quale è stato condannato. Concretamente coinvolto in tutte le iniziative ricreativo- culturali organizzate (…)&#8221;. Sempre il Presidente del Tribunale di sorveglianza di Perugia dichiarava che: &#8220;(…) Il carcere di Spoleto, per esempio, ha circa un centinaio di ergastolani, molti dei quali condannati per delitti integralmente ostativi e che quindi non vedono assolutamente prospettiva di reinserimento, per i quali l&#8217;ergastolo (che pur viene ritenuto costituzionalmente legittimo nel nostro Paese proprio perché c&#8217;è la possibilità di un suo superamento) in realtà nei confronti di quelle persone un superamento non ci sarà mai, o sarà molto difficile perché deve passare o attraverso una scelta collaborativa (che chi è condannato per reati di criminalità organizzata ben difficilmente dopo tanti anni intende praticare) oppure deve passare attraverso pronunce di oggettiva impossibilità di una collaborazione che sono altrettanto difficili, anche tecnicamente, da sviluppare (…)&#8221;;<br />
la collaborazione con la giustizia è una scelta processuale, mentre il pentimento è uno stato interiore; la collaborazione permette di uscire dal carcere, ma non prova affatto il pentimento interiore della persona;<br />
va superato un sistema carcerario che abbandona i detenuti a se stessi e che non agevola affatto la rieducazione e, nel caso degli ergastolani ostativi, esclude completamente ogni speranza di reinserimento sociale,<br />
si chiede di conoscere:<br />
nel quadro dello sforzo per rendere più umane le condizioni delle carceri e dei detenuti, se il Ministro in indirizzo non ritenga giunto il tempo di promuovere il superamento del complesso di disposizioni che comporta l&#8217;ergastolo ostativo per numerosissimi condannati all&#8217;ergastolo;<br />
in particolare, se al Ministro in indirizzo risultino i motivi di sicurezza per i quali Carmelo Musumeci si trova ancora collocato nella sezione alta sorveglianza e non in media sicurezza.</p>
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		<title>Italiani vs stranieri: vespe o formiche? Nelle librerie il volume di Flavia Cristaldi</title>
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		<pubDate>Tue, 24 Jan 2012 09:57:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Quali strategie territoriali attuiamo quando gli stranieri entrano nelle nostre comunità? Li accogliamo nelle nostre città condividendo con loro lo spazio e li consideriamo un’opportunità di crescita economica e sociale o li espelliamo dal gruppo relegandoli ai margini del sistema come fossero degli intrusi pericolosi? Affittiamo loro appartamenti nei quartieri [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Quali strategie territoriali attuiamo quando gli stranieri entrano nelle nostre comunità? Li accogliamo nelle nostre città condividendo con loro lo spazio e li consideriamo un’opportunità di crescita economica e sociale o li espelliamo dal gruppo relegandoli ai margini del sistema come fossero degli intrusi pericolosi? Affittiamo loro appartamenti nei quartieri benestanti delle città o cerchiamo di nasconderli negli scantinati o nelle mansarde degli edifici più fatiscenti? Il territorio è un luogo di ritrovo o di scontro?<br />
Il libro “Immigrazione e territorio: lo spazio con/diviso“ (Pàtron Editore) di Flavia Cristaldi, docente di Geografia delle Migrazioni presso la Sapienza, Università di Roma, affronta nel dettaglio queste problematiche ed offre indicazioni utili sia al cittadino, desideroso di riflettere sulle nuove forme di convivenza, che al politico e al pianificatore i quali, proprio partendo dalla reale conoscenza del territorio, devono pianificare gli interventi sul territorio.<br />
Utilizzando metaforicamente le recenti scoperte in campo etologico, Flavia Cristaldi ricorda le strategie utilizzate dalle formiche e dalle vespe e le paragona a quelle messe in campo dalla società civile: se alcune formiche del Borneo si fanno letteralmente esplodere per uccidere gli intrusi che cercano di entrare nel formicaio, le vespe di Panama, al contrario, accolgono gli stranieri nell’alveare dividendo con loro il lavoro quotidiano.<br />
Avvalendosi di dati statistici, rappresentati con chiare carte tematiche, e dei risultati di numerose interviste, l’Autrice accompagna agevolmente il lettore lungo un percorso nazionale e internazionale alla ricerca delle strategie territoriali che scaturiscono nella società multiculturale. Arricchendo l’analisi con testimonianze raccolte anche nella letteratura, Flavia Cristaldi conclude il suo interessante volume con la speranza che i cittadini di oggi utilizzino le strategie delle vespe di Panama per la costruzione di una società interculturale nella quale lo spazio sia realmente condiviso.</p>
