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	<title>L&#039;Impronta L&#039;Aquila &#187; Ecologia &#8211; Ambiente</title>
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	<description>Quotidiano on-line dell&#039;Associazione Culturale L&#039;Impronta</description>
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		<title>Maltempo: situazione critica per i piccoli uccelli</title>
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		<pubDate>Mon, 06 Feb 2012 13:27:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[L’ondata di maltempo sta mettendo a durissima prova anche gli animali in tutta Italia. WWF e ornitologi lanciano un appello affinché i cittadini aiutino, quando possibile, gli animali in difficoltà sul territorio nazionale. Anche piccoli gesti, come lasciare sui balconi e nei giardini in aree non bagnate briciole di dolci [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>L’ondata di maltempo sta mettendo a durissima prova anche gli animali in tutta Italia. WWF e ornitologi lanciano un appello affinché i cittadini aiutino, quando possibile, gli animali in difficoltà sul territorio nazionale. Anche piccoli gesti, come lasciare sui balconi e nei giardini in aree non bagnate briciole di dolci e biscotti, possono sostenere i piccoli uccelli in un momento così critico.</p>
<p>Dichiara Dante Caserta, consigliere nazionale del WWF Italia “<em>Periodi di freddo estremo sarebbero fenomeni naturali, uno dei tanti fattori di selezione naturale che agiscono sulla fauna. L’avifauna italiana è, però, già sotto forte stress per la cementificazione del territorio e per un’attività venatoria insostenibile che si è appena conclusa. Inoltre, a causa dell’eccessiva antropizzazione, sono scomparse quelle aree litoranee e di fondovalle in cui trovavano rifugio queste specie nei periodi più freddi. Basti pensare alla conurbazione della costa adriatica colpita in queste ore dal maltempo, che ha soppiantato decine di migliaia di ettari di aree umide che accoglievano questi uccelli in periodi critici come questi oppure alle aree di fondovalle e gli stessi corsi d’acqua ormai lastricate di capannoni industriali, superstrade e cementificato. Inoltre i fenomeni estremi collegati ai cambiamenti climatici causati dall’uomo stanno diventando sempre più frequenti e costituiscono un’ulteriore minaccia. Per questo riteniamo di dover lanciare un appello ai cittadini affinché aiutino l’avifauna in questo periodo di grande difficoltà</em>.”</p>
<p>Per Augusto De Sanctis, presidente della Stazione Ornitologica Abruzzese “Q<em>uesta ondata di maltempo arriva in un momento assai delicato per molte specie che si stavano predisponendo alla migrazione verso nord oppure alla nidificazione. Le nostre città sono letteralmente invase da piccoli  passeriformi, come pispole, pettirossi, verzellini e addirittura allodole che cercano rifugio anche nelle aiuole spartitraffico. I cittadini possono aiutare questi animali in palese difficoltà in maniera molto semplice, lasciando ad esempio sul balcone briciole di dolci e biscotti oppure frutta secca. Anche appendere pezzi di lardo agli alberi di un giardino è un modo semplice e molto efficiente per rifocillare animali come cince e pettirossi. Chi vuole può anche pensare di riciclare bottiglie di plastica riempiendole di semi oppure di costruire una mangiatoia di legno. E’ importante che i punti dove si lasciano semi e briciole siano protetti dall’acqua. Si trovano molti esempi di mangiatoie con le relative istruzioni per l’uso sul WEB oppure direttamente sul sito del WWF Italia. Ovviamente queste mangiatoie devono esser lontane da aree frequentate dai gatti</em>”.</p>
<p>Informazioni utili sulle mangiatoie sono al link:</p>
<p>http://www.wwf.it/UserFiles/File/WWF%20Cosa%20Facciamo/Educazione%20Amb/Pubblicazioni/12_Nidi_artificiali_e_mangiatoie.pdf</p>
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		<title>L’Aquila Rugby 1936: in uscita il terzo spot della campagna “Mettila al posto giusto”</title>
