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	<title>L&#039;Impronta L&#039;Aquila &#187; Multiculturalità</title>
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	<description>Quotidiano on-line dell&#039;Associazione Culturale L&#039;Impronta</description>
	<lastBuildDate>Wed, 08 Feb 2012 15:49:20 +0000</lastBuildDate>
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		<title>Italiani vs stranieri: vespe o formiche? Nelle librerie il volume di Flavia Cristaldi</title>
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		<pubDate>Tue, 24 Jan 2012 09:57:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Quali strategie territoriali attuiamo quando gli stranieri entrano nelle nostre comunità? Li accogliamo nelle nostre città condividendo con loro lo spazio e li consideriamo un’opportunità di crescita economica e sociale o li espelliamo dal gruppo relegandoli ai margini del sistema come fossero degli intrusi pericolosi? Affittiamo loro appartamenti nei quartieri [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Quali strategie territoriali attuiamo quando gli stranieri entrano nelle nostre comunità? Li accogliamo nelle nostre città condividendo con loro lo spazio e li consideriamo un’opportunità di crescita economica e sociale o li espelliamo dal gruppo relegandoli ai margini del sistema come fossero degli intrusi pericolosi? Affittiamo loro appartamenti nei quartieri benestanti delle città o cerchiamo di nasconderli negli scantinati o nelle mansarde degli edifici più fatiscenti? Il territorio è un luogo di ritrovo o di scontro?<br />
Il libro “Immigrazione e territorio: lo spazio con/diviso“ (Pàtron Editore) di Flavia Cristaldi, docente di Geografia delle Migrazioni presso la Sapienza, Università di Roma, affronta nel dettaglio queste problematiche ed offre indicazioni utili sia al cittadino, desideroso di riflettere sulle nuove forme di convivenza, che al politico e al pianificatore i quali, proprio partendo dalla reale conoscenza del territorio, devono pianificare gli interventi sul territorio.<br />
Utilizzando metaforicamente le recenti scoperte in campo etologico, Flavia Cristaldi ricorda le strategie utilizzate dalle formiche e dalle vespe e le paragona a quelle messe in campo dalla società civile: se alcune formiche del Borneo si fanno letteralmente esplodere per uccidere gli intrusi che cercano di entrare nel formicaio, le vespe di Panama, al contrario, accolgono gli stranieri nell’alveare dividendo con loro il lavoro quotidiano.<br />
Avvalendosi di dati statistici, rappresentati con chiare carte tematiche, e dei risultati di numerose interviste, l’Autrice accompagna agevolmente il lettore lungo un percorso nazionale e internazionale alla ricerca delle strategie territoriali che scaturiscono nella società multiculturale. Arricchendo l’analisi con testimonianze raccolte anche nella letteratura, Flavia Cristaldi conclude il suo interessante volume con la speranza che i cittadini di oggi utilizzino le strategie delle vespe di Panama per la costruzione di una società interculturale nella quale lo spazio sia realmente condiviso.</p>
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		<title>Napolitano: gli immigrati sono fonte di stimoli fruttuosi</title>
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		<pubDate>Tue, 15 Nov 2011 10:23:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[&#8220;Senza questi ragazzi il Paese sarebbe piu&#8217; vecchio e avremmo minori potenzialita&#8217; di sviluppo. Senza gli immigrati il fardello del debito pubblico sarebbe piu&#8217; difficile da sostenere&#8221;. Lo dice il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, durante l&#8217;incontro con &#8216;I nuovi cittadini italiani&#8217;, che si svolge al Quirinale, nell&#8217;ambito delle iniziative [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;Senza questi ragazzi il Paese sarebbe piu&#8217; vecchio e avremmo minori potenzialita&#8217; di sviluppo. Senza gli immigrati il fardello del debito pubblico sarebbe piu&#8217; difficile da sostenere&#8221;. Lo dice il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, durante l&#8217;incontro con &#8216;I nuovi cittadini italiani&#8217;, che si svolge al Quirinale, nell&#8217;ambito delle iniziative per il 150 anni dell&#8217;unita&#8217; d&#8217;Italia.  