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		<title>Roma, 26 gennaio: presentazione del volume &#8220;Vite ritrovate&#8221;, letteratura ed emigrazione</title>
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		<pubDate>Thu, 19 Jan 2012 08:05:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Giovedì 26 Gennaio 2012, alle ore 17.30, presso il Centro Studi Emigrazione a Roma (www.cser.it) si terrà presentazione del volume &#8220;Vite ritrovate, Emigrazione e letteratura italiana di Otto e Novecento&#8221; di Gianni Paoletti. Il testo è edito dalla Editoriale Umbra di Foligno per la collana “I Quaderni del Museo dell’Emigrazione” [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Giovedì 26 Gennaio 2012, alle ore 17.30, presso il Centro Studi Emigrazione a Roma (www.cser.it) si terrà presentazione del volume &#8220;Vite ritrovate, Emigrazione e letteratura italiana di Otto e Novecento&#8221; di Gianni Paoletti. Il testo è edito dalla Editoriale Umbra di Foligno per la collana “I Quaderni del Museo dell’Emigrazione” (www.emigrazione.it). Introdurranno René Manenti, dello CSER e Catia Monacelli, Direttore del Museo Regionale dell’Emigrazione “Pietro Conti” di Gualdo Tadino. Il volume sarà illustrato dallo scrittore e giornalista Francesco Durante e dallo stesso Autore del volume Gianni Paoletti.</p>
<p>Il libro ricostruisce il manifestarsi letterario, spesso “marginale”, disperso ma acuto, di un evento per molti versi fondante della storia nazionale, dalla fine del secolo XIX fino a quanto uscito negli ultimi due decenni, durante i quali un’autentica fioritura di titoli ha rinnovato un interesse specifico per la figura del migrante. Gli scrittori italiani che compongono un ideale canone letterario classico fra Ottocento e Novecento si sono soffermati solo parzialmente o episodicamente sull’emigrazione italiana. Un oblio – una certa rimozione persino – che non ha, tuttavia, impedito la comparsa di romanzi e racconti di grande finezza su questa enorme esperienza collettiva, che è anche uno dei nodi di maggiore momento della vicenda storica italiana.</p>
<p>Da De Amicis a Pavese, da Pirandello a Gadda, da Pasolini a Sciascia, passando per Silone, Calvino, Jovine, Piovene, Levi, Soldati, Borgese, Sgorlon, e per diverse altre notevoli voci della narrativa contemporanea, gli emigranti sono comparsi in pagine talora bellissime, e sovente assai difformi per stile, moventi ed esiti. Il libro ricostruisce questo manifestarsi letterario, spesso “marginale”, disperso ma acuto, di un evento per molti versi fondante della storia nazionale, dalla fine del secolo XIX fino a quanto uscito negli ultimi due decenni, durante i quali un’autentica fioritura di titoli ha rinnovato un interesse specifico per la figura del migrante.</p>
<p>Ne risulta un cammino, diviso in una topografia più che in una cronologia, fra immagini letterarie suggestive, che seguono ispirazioni e stili differenti: il racconto, il diario di viaggio, il romanzo, il frammento autobiografico, l’indagine critica, il reportage. Cercando fra le pagine dei grandi scrittori, emerge un quadro perspicuo e acuto di una diaspora umana e storica lunghissima. Forse, mai conclusa. Durante l’evento, a cura dell’Associazione Culturale Passato e Presente (Sezione Italiana Vintage Fashion &amp; Costume Jewelry Club www.bijouxamericani.it), sarà presentata una selezione di Canti dei migranti, che verranno eseguiti da Lavinia Mancusi, e di testi letterari tratti dal volume in presentazione, che saranno letti da Antonio Palmitessa.</p>
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		<title>Brindisi, conclusa la festa dell&#8217;Epifania</title>
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		<pubDate>Fri, 06 Jan 2012 14:56:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[In un senario meteorologico quasi “Biblico”, con violenti nubifragi e mare in tempesta, pochi coraggiosi guidati dal Presidente della Comunità Ellenica Ioannis Davilis e dal Console Onorario di Grecia in Brindisi avv. Roberto Fusco, hanno accompagnato l’archimandrita Arsenios, Rettore della Chiesa Ortodossa in Brindisi, al Porto per la Benedizione delle [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>In un senario meteorologico quasi “Biblico”, con violenti nubifragi e mare in tempesta, pochi coraggiosi guidati dal Presidente della Comunità Ellenica Ioannis Davilis e dal Console Onorario di Grecia in Brindisi avv. Roberto Fusco, hanno accompagnato l’archimandrita Arsenios, Rettore della Chiesa Ortodossa in Brindisi, al Porto per la Benedizione delle acque del Porto di Brindisi, nel programma  di celebrazione della la Festa dell’Epifania Ecumenica tra cattolici e ortodossi.<br />