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		<pubDate>Mon, 30 Jan 2012 13:30:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ecologia - Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[Sport]]></category>

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		<description><![CDATA[Per il terzo spot della campagna “Mettila al posto giusto”, nata dalla collaborazione tra il club aquilano, il comune dell’Aquila, l’ASM e il contributo di Conai, il video maker Francesco Paolucci ha diretto i giocatori neroverdi ispirandosi alla nota serie televisiva americana “Lost”, fortemente rivista in veste comica. Protagonisti l’avanti [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Per il terzo spot della campagna “Mettila al posto giusto”, nata dalla collaborazione tra il club aquilano, il comune dell’Aquila, l’ASM e il contributo di Conai, il video maker Francesco Paolucci ha diretto i giocatori neroverdi ispirandosi alla nota serie televisiva americana “Lost”, fortemente rivista in veste comica.<br />
Protagonisti l’avanti Dario Subrizi e i tre quarti Marco Di Massimo e Francesco Santavicca, che si ritrovano nel bosco di San Giuliano alle prese con la spazzatura da differenziare nel modo corretto. Proprio come il protagonista del serial d’oltre Oceano, sconvolto dal ritrovarsi su un’isola sperduta, Dario è letteralmente agitato dal dilemma dell’indifferenziato, in suo sostegno arriveranno prima il centro Marco Di Massimo e poi il piccolo Riccardo che gli dimostrerà come la separazione corretta dei rifiuti porti alla vittoria di tutti.<br />
Sul set di San Giuliano anche il tre quarti Francesco Santavicca alle prese con i rifiuti indifferenziati e quelli in vetro del mitico Giorgetto, il tifoso nero verde conosciuto ormai da tutti per accompagnare ogni segnatura aquilana con la canzone popolare “Novantanove”.<br />
Ancora un mix vincente di immagini, idee e musiche (di Andrea Angelosante) per comunicare in maniera divertente ed efficace le modalità di separazione dei rifiuti. Il club aquilano ringrazia sentitamente per la loro partecipazione il piccolo Riccardo, il tifoso Giorgetto, e i giocatori dell’Aquila Rugby 1936 per la loro disponibilità e professionalità avuta sul set.</p>
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		<title>L&#8217;Aquila, raccolta differenziata: Paganica risponde entusiasmo e responsabilità</title>
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		<pubDate>Sun, 29 Jan 2012 15:25:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Si è da poco conclusa la seconda delle due giornate ecologiche organizzate a Paganica dall’A.s.m., di concerto con l’Asssessorato all’ambiente del Comune dell’Aquila. Oltre 100 i kit per la raccolta differenziata distribuiti alla popolazione che ha accolto l’evento con grande partecipazione. Quattro i container colmi di materiale imgombrante che gli [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Si è da poco conclusa la seconda delle due giornate ecologiche organizzate a Paganica dall’A.s.m., di concerto con l’Asssessorato all’ambiente del Comune dell’Aquila.<br />
Oltre 100 i kit per la raccolta differenziata distribuiti alla popolazione che ha accolto l’evento con grande partecipazione.<br />
Quattro i container colmi di materiale imgombrante che gli operai della A.s.m. hanno portato via colmi; uno per il legno, uno per il ferro, uno per gli elettrodomestici, uno per l’indefferenziato ingombrante.<br />
“Sono molto grato agli abitanti di Paganica – ha commentato l’assessore all’Ambiente Alfredo Moroni del Comune dell’Aquila – per l’impegno, l’entusiasmo e la responsabilità con i quali hanno affrontato la raccolta differenziata che continua ad andare avanti secondo il calendario stabilito insieme all’A.s.m. Domani, intanto, incontreremo i cittadini di Onna, per un primo confronto sull’argomento che, comporta, come più volte ribadito, un vero e propio cambiamento delle abitudini. Visto il successo riportato a Paganica, sono sicuro che anche gli altri abitanti del territorio toccati dal servizio, saranno in grado di affrontare questa nuova “cultura” con lo stesso senso di responsabilità. Un ringraziamento – conclude Moroni – va anche all’A.s.m. ed alle sue maestranze, per la professionalità profusa sin dall’inizio nell’affrontre la campagna sulla raccolta del differenziato.</p>