All&#8217;interno dei vari processi di riforma della cittadinanza la principale questione che rimane aperta e&#8217; quella dei minori, dei ragazzi che non possono ancora essere pienamente cittadini italiani, ma che lo sono nella loro vita quotidiana, nei sentimenti e nell&#8217;identita&#8217;&#8221;. Lo dice il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, durante l&#8217;incontro con &#8216;I nuovi cittadini italiani&#8217;, che si svolge al Quirinale, nell&#8217;ambito delle iniziative per il 150 anni dell&#8217;unita&#8217; d&#8217;Italia.</p>
<p>Il capo dello Stato invita &#8220;a riflettere su una possibile riforma delle modalita&#8217; e dei tempi dell&#8217;assegnazione della cittadinanza&#8221;. E a questo proposito ricorda l&#8217;ampia convergenza delle forze politiche che si era registrata alla Camera nel gennaio del 2010. Napolitano sottolinea che &#8220;anche gli italiani appaiono disponibili&#8221; sulla necessita&#8217; di dare cittadinanza ai bambini figli della comunita&#8217; immigrata. Senza mai dimenticare pero&#8217; che l&#8217;integrazione significa anche accettazione della diversita&#8217;. E a questo proposito Napolitano osserva: &#8220;Se noi desideriamo che i figli e i pronipoti degli italiani all&#8217;estero mantengano un legame con l&#8217;Italia, noi non possiamo chiedere ai ragazzi&#8221; che hanno genitori provenienti da altri paesi di ignorare le loro origini&#8221;. Il presidente della Repubblica dice che &#8220;la nostra e&#8217; diventata una comunita&#8217; nazionale in cui i figli di immigrati contano non solo come numeri ma anche per le capacita&#8217; che esprimono. Se non comprendiamo la portata del fenomeno migratorio e quanto sia stato necessario significa non saper guardare alla realta&#8217; e al futuro&#8221;. Per il capo dello Stato, inoltre &#8220;e&#8217; opportuno tenere presente che i ragazzi di origine immigrata sono fonte di stimoli fruttuosi&#8221;. Quindi conclude: &#8220;Occorre far funzionare quell&#8217;ascensore sociale a lungo bloccato, mettendo al centro il merito che significa non solo equita&#8217;, ma anche crescita&#8221; e per questo bisogna superare la logica &#8220;delle raccomandazioni&#8221; dando piu&#8217; spazio &#8220;alle capacita&#8217; personali&#8221;. E per questo, &#8220;le famiglie e lo Stato devono credere e investire nella formazione e nell&#8217;istruzione&#8221;.</p>
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		<title>Immigrati a L’Aquila: intervista a Gamal Bouchaib</title>
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		<pubDate>Mon, 14 Nov 2011 21:39:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Abruzzo]]></category>
		<category><![CDATA[Attualita']]></category>
		<category><![CDATA[Multiculturalità]]></category>

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		<description><![CDATA[Lo scorso 27 ottobre la Fondazione Caritas/Migrantes della Conferenza Episcopale Italiana ha reso noti i dati sull’immigrazione relativi all’anno 2010. Nella provincia dell&#8217;Aquila sono presenti 21 mila 861 stranieri resident, un dato che pone il capoluogo di regione al secondo posto tra le province abruzzesi dopo Teramo. Il territorio che [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Lo scorso 27 ottobre la Fondazione Caritas/Migrantes della Conferenza Episcopale Italiana ha reso noti i dati sull’immigrazione relativi all’anno 2010. Nella<strong> </strong>provincia dell&#8217;Aquila sono presenti 21 mila 861 stranieri resident, un dato che pone il capoluogo di regione al secondo posto tra le province abruzzesi dopo Teramo. Il territorio che fa riferimento al comune dell&#8217;Aquila, invece, è al terzo posto per stranieri residenti, dopo Pescara e Montesilvano.</p>