Il sub di origine greca Maurizio Tedesco ha anche quest’anno sfidato le avverse condizioni meteorologiche ed ha recuperato la croce immersa come vuole la tradizione ortodossa, in un mare burrascoso ed inaccessibile, alla presenza del Commissario Prefettizio dott. Bruno Pezzuto e dei fedeli.</p>
<p>Al termine della cerimonia, il presidente della Comunità Ellenica di Brindisi, Lecce e Taranto Ioannis Davilis ha dichiarato soddisfatto: <em>“ non poteva certo fermare una tradizione che dura a Brindisi da ormai 11 anni un po’ di pioggia e vento!.. abbiamo Benedetto il nostro Mare, il nostro Porto, il nostro futuro… abbiamo riproposto, in questa maniera, la nostra città come punto di riferimento internazionali per il Dialogo di Base tra i Cristiani nel mondo</em>”.</p>
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		<title>Brindisi, Festa dell&#8217;Epifania all&#8217;insegna del dialogo</title>
		<link>http://www.improntalaquila.org/2012/01/04/articolo32629/</link>
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		<pubDate>Wed, 04 Jan 2012 15:41:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Festa dell’Epifania, all&#8217;insegna del dialogo tra cattolici e ortodossi quella che si celebrerà presso la Chiesa Ortodossa di San Nicola, a Brindisi. Seguendo una tradizione iniziata nel 2002 il 6 gennaio si celebrerà la Benedizione delle acque del mare del Porto interno di Brindisi. Parteciperanno cattolici ed ortodossi, nel nome [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Festa dell’Epifania, all&#8217;insegna del dialogo tra cattolici e ortodossi quella che si celebrerà presso la Chiesa Ortodossa di San Nicola, a Brindisi. Seguendo una tradizione iniziata nel 2002 il 6 gennaio si celebrerà la Benedizione delle acque del mare del Porto interno di Brindisi. Parteciperanno cattolici ed ortodossi, nel nome della comune appartenenza cristiana e del dialogo. La Processione stessa sarà infatti dedicata alla Città ed al suo Porto, simboli del Dialogo tra i Cristiani nel mondo ed è organizzata dalla Chiesa Ortodossa di Brindisi con la collaborazione dell’Arcidiocesi di Brindisi-Ostuni e della Rete delle Comunità Elleniche in Puglia. L’evento laico-religioso, quest’anno giunto all’undicesima edizione, vanta i prestigiosi Patrocini del Comune di Brindisi, dell’Autorità Portuale e del Consolato di Grecia in Brindisi.<br />
Parteciperà Sua Eccellenza Mons. Rocco Talucci Arcivescovo di Brindisi Ostuni, le Comunità Elleniche di Foggia, Bari, Lecce, Taranto e Brindisi, rappresentanze degli Ortodossi di Puglia, le Parrocchie Cattoliche della città e l’Apostolato del Mare.</p>
<p>A questi importanti Eventi, la Comunità Ellenica di Brindisi, Lecce e Taranto, con un comunicato firmato dal Presidente Ioannis Davilis, invita tutti i soci, associati ed ortodossi di qualsiasi nazionalità, di partecipare alle Celebrazioni. “<em>È un’occasione, sottolinea la stessa nota di Presidenza, per dimostrare con la nostra presenza, con la nostra partecipazione il nostro profondo credo al dialogo ecumenico e alla comune appartenenza alla grande famiglia degli uomini di buona volontà, alla grande famiglia Cristiana. È un occasione unica per proporre alle istituzioni locali il dovere di proclamare ufficialmente Brindisi ed il suo Porto come punti di riferimento internazionali per il Dialogo di Base tra i Cristiani nel mondo</em>”.</p>
<p>Programma<br />
<span style="font-size: 11pt; text-align: center;">Ore 09:45, La Divina Liturgia;<br />
</span><span style="font-size: 11pt; text-align: center;">Ore 10:45, Benedizione delle Acque in Chiesa (</span><strong style="font-size: 11pt; text-align: center;"><em>Aghiasmòs</em></strong><span style="font-size: 11pt; text-align: center;">);<br />
</span><span style="font-size: 11pt; text-align: center;">Ore 11:15, Processione dalla Chiesa di San Nicola al Porto Interno di Brindisi;<br />
</span><span style="font-family: 'Times New Roman', serif; font-size: 11pt;">Ore 12:00, Solenne Benedizione delle Acque del Porto, con l’immersione e il recupero della Croce</span></p>
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		<title>Comunità ellenica: Brindisi è un riferimento internazionale per il dialogo e la pace</title>