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		<title>Teramo: si procede alla distruzione del torrente Vezzola</title>
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		<pubDate>Mon, 23 Jan 2012 12:21:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il WWF di Teramo denuncia le operazioni (per la costruzione di una pista ciclabile) che stanno avvenendo sul torrente Vezzola “preso d’assalto dalle ruspe” che, direttamente nell’alveo, stanno distruggendo la vegetazione delle sponde, procedendo ad una canalizzazione del torrente. In una nota sostiene che l’intervento è privo di criteri naturalistici [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il WWF di Teramo denuncia le operazioni (per la costruzione di una pista ciclabile) che stanno avvenendo sul torrente Vezzola “preso d’assalto dalle ruspe” che, direttamente nell’alveo, stanno distruggendo la vegetazione delle sponde, procedendo ad una canalizzazione del torrente. In una nota sostiene che l’intervento è privo di criteri naturalistici ed ingegneristici nonché contrario alle disposizioni normative regionali e nazionali che prevedono interventi di tutt’altro genere e vietano di procede alla distruzione della fascia di vegetazione lungo i fiumi.</p>
<p>“Più volte, negli ultimi anni, il WWF è intervenuto denunciando la distruzione di fiumi e torrenti che vengono completamente deviati, risagomati e privati della vegetazione”, dichiara Dante Caserta, consigliere nazionale del WWF Italia. “Le medesime critiche a questo tipo di opere sono arrivate anche dall’Ordine degli Architetti e dall’Ordine dei Geologi. Mentre una serie di professori dell’Università di L’Aquila hanno evidenziato la dannosità di operare in questo modo. Pubblicamente abbiamo chiesto più volte alle amministrazioni che autorizzano tale tipo di interventi di trovare l’occasione per un confronto tecnico su come operare sui corsi d’acqua. Nessuno, infatti, pensa che non si possa o debba rendere più sicuri fiumi e torrenti, ma è certo che operare in questo modo è inutile e dispendioso”.<br />
Interventi come quelli che si stanno facendo in questi giorni sul Torrente Vezzola, infatti, oltre ad essere assolutamente inutili in caso di piena (anzi peggiorano la situazione perché l’acqua acquista maggiore velocità nei tratti privi di vegetazione), sono estremamente dannosi per il fiume stesso che viene privato della funzione depurativa svolta dalle piante, aumentando così il carico inquinante che arriva al mare e determina poi i noti problemi alla balneabilità.</p>
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		<title>Ambiente: allarme inquinamento a Pescara</title>
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		<pubDate>Sat, 21 Jan 2012 11:10:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[La qualità dell’aria delle città italiane è pessima e continua a peggiorare. A dirlo è lo studio sull&#8217;inquinamento atmosferico di Legambiente  presentato ieri a Roma. E anche la regione verde d&#8217;Italia, l&#8217;Abruzzo, è sotto osservazione. Il principale imputato sono le polveri sottili (PM10),  sostanze altamente dannose per la salute umana per [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>La qualità dell’aria delle città italiane è pessima e continua a peggiorare. A dirlo è lo studio sull&#8217;inquinamento atmosferico di Legambiente  presentato ieri a Roma. E anche la regione verde d&#8217;Italia, l&#8217;Abruzzo, è sotto osservazione.</p>
<p>Il principale imputato sono le polveri sottili (PM10),  sostanze altamente dannose per la salute umana per la loro capacità di penetrare in profondità nell’apparato .</p>