<p>A partire da questi dati, abbiamo incontrato il presidente della consulta degli stranieri del comune dell’Aquila, <strong>Gamal Bouchaif,</strong> per cercare di capire se l’aumento della popolazione immigrata sul territorio corrisponda ad un’effettiva integrazione economica, sociale e culturale e quali sono le politiche sociali messe in atto dal Comune per affrontare la gestione di tali flussi di migrazione.</p>
<p>Gamal Bouchaif ci riceve nel Centro Polivalente Provinciale sito in viale della Croce Rossa: il centro, inaugurato a gennaio di quest’anno, è un punto di riferimento per l’assistenza agli immigrati che vivono il disagio della costruzione di un legame con il territorio, e dunque con un sostrato socio-culturale, talvolta completamente differente da quello di provenienza. Il Centro si occupa dall’assistenza nella compilazione dei documenti ai corsi di perfezionamento della lingua italiana, dall’orientamento ai servizi presenti sul territorio all’organizzazione di corsi di informatica</p>
<p><strong>Gamal, partiamo dai dati divulgati dalla Fondazione Caritas che testimoniano un evidente incremento della popolazione straniera residente nella Provincia. La provincia dell&#8217;Aquila con 21.861 stranieri residenti si pone al secondo posto tra i capoluoghi abruzzesi subito dopo Teramo con un aumento rispetto al 2009 dell&#8217;8,1% e tra il 2002 e il 2010 del 184,8%. </strong><strong>Tale dato corrisponde ad un raggiungimento di una posizione stabile dello straniero, dal punto di vista economico e culturale, all’interno del territorio?</strong></p>
<p>I dati ci hanno confermato quanto sostenuto da noi, come associazioni di categoria, nel giro dei due anni successivi al terremoto. Sarebbe anche da far notare che i residenti nel Comune dell’Aquila erano 5.023 ad Agosto 2011 secondo le statistiche comunali, con un incremento riscontrato di circa mille unità rispetto al periodo precedente il terremoto.</p>
<p>Gli stranieri insediatisi tenderanno a chiedere, nel giro di uno o due anni, il ricongiungimento familiare: considerando un nucleo familiare minimo di tre unità, le mille unità diventeranno tre mila entro due anni.</p>
<p>Considerando, inoltre, la manovalanza necessaria al processo di ricostruzione, l’Ance ha stimato che nel centro storico serviranno 15 mila addetti del settore edilizio; io voglio essere ottimista e ne stimo 5 mila: questi non saranno aquilani, né italiani ma provenienti per lo più dal Nord Africa, da dove proviene la forza manuale della professione. Potremmo arrivare, dunque, nel territorio aquilano ad un numero di 10 mila stranieri presenti su 70 mila abitanti: il 7% è oltre la media europea che è del 5,8%.</p>
<p align="justify">Le mie domande a questo punto sono queste: siamo pronti ad un flusso di tale tipologia? Esiste una coscienza collettiva che abbiamo preparato e aiutato? Conosciamo l’aquilano con la sua rigidità montanara ma anche per la sua generosità. In questo momento c’è però una guerra tra poveri che non aiuta l’immigrato ad un’integrazione effettiva. Ci sono scintille di integrazione ma a mio avviso in questo territorio bisogna adottare delle misure d’emergenza sull’immigrazione prima che si formino i ghetti, come a Milano o in altre zone. In assenza di politiche sociali si adotta la forza e la forza in un paese democratico è l’ultima spiaggia si può usare contro un nemico o uno che viola le leggi internazionali ma sicuramente non contro un povero che sta cercando una via d’uscita per sé e i suoi figli.</p>
<p><strong>L’Aquila è stata definita da dopo il terremoto “cantiere d’Europa” attirando il flusso di migranti con la certezza di un lavoro. La ricostruzione pesante, di fatti, non è partita. Gli stranieri riescono a trovare un impiego per poter creare delle premesse ad una residenza che garantisca stabilità e sicurezza?<br />