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		<pubDate>Fri, 30 Dec 2011 10:55:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Dialogo]]></category>
		<category><![CDATA[Puglia]]></category>
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		<description><![CDATA[Nella tradizionale conferenza stampa di fine anno della Comunità Ellenica di Brindisi, Lecce e Taranto, il tema guida dell’ incontro è stato: “Il significato della Benedizione Ecumenica del Porto il giorno dell’Epifania, quest’anno in concomitanza dell’anniversario per i 10 anni dalla fondazione della Comunità Ellenica”. Presenti all’incontro, il Presidente della [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Nella tradizionale conferenza stampa di fine anno della Comunità Ellenica di Brindisi, Lecce e Taranto, il tema guida dell’ incontro è stato: <em>“Il significato della Benedizione Ecumenica del Porto il giorno dell’Epifania, quest’anno in concomitanza dell’anniversario per i 10 anni dalla fondazione della Comunità Ellenica</em>”. Presenti all’incontro, il Presidente della Comunità Ellenica Ioannis Davilis, il Rettore della Chiesa Ortodossa di Brindisi Archimandrita Arsenios, il Vicario del Vescovo di Brindisi- Ostuni don. Adriano Miglietta ed il Console Onorario della Grecia avv. Roberto Fusco.<br />
Attraverso i vari interventi è stato sottolineato l’importanza della decennale presenza della Comunità Ellenica in maniera continua nel territorio, che dimostra tra l’alto il legame storico culturale, e quindi sociale ed economico, tra le due sponde dell’Adriatico. Poi è stata spiegata ai presenti l’importanza del continuo dialogo tra Comunità ed Istituzioni locali come è stato enfatizzato il significato profondo, pieno di speranze, del “dialogo ecumenico di base” tra la Chiesa Ortodossa e quella Cattolica. Come esempio è stata riportata la Benedizione Ecumenica del Porto di Brindisi che viene organizzata interrottamente dal 2002 e vede protagoniste le due chiese. Brindisi è cosi l’unica città in Italia dove viene effettuata la Benedizione delle Acque, secondo le antiche tradizioni ortodosse e con la presenza e partecipazione dei fratelli cattolici. Eccezione fa solo Trieste che vanta la presenza di una Comunità Ellenica storica, molto importante e ben organizzata.<br />
Il Presidente della Comunità Ellenica Ioannis Davilis, nel suo intervento ha proposto di dichiarare il Porto e la Città di Brindisi come punti di riferimento internazionale per il Dialogo tra i Cristiani e la Pace. La proposta è stata accolta con entusiasmo dai presenti. In particolare il Console Onorario della Grecia avv. Roberto Fusco ha dato subito tutta la sua disponibilità e ha proposta a sua volta di intraprendere tutte le azioni a livello istituzionale per raggiungere il nobile obbiettivo.<br />
La conferenza stampa si è conclusa con un aperitivo (naturalmente a base di ouzo), offerto ai presenti e con lo scambio tradizionale degli auguri per il nuovo anno 2012</p>
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		<title>Crisi economica e solitudine: il lato oscuro delle feste</title>
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		<pubDate>Thu, 29 Dec 2011 16:22:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Dialogo]]></category>
		<category><![CDATA[Sociale]]></category>
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		<description><![CDATA[Aumentano le persone che, dopo la perdita del lavoro, chiedono un aiuto psicologico. Per il professor Francesco Campione, presidente dell&#8217;associazione Rivivere che a Bologna si occupa di dare un sostegno a chi ha subito un lutto, anche questo è in fin dei conti un lutto da superare e il periodo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Aumentano le persone che, dopo la perdita del lavoro, chiedono un aiuto psicologico. Per il professor Francesco Campione, presidente dell&#8217;associazione Rivivere che a Bologna si occupa di dare un sostegno a chi ha subito un lutto, anche questo è in fin dei conti un lutto da superare e il periodo natalizio è quello più difficile da affrontare. “<em>Nel 2011 c’è stato un aumento massiccio di richieste da parte di persone che hanno perso il lavoro</em>” &#8211; spiega Campione &#8211;  “<em>ma spesso i problemi lavorativi si ripercuotono nelle relazioni: si litiga, si perde l’autostima, e i problemi affettivi si sommano a quelli lavorativi”.</em><br />