<p>Sotto osservazione Pescara nel solo 2011 il PM10 ha raggiunto i 69 superamenti, sui 35 consentiti annualmente, valori aumentati del 17% rispetto al 2010 (più della media nazionale, che è del 12%).</p>
<p>«<em>Se si considera, inoltre</em>, <em>che al 31 dicembre la centralina di Santa Teresa di Spoltore aveva rilevato ben 140 superamenti di PM10</em> – sostiene Antonella Carlucci, della segreteria regionale di Legambiente – <em>questo collocherebbe il livello di inquinamento della nostra area metropolitana a metà strada tra Milano (131 superamenti) e Torino (158)</em>».</p>
<p>Ma c’è di più. Dal dossier Mal’Aria 2012 emerge un altro dato inquietante: Pescara si colloca all’undicesimo posto in Italia per il superamento dei limiti consentiti del biossido di azoto. A fronte di una media consentita di 40 μg/m³, Pescara si attesta infatti sul valore medio di 50, mentre Teramo sfiora il limite con appena 38. Gas tossico dall’odore forte e pungente, e con grande potere irritante, il biossido di azoto (NO2) è uno degli inquinanti tenuti particolarmente sotto controllo per la valutazione della qualità dell’aria che respiriamo, in quanto è una sostanza irritante per le vie respiratorie e per gli occhi, e può raggiungere gli alveoli e provocare edema polmonare.</p>
<p>«<em>Al traffico, principale causa,</em> <em>si risponde troppo spesso con interventi occasionali di emergenza, mentre per limitare le auto in città servono serie politiche di mobilità sostenibile e di potenziamento del trasporto pubblico locale. Il trasporto su strada incide per il 40% sulle emissioni totali dei PM10 nella sola città di Pescara e per più della metà (55%) sulle emissioni totali dell’ossido di azoto</em>. <em>Per di più, i recenti tagli al traffico ferroviario pendolare, oltre a peggiorare un servizio, andranno anche ad incidere sul traffico veicolare privato, con l’inevitabile, ulteriore incremento delle emissioni dannose. L’Abruzzo sente sempre più incombente la necessità di un piano regionale dei trasporti che intervenga sulla mobilità integrata e possa potenziare il trasporto pubblico, incentivando gli spostamenti con mezzi a basso impatto ambientale</em>». Commenta Antonio Sangiuliano, direttore di Legambiente Abruzzo.</p>
<p>E l’inquinamento acustico? Valori poco significativi: solo 10 Comuni abruzzesi (su 305) hanno approvato la classificazione acustica.</p>
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		<title>Abruzzo: Di Dalmazio, 13 milioni di euro per discariche pubbliche dismesse</title>
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		<pubDate>Thu, 19 Jan 2012 13:49:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[La Regione Abruzzo finanzierà il 100% dei costi dei progetti operativi di bonifica e messa in sicurezza delle discariche dismesse al fine di raggiungere concreti obiettivi di risanamento del territorio regionale. Lo ha annunciato l&#8217;assessore alla Gestione dei rifiuti, Mauro Di Dalmazio, dopo che la Giunta regionale ha dato il [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>La Regione Abruzzo finanzierà il 100% dei costi dei progetti operativi di bonifica e messa in sicurezza delle discariche dismesse al fine di raggiungere concreti obiettivi di risanamento del territorio regionale. Lo ha annunciato l&#8217;assessore alla Gestione dei rifiuti, Mauro Di Dalmazio, dopo che la Giunta regionale ha dato il via libera alla delibera che ha provveduto ad approvare le priorità per la redazione della graduatoria delle discariche pubbliche dismesse.</p>