</strong>Abbiamo avuto invasione reale con l’andamento del tempo la speranza del lavoro sicuro è stata spiazzata. Ogni datore di lavoro ha rinviato l’avvio della realizzazione dei progetti. Io credo ci siano le premesse affinché L’Aquila diventi il cantiere d’Europa ma questo dipende dalla volontà della classe dirigente.</p>
<p align="justify">Il presupposto, però, è che non si può inoltre programmare il cemento armato senza politiche sociali altrimenti si rischia di rendere l’extracomunitario il capro espiatorio della situazione di crisi e si cade nel luogo comune che l’extracomunitario delinque. Fino a pochi anni fa si davano fogli di via a chi non trovava lavoro: ma quale legge di stato dell’Unione Europea consente di fare fogli di via a stranieri che non trovano lavoro per motivi di sicurezza? Chi arriva e non ha, dovrebbe trovare un sistema sociale. Abbiamo un assessorato all’immigrazione: dovrebbe funzionare oppure è meglio toglierlo, del resto è inutile pagare chi sta lì per nulla. Questo lo dico non per accusare il centro-sinistra o schierarmi politicamente. Non mi interessa farlo, io sono uomo del sociale.</p>
<p>Dovremmo prendere per modello la Svezia, paese straordinariamente interculturale che accoglie l’immigrato e lo instrada verso quella formazione che gli consentirà di avere effettivamente un lavoro e svolgere un ruolo attivo nella comunità. L’immigrato è considerato non un peso ma una risorsa.</p>
<p><strong>Lei ha affermato, di recente, che la comunità straniera all&#8217;Aquila avrà un impatto notevole sulle elezioni a sindaco del 2012 perché sono tanti gli stranieri comunitari residenti nel territorio e che hanno diritto al voto</strong>. <strong>È</strong> <strong>stato un invito affinché le istituzioni si facciano seriamente carico delle problematiche di questa parte della popolazione? C’è una coalizione che nella propaganda sta prendendo la vostra causa?<br />
</strong>È sempre stato determinante il voto degli stranieri. Conosco dei consiglieri comunali che ricoprono quel ruolo grazie al voto dei greci. Io ho voluto far emergere la realtà del nostro territorio. Tutti coloro che aspirano a posizioni governative si interessano alla nostra causa, ma non vogliono esporsi. Siamo sette associazioni: sceglieremo la lista che si esporrà totalmente per noi altrimenti non daremo i nostri voti. Questo modo di nascondersi dietro le quinte per prendere i voti e poi non fare nulla mi sembra disumano e sleale. Voteremo il progetto migliore; abbiamo bisogno di persone serie, che non modellino il loro programma in funzione delle elezione ma che abbiano delle idee, che abbiano a cuore il bene della città.</p>
<p><strong>Ci sono state iniziative da parte delle Istituzioni in favore di quegli stranieri che sono stati impiegati, soprattutto, nel campo dell’edilizia, ma non avevano un posto dignitoso dove dormire la notte?<br />
</strong>C’è stata una proposta di un dormitorio all’americana. Non è una questione politica, è una questione umana. Alcune Istituzioni sulla proposta di un dormitorio hanno negato il proprio consenso adducendo motivazioni che riguardano logiche urbanistiche. Mi sembra che stiamo andando verso una situazione in cui si fanno sempre più forti la sperequazione: non per paragonare eccessivamente ma mi sembra che siamo vicini a situazioni che vedevo in Marocco dove a grandi ville si affiancavano piccole baracche. Una democrazia vera di partecipazione attiva di cittadina dovrebbe collaborare perché tutti abbiano almeno un letto, questo per gli extra comunitari non succede.</p>
<p><strong>Durante lo scorso mese di Agosto è stato possibile per i musulmani riunirsi per pregare nel mese del Ramadan in una tensostruttura. Tale luogo, curioso a dirsi, è sorto proprio con la collaborazione della Fraterna Tau e di Padre Quirino Salomone. Come è stata possibile la realizzazione? Qual è stata la reazione della cittadinanza a maggioranza cattolica?<br />