“<em>Fra chi chiede aiuto</em> &#8211; continua Campione &#8211; <em>ci sono molte persone in cassa integrazione, anche se in generale il panorama è molto vario: si va dal manager all’impiegato, da chi aveva un’attività in proprio a chi fa i lavori più semplici. Non c’è una distinzione di genere, mentre la fascia d’età è soprattutto a cavallo fra i 40 e i 50 anni. Sono persone che hanno paura di non riuscire più a risollevarsi. Il problema principale è la solitudine, che durante le feste, soprattutto se la perdita non è ancora stata elaborata, si fa sentire di più</em>”, spiega il professore.</p>
<p>Il supporto psicologico, che l’associazione Rivivere offre gratuitamente, è simile sia per chi ha perso il lavoro sia per chi ha subito un lutto. “<em>La maggior parte di queste persone non ha un problema grave, però ha bisogno di essere ascoltata</em>, continua Campione, <em>fondamentalmente le persone si rivolgono a noi perché non riescono a esprimere le proprie emozioni, ad esempio non riescono a piangere</em>”.</p>
<p>Rabbia, vergogna, senso di colpa, impotenza, sono le reazioni più comuni. Ma a queste si somma un contesto sociale che tende a isolare chi soffre. “<em>Noi cerchiamo di tracciare con le persone il percorso a loro più congeniale per uscire dalla situazione in cui si trovano&#8221;</em>,  conclude Campione.</p>
<p>Da ottobre le attività dell’associazione si svolgono anche nella libreria Rivivere (a Bologna in via Torleone 5). Qui si svolgono ad esempio gli incontri del ciclo “L’’educazione sentimentale”, dedicato quest’anno al rifiuto della violenza.</p>
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		<title>Il Papa ricorda tutti i popoli sofferenti. Poi gli auguri nelle lingue del mondo intero</title>
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		<pubDate>Sun, 25 Dec 2011 18:24:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Dialogo]]></category>
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		<description><![CDATA[Benedetto XVI ha ricordato, in questo Natale al mondo intero nel suo tradizionale messaggio dalla loggia delle benedizioni di piazza San Pietro, le popolazioni più sofferenti in questo periodo per carestie, conflitti sociali e guerre “A tutti giunga l’eco dell’annuncio di Betlemme, che la Chiesa Cattolica fa risuonare in tutti [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Benedetto XVI ha ricordato, in questo Natale al mondo intero nel suo tradizionale messaggio dalla loggia delle benedizioni di piazza San Pietro, le popolazioni più sofferenti in questo periodo per carestie, conflitti sociali e guerre “A tutti giunga l’eco dell’annuncio di Betlemme, che la Chiesa Cattolica fa risuonare in tutti i continenti, al di là di ogni confine di nazionalità, di lingua e di cultura”. Il pontefice ha detto: &#8220;Il Signore soccorra l&#8217;umanità ferita dai tanti conflitti, che ancora oggi insanguinano il Pianeta. In particolare incoraggiando la ripresa del dialogo tra Israeliani e Palestinesi. Faccia cessare le violenze in Siria, dove tanto sangue è già stato versato&#8221;.<br />
Il pontefice ha poi esortato &#8220;la piena riconciliazione e la stabilità in Iraq ed in Afghanistan&#8221; e rivolto il proprio pensiero ai conflitti di tutto il mondo e alle situazioni di crisi, dalla regione africana dei Grandi Laghi al Sud Sudan, sostenendo &#8220;le prospettive di dialogo e di collaborazione in Myanmar nella ricerca di soluzioni condivise&#8221;.<br />
Un pensiero particolare infine alla Thailandia e alle Filippine devastate dalle inondazioni e al Corno d&#8217;Africa colpito dalla carestie e dalla fame &#8220;talvolta &#8211; ha detto il papa &#8211; aggravate da un persistente stato di insicurezza. La comunità internazionale non faccia mancare il suo aiuto ai numerosi profughi provenienti da tale regione, duramente provati nella loro dignità&#8221; L’invito del Papa è stato quello di rivolgere “lo sguardo alla Grotta di Betlemme:”<br />
“Lui ha portato al mondo un messaggio universale di riconciliazione e di pace. Apriamogli il nostro cuore, accogliamolo nella nostra vita”.<br />
Poi gli auguri del Papa in ben 65 lingue, a partire da quelli rivolti ai romani e agli italiani perché la nascita di Cristo e l’accoglienza del Vangelo “rinnovino i cuori dei credenti, portino pace nelle famiglie, consolazione ai sofferenti e “aiutino gli abitanti dell’intero Paese a crescere nella reciproca fiducia per costruire insieme un futuro di speranza, più fraterno e solidale”. In conclusione l’invocazione in latino “Veni ad salvandum nos”</p>
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