<p>&#8220;Per questa nostra azione di risanamento ambientale &#8211; spiega l&#8217;assessore Di Dalmazio &#8211; abbiamo previsto uno stanziamento di circa 13 milioni di euro che sarà a disposizione dei comuni e la cui entità verrà commisurata in relazione all&#8217;estensione della discarica. È un programma molto importante, indispensabile per ricostruire la qualità ambientale di quei territori interessati da detrattori che costituiscono vincoli negativi anche all&#8217;immagine turistica dei comuni&#8221;. Proprio in ragione questa importante iniziativa, Di Dalmazio ha lanciato un appello chiedendo &#8220;ai sindaci il massimo impegno per produrre i progetti e consentire l&#8217;attivazione delle risorse disponibili, che dovranno comunque essere impegnate nel più breve tempo possibile&#8221;, annunciando una serie di incontri con i sindaci stessi. La bonifica dei siti contaminati assume poi la sua rilevanza in relazione alla procedura di infrazione che l&#8217;Unione europea ha promosso contro l&#8217;Italia e della condanna dello Stato italiano da parte della Corte di Giustizia europea. In caso di inottemperanza da parte dei soggetti interessati, potrebbe infatti prefigurarsi un danno erariale a carico della Regione Abruzzo, che poi sarà tenuta a rivalersi nei confronti dei Comuni inadempienti. &#8220;In questo senso &#8211; spiega meglio l&#8217;assessore ai Rifiuti -, dei 391 siti inizialmente interessati dalla procedura di infrazione Ue, grazie all&#8217;impegno della Regione Abruzzo in collaborazione con gli Enti locali, si è passati a 43, costituiti essenzialmente da discariche comunali dismesse. Siamo dunque sulla buona strada, ma per chiudere definitivamente la partita è necessaria la collaborazione di tutti&#8221;.</p>
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		<title>Termoli(CB): soddisfatto Di Brino su sentenza Tar Molise contro eolico off-shore</title>
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		<pubDate>Tue, 27 Dec 2011 17:11:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Viva soddisfazione del  sindaco di Termoli (Cb) Basso Antonio Di Brino  per la decisione del Tar Molise che ha accolto il ricorso presentato dalla Regione Molise e dagli altri enti e associazioni contro il progetto di insediamento della centrale eolica off-shore al largo della costa molisana. “A titolo personale e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Viva soddisfazione del  sindaco di Termoli (Cb) Basso Antonio Di Brino  per la decisione del Tar Molise che ha accolto il ricorso presentato dalla Regione Molise e dagli altri enti e associazioni contro il progetto di insediamento della centrale eolica off-shore al largo della costa molisana.</p>
<p>“A titolo personale e a nome della giunta e del gruppo di maggioranza non posso che esprimere un moto di gratificazione per la sentenza con cui il Tar Molise ha bloccato l’iter amministrativo per la realizzazione della centrale eolica ‘San Michele’ progettata dalla società Effeventi srl.</p>
<p>Grazie a questa pronuncia, che dimostra come lo schierarsi compatti a tutela del territorio sia la migliore delle politiche, i giudici chiamati in causa hanno posto un punto fermo contro questo tipo di insediamenti che avrebbe messo a rischio il patrimonio paesaggistico e, aggiungo, anche l’ecosistema marino, a poche miglia dal nostro litorale.<br />
Una soddisfazione duplice, anzi molteplice, quella dell’amministrazione che mi onoro di rappresentare, poiché rimane nel solco di una serie di atti con cui la giunta comunale di Termoli, sin dalla sua entrata in azione, ha sempre cercato di tutelare l’ambiente e la salute pubblica della cittadinanza.<br />
Noi stessi ci siamo costituiti al Tar Molise contro l’ipotesi di allocazione delle 54 torri nel mare adriatico molisano, così come abbiamo deciso di alzare le barriere contro progetti che andavano nella precisa direzione di avvantaggiare i privati e non la collettività.<br />
Basti pensare alla revoca sull’impianto del biodigestore anaerobico, primo atto in assoluto della giunta il 30 aprile del 2010, e agli altri veti e dinieghi espressi per proposte di atterraggio sul suolo comunale per impianto a biogas e campi fotovoltaici per dimostrare con i fatti, non a chiacchiere, che l’interesse preminente dell’attuale governo cittadino sia quello di preservare e salvaguardare il patrimonio naturalistico e territoriale, smentendo le illazioni di chi aveva profetizzato un territorio sventrato dalle iniziative di carattere energetico, compreso il nucleare, qualora avessimo vinto le elezioni della primavera 2010”.<br />