</strong>Avremmo potuto pregare dovunque senza costruire un luogo specifico, la Costituzione garantisce la libertà di professione religiosa. La nostra scelta è stata una sfida in un tempo di estrema intolleranza: il mezzo che abbiamo adottato con Padre Quirino è stato quello di un confronto tra comunità cristiana e comunità musulmana. L’operazione è riuscita: i musulmani aquilani si sono sentiti accettati e rispettati e i cristiani hanno preso consapevolezza che il musulmano non è un terrorista; ci sono state mamme che portavano i bambini a vedere i gruppi di preghiera in questa moschea provvisoria. È stato un segnale di grande apertura; penso che abbiamo fatto un gran lavoro con Padre Quirino. Il 5 novembre c&#8217;è stato il taglio del nastro durante l’inaugurazione del Centro Culturale Islamico presieduta dall’imam affiancato da padre Quirino. Tutti hanno richiesto la sua presenza perché c’è sempre un ritorno del bene a chi ha fatto del bene.</p>
<p style="text-align: right;">Elisa Giandomenico</p>
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		<title>Brutti, sporchi e cattivi, l’inganno mediatico sull’immigrazione</title>
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		<pubDate>Sun, 13 Nov 2011 08:59:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Nel libro “Brutti, sporchi e cattivi”, scritto da Giulio Di Luzio, giornalista per Il Manifesto, Repubblica e Liberazione, l’informazione si mette l’elmetto e parla degli immigrati come se fossimo in guerra. Tutti gli stereotipi della stampa italiana e i casi infondati di ‘mostri’ stranieri sbattuti in prima pagina.  SottotitoloL’inganno mediatico sull’immigrazione. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Nel libro “Brutti, sporchi e cattivi”, scritto da Giulio Di Luzio, giornalista per Il Manifesto, Repubblica e Liberazione, l’informazione si mette l’elmetto e parla degli immigrati come se fossimo in guerra. Tutti gli stereotipi della stampa italiana e i casi infondati di ‘mostri’ stranieri sbattuti in prima pagina.  Sottotitolo<em>L’inganno mediatico sull’immigrazione</em>. L’immigrazione, come la guerra, è una poderosa macchina per costruire consenso elettorale. “Titolazioni belligeranti sparano numeri di migranti giunti sulle nostre coste e un lessico da guerra contraddistingue stabilmente l’approccio mediatico al tema” scrive l’autore. E’ l’ennesima critica in poco tempo che arriva al sistema dei mass media italiani, dopo il rapporto 2011 di Lunaria e le molte ricerche sul tema, puntualmente ricordate nel volume. Questa volta la voce che si leva ad accusare la stampa di razzismo e xenofobia è interna alla categoria dei giornalisti e fa il punto sul modo in cui vengono prodotte le notizie, dalla scelta dei fatti notiziabili, all’uso delle fonti fino all’impaginazione con il corredo di foto e titoli ad effetto. <em>I pizzaioli egiziani rubano il mestiere agli italiani, a Napoli resiste la tradizione? </em>(Corriere del Mezzogiorno, 16 agosto 2010), <em>I profughi invadono l’Italia a migliaia </em>(tg5 del 1 aprile 2011), <em>Sbarco di immigrati sventato nel salento </em>(Tgr Puglia dell’8 luglio 2011), sono alcuni esempi di una vera “alterazione semantica” che negli ultimi vent’anni di informazione ha tolto alle migrazioni qualunque connotazione positiva per ridurle a una minaccia per la sicurezza.</p>
<p>Le parole diventano “lame affilate”  del “razzismo di Stato”, il volume edito da Ediesse spiega come. “I politici nazionali e il governo sono i più ascoltati e rappresentano più del 60 per cento dei soggetti interpellati dai giornali e addirittura quasi l’80% nei telegiornali – si legge a pag.110 – Questo sbilanciamento in favore delle figure istituzionali, a discapito dei soggetti che operano sul campo (comunità di immigrati, associazioni, area del volontariato cattolico e laico, sociologi, ricercatori) rappresenta una evidente sovraesposizione della classe politica nell’agenda dei mass media”. La società civile e l’associazionismo non toccano insieme il 20% nella carta stampata e il 10% nei telegiornali, invisibili i rappresentanti delle comunità straniere. “Il punto di vista dei migranti è, dunque, assente” conclude Di Luzio.<br />
Sono innumerevoli e gravi i casi in cui gli immigrati sono stati sbattuti in prima pagina come mostri, anche se non c’erano le prove ed è stata subito fatta l’equazione tra il singolo fatto di cronaca e intere comunità nazionali, dai marocchini ai rumeni, passando per i nigeriani. Alcuni sono noti, altri lo sono poco. A Poiana Maggiore, nel vicentino, a giugno scorso si è scatenata una “caccia allo straniero” dopo la denuncia di un tentato stupro da parte di un nordafricano fatta da una ventenne, la quale però si era inventata tutto per nascondere una lite violenta con il fidanzato. Il campo rom di Ponticelli, a Napoli, dato alle fiamme a maggio 2008 dopo un presunto rapimento di una bambina di sei mesi da parte di una giovane rom, denunciata dalla figlia di un camorrista che è l’unica testimone dell’accaduto. L’area dove sorgeva il campo faceva gola per speculazioni edilizie. Ma la vicenda forse più eclatante è la strage di Erba, quando senza alcuna prova, i giornali identificarono il ‘mostro’ nel tunisino Azouz Marzouk. In realtà a essere condannati all’ergastolo come pluriassassini sono stati i vicini di casa brianzoli. Anche nel delitto Knox, il congolese Lumumba è stato accusato ingiustamente di omicidio.</p>
<p>Per uscire dal razzismo informativo, Di Luzio consiglia ai giornalisti un vocabolario adeguato, da cui vanno bandite parole come “clandestino” e “zingaro”, spiegandone le ragioni, anche attraverso un’intervista alla portavoce dell’Alto commissariato Onu per i rifugiati, Laura Boldrini. “Non c’è nulla di pericoloso nell’essere diventato disoccupato” dice l’intervistata, riferendosi alla corretta dicitura di ‘migranti irregolari’ per chi ha perso il permesso di soggiorno dopo essere rimasto senza lavoro per la crisi. Tra le fonti consigliate da Di Luzio c’è anche la nostra agenzia di stampa, accanto alla Caritas e all’Acnur. “Il fenomeno dell’immigrazione è sconcertante per la nostra classe dirigente che mira a durare, non a dirigere” afferma il sociologo Franco Ferrarotti commentando il libro. “Siamo un popolo di emigranti – continua il decano della Sociologia – ci sono 30 milioni di italiani in giro per il mondo”. Ma, suggerisce Di Luzio, l’Italia preferisce dimenticare quel periodo difficile della sua storia, in una poderosa opera di rimozione collettiva della memoria, in favore di una visione che condanna le differenze, che divide tra ‘noi’ e ‘loro’. (rc)</p>
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		<title>United colors of Avis:Tutti i colori della donazione</title>
		<link>http://www.improntalaquila.org/2011/11/03/articolo29821/</link>
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		<pubDate>Thu, 03 Nov 2011 14:03:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Abruzzo]]></category>
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		<description><![CDATA[Avis Pescara propone per sabato 12 novembre la festa di integrazione sociale “United colors of Avis – Tutti i colori della donazione”. L’iniziativa è realizzata con il patrocinio del Csv di Pescara e con la collaborazione con Avis Abruzzo e le associazioni Movimentazioni, Baobab Pescara ed Eritrei in Italia. Dalle [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p align="JUSTIFY"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: small;">Avis Pescara propone per <strong>sabato 12 novembre</strong> la festa di integrazione sociale <strong>“United colors of Avis – Tutti i colori della donazione”</strong>. L’iniziativa<strong> </strong>è realizzata con il patrocinio del Csv di Pescara e con la collaborazione con Avis Abruzzo e le associazioni Movimentazioni, Baobab Pescara ed Eritrei in Italia.</span></span></p>