In conclusione, il sindaco Di Brino rimarca l’importanza della filiera istituzionale soprattutto in occasione di tentativi di assalto al territorio, visto che la Regione e i comuni costieri sono stati capaci di fare fronte comune in questa circostanza, annunciando che qualora la Effeventi srl dovesse decidere di ricorrere in Consiglio di Stato contro il dispositivo emanato del Tar Molise, il comune di Termoli si costituirà anche in quella sede a tutela degli interessi della costa molisana e della comunità che vi risiede ed opera.</p>
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		<title>Veleni lucani, a Marconia la denuncia del radicale Bolognetti</title>
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		<pubDate>Sun, 18 Dec 2011 14:33:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Basilicata]]></category>
		<category><![CDATA[Ecologia - Ambiente]]></category>
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		<description><![CDATA[Il territorio di Pisticci ha, purtroppo, tutte le carte in regola per rientrare pienamente nel “Caso Basilicata” denunciato dal radicale Maurizio Bolognetti, intervenuto ieri sera a Marconia in un dibattito utile anche a comprendere attraverso quali percorsi è possibile riprendere il controllo delle dinamiche che stanno minacciando l’ambiente e la [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il territorio di Pisticci ha, purtroppo, tutte le carte in regola per rientrare pienamente nel “Caso Basilicata” denunciato dal radicale Maurizio Bolognetti, intervenuto ieri sera a Marconia in un dibattito utile anche a comprendere attraverso quali percorsi è possibile riprendere il controllo delle dinamiche che stanno minacciando l’ambiente e la salute dei cittadini.<br />
“Caro Maurizio, Pisticci si è purtroppo meritata un posto fra le pagine del tuo dossier, ma spero che ne sappia presto uscire”, così si è rivolto a Bolognetti il consigliere comunale di Pisticci Roberto Cammarota, co-organizzatore, insieme al team di Pisticci.com, dell&#8217;evento di presentazione del libro “La peste italiana. Il caso Basilicata”, che si è svolto ieri, sabato 17 dicembre, presso la Sala consiliare di Marconia.<br />
Le immagini proiettate in apertura dell&#8217;incontro e la carrellata delle emergenze ambientali susseguitesi negli ultimi anni tra il fiume Basento e Contrada Lavandaio, stilata dal consigliere e integrata dal moderatore del dibattito Roberto D&#8217;Alessandro, dimostrano come il territorio pisticcese possa esser considerato a tutti gli effetti un focolaio di una “malattia infettiva e contagiosa” dalla quale occorre difendersi per evitare un&#8217;epidemia. Lo sa bene Bolognetti che ha dedicato un capitolo della sua pubblicazione al sito dell&#8217;area industriale della Val Basento, individuata nel 2002 quale sito di interesse nazionale, perimetrato poi nel 2003. A quasi 10 anni di distanza, la bonifica dell&#8217;area è quasi a zero. Eppure da allora sono state numerose le Conferenze di servizio tenutesi presso la sede del Ministero dell&#8217;Ambiente per la Messa in Sicurezza d&#8217;Emergenza di quest&#8217;area devastata dai veleni. A tal proposito, Bolognetti si è rivolto al sindaco di Pisticci, seduto al tavolo dei relatori e, dopo avergli riconosciuto la tempestività con cui, circa 3 mesi fa, in seguito alla moria di pesci, ha emesso l&#8217;ordinanza per vietare il prelievo e l&#8217;utilizzo delle acque del Basento, lo ha invitato a pubblicare sul sito istituzionale i verbali di queste riunioni ministeriali: un vero e proprio elenco di prescrizioni che rimangono solo sulla carta. Nel suo intervento, Di Trani non si è limitato a parlare dell&#8217;area industriale di Pisticci Scalo, annunciando un&#8217;intesa con Tecnoparco per avere dati sempre aggiornati utili al monitoraggio ambientale.<br />