<p><strong style="font-family: Arial, sans-serif; text-align: justify; font-size: small;">Dalle 16 a tarda sera</strong><span class="Apple-style-span" style="font-family: Arial, sans-serif; font-size: small;"> la Libreria Primo Moroni di via Quarto dei Mille 27/29 ospiterà una giornata pensata per stimolare l’integrazione tra le comunità immigrate nella realtà socio-sanitaria locale attraverso la donazione del sangue.</span></p>
<p align="JUSTIFY"><span class="Apple-style-span" style="font-family: Arial, sans-serif; font-size: small;">«Occasioni di questo genere di condivisione collettiva confermano che la donazione è un atto gioioso ed alla portata di tutti – spiega </span><strong style="font-family: Arial, sans-serif; font-size: small;">Marco Cozza</strong><span class="Apple-style-span" style="font-family: Arial, sans-serif; font-size: small;">, presidente Avis Pescara – Gli organi interni e il sangue sono l’unica realtà che condividiamo con tutti gli esseri umani di questa terra, indipendentemente dal colore della pelle, dalla razza, dalla religione o dalla storia culturale. </span><strong style="font-family: Arial, sans-serif; font-size: small;">Durante l’evento sarà possibile visitare l’autoemoteca</strong><span class="Apple-style-span" style="font-family: Arial, sans-serif; font-size: small;">, l’unità mobile di raccolta dell’Avis di Pescara, in modo da poter meglio comprendere i risvolti tecnici e pratici di questo atto responsabile d’amore».</span></p>
<p><span class="Apple-style-span" style="font-family: Arial, sans-serif; font-size: small;">I primi protagonisti della giornata saranno i bambini dai 3 ai 9 anni, sia italiani sia immigrati: alle 16 inizierà “Il giromondo”, </span><strong style="font-family: Arial, sans-serif; text-align: justify; font-size: small;">laboratorio creativo interculturale</strong><span class="Apple-style-span" style="font-family: Arial, sans-serif; text-align: justify; font-size: small;"> a cura di Barbara Magliani e Fiorella Paone, che con letture e attività manuali ha l’obiettivo di sensibilizzare i partecipanti sull’accettazione della diversità e avvicinarli ai valori della solidarietà.</span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: small;">Alle 18 verrà presentato il <strong>saggio “Antropologia della donazione”</strong>: sarà presente l’autrice, Annamaria Fantauzzi, docente di antropologia culturale e medica presso l’università di Torino-Cermes-Cnr-Ehess Parigi, che approfondirà insieme ai partecipanti il rapporto che intercorre tra medico e donatore e le motivazioni socio-culturali che portano un italiano e un extracomunitario a scegliere di donare il sangue.</span></span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: small;">Dalle 19 con l’evento “L’Africa racconta” verrà offerto un <strong>aperitivo etnico</strong> a base di bevande e piatti tipici della cucina eritrea, che si concluderà con il “rito del caffè” e sarà accompagnato dalla musica della tradizione dell’Africa occidentale con i maestri del gruppo Baobab Ismael Kantè e Pino Petraccia. L’aperitivo etnico è realizzato in collaborazione con l’associazione Eritrei in Italia.</span></span></p>
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		<title>Polizze maggiorate per gli automobilisti stranieri, denunciate due compagnie assicurative</title>
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		<pubDate>Thu, 03 Nov 2011 09:47:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[I tempi sono cambiati  nel mirino del pregiudizio alla guida ci sarebbero gli stranieri. Una volta si diceva &#8220;donna al volante pericolo costante&#8221;. L&#8217;Associazione studi giuridici sull&#8217;immigrazione (Asgi) e Avvocati per Niente hanno deciso di denunciare per discriminazione i gruppi assicurativi Zurich Italia e Quixa, perché per le polizze auto prevedono [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>I tempi sono cambiati  nel mirino del pregiudizio