Il primo cittadino di Pisticci ha spostato lo sguardo anche sull&#8217;area marina, promettendo l&#8217;attivazione di controlli sugli impianti di depurazione degli scarichi prodotti dagli insediamenti turistici presenti.<br />
Sul business dei rifiuti in Basilicata e sulla questione amianto è intervenuto, invece, Andrea Spartaco, giornalista lucano e filmaker che ha raccontato come le sue scomode inchieste abbiano portato al licenziamento del fratello per intercessione dell&#8217;ex sindaco di Ferrandina. La storia personale di Andrea e la testimonianza del cacciatore pisticcese Giuseppe Vitale, colto da malore una settimana fa, nei pressi del fiume Basento, aiutano a definire esattamente l&#8217;approccio con cui occorrerebbe affrontare la questione ambientale: i cittadini devono ricoprire il ruolo di sentinelle del territorio, i giornalisti hanno gli strumenti per realizzare inchieste approfondite ma senza la collaborazione delle istituzioni che devono assumersi l&#8217;onere di denunciare, non si va molto avanti. Lo afferma esplicitamente anche Bolognetti che presenta il suo libro come “la continuazione di un&#8217;iniziativa politica di proposta e non di protesta condotta nel costante tentativo di dialogare con le istituzioni per fornire un quadro d&#8217;insieme delle criticità ambientali contro le posizioni negazioniste. E&#8217; possibile che solo in Basilicata un inceneritore non abbia effetti nocivi?”, si chiede il radicale facendo riferimento al caso Fenice di Melfi. “E&#8217; possibile che solo in Basilicata le estrazioni petrolifere non siano impattanti?”, aggiunge riflettendo sulla situazione in Val d&#8217;Agri. Domande retoriche, che hanno già una risposta nella letteratura scientifica e che, tuttavia, bisogna continuare a porre, correndo il rischio di essere etichettati come allarmisti e integralisti.<br />
“Noi non abbiamo pregiudizi, chiediamo solo che i controlli vengano eseguiti correttamente e che, alla base di ogni scelta, ci sia una oculata valutazione dei costi e dei benefici”.<br />
Prima di lasciare la parola al pubblico – sono intervenuti il Presidente dell&#8217;AIEA Mario Murgia, Rocco Viggiani, il consigliere Domenico Lazazzera, il dottor Enzo Monfredi e Nicola Cataldo – Bolognetti chiude con una triste constatazione “la Basilicata è la regione che produce meno rifiuti di tutti, non perché siamo virtuosi ma per via della miseria e tuttavia, a causa della scarsa densità abitativa, siamo stati candidati ad Eden dei rifiuti”.<br />
Disarmante, ma si faccia attenzione a non interpretare queste parole con spirito fatalistico perché, come ha affermato Cammarota, “abbiamo la forza e l&#8217;intelligenza per difenderci, basta informarsi costantemente e agire perché le battaglie sicuramente perse sono quelle che non si combattono”.</p>
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		<title>Vertice ONU di Durban: conclusa tra le polemiche la conferenza ONU in Sud Africa</title>
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		<pubDate>Tue, 13 Dec 2011 14:29:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Ecologia - Ambiente]]></category>
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		<description><![CDATA[Il vertice ONU di Durban si conclude con un accordo affinché si avviino negoziati per raggiungere un trattato vincolante sul cambio climatico che non entrerà in vigore prima del 2020. I partecipanti si sono accordati anche su un ulteriore periodo di impegno sotto il Protocollo di Kioto e su un [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il vertice ONU di Durban si conclude con un accordo affinché si avviino negoziati per raggiungere un trattato vincolante sul cambio climatico che non entrerà in vigore prima del 2020. I partecipanti si sono accordati anche su un ulteriore periodo di impegno sotto il Protocollo di Kioto e su un progetto iniziale riguardante l’istituzione di un Fondo Ecologico Climatico.</p>
<p>In una nota su Pressenza si legge che Tosi Mpanu Mpanu, a capo dei negoziati per il Gruppo Africa, ha dichiarato: “E’ un terreno intermedio. Noi ci troviamo ad un estremo dello spettro e i paesi sviluppati del mondo si trovano all’estremo opposto. Suppongo che ci incontreremo a metà strada. E’ ovvio che non siamo totalmente soddisfatti del risultato, ci pare che non sia equilibrato e non tenga sufficientemente conto delle responsabilità comuni, sebbene differenziate, tuttavia crediamo che sia un passo avanti nella giusta direzione”. Molti gruppi ambientalisti si sono dimostrati critici dicendo che l’accordo raggiunto non è sufficiente per affrontare la portata del problema del cambiamento climatico. Andy Atkins, Direttore di Friends of the Earth, ha dichiarato: “Questo piano è come un guscio vuoto e lascia che il pianeta precipiti verso un cambiamento climatico catastrofico”.</p>
<p style="text-align: right;">Tradotto da Eleonora Albini</p>
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		<title>“Rapporto Greenitaly” di Unioncamere: sempre più green il futuro del lavoro</title>
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		<pubDate>Mon, 12 Dec 2011 17:36:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[I dati del “Rapporto Greenitaly” di Unioncamere, presentato in anteprima a Job&#38;Orienta, dimostrano che il mondo del lavoro da qui in avanti sarà sempre più green. Secondo le stime, il 38% delle assunzioni previste dalle aziende per il 2011 riguarda figure professionali legate alla sostenibilità: sono 227mila su circa 600mila [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>I dati del “Rapporto Greenitaly” di Unioncamere, presentato in anteprima a Job&amp;Orienta, dimostrano che il mondo del lavoro da qui in avanti sarà sempre più green. Secondo le stime, il 38% delle assunzioni previste dalle aziende per il 2011 riguarda figure professionali legate alla sostenibilità: sono 227mila su circa 600mila totali, di cui circa la metà, (97.600) legate alle “professioni verdi” in senso stretto, nei settori delle energie rinnovabili, della gestione delle acque e rifiuti, della tutela dell’ambiente, della mobilità ed edilizia sostenibile.</p>
<p>Eppure, nonostante questa domanda potenziale, l’offerta di professionisti resta scarsa: le imprese lamentano la difficoltà a reperire il 30,3% dei green jobs in senso stretto e il 28,1% delle figure riconducibili alla green economy. Tanto che circa il 15% del fabbisogno rischia di rimanere insoddisfatto. Per rimediare a questo gap il mondo accademico si è già attivato: sono 193 corsi di laurea attivati in 54 atenei, di cui oltre un terzo al Sud, dove anche la domanda è più alta. Inoltre, nel periodo 2002-2010 sono stati istituiti 91 dottorati di ricerca e, su 59 istituti tecnici superiori, 17 riguardano l’efficienza energetica e la mobilità sostenibile.</p>
<p>Sul fronte delle imprese, il 23,9% (circa 370mila aziende) tra il 2008 e il 2011 ha investito o investirà in tecnologie e prodotti green. Il maggior fabbisogno di professionisti si concentra nel settore delle costruzioni (oltre il 70% delle assunzioni programmate) e nelle piccole-medie imprese. Le professioni più richieste sono solo in parte nuove: le più gettonate sono l’auditor esperto in emissioni di gas serra in atmosfera, il tecnico superiore per industrializzazione, qualità e sostenibilità dell’industria del mobile, lo statistico ambientale, l’operatore marketing delle produzioni agroalimentari biologiche, il risk manager ambientale, l’ingegnere dell’emergenza, il progettista di architetture sostenibili e l’esperto del ciclo di vita dei prodotti industriali. Quando domanda e offerta si incontrano è difficile che si separino in seguito: le imprese ecocompatibilmente orientate tendono a consolidare il rapporto di lavoro, formalizzando contratti a tempo indeterminato in misura molto maggiore rispetto ad aziende non “eco” (48% contro 43%) (gig)</p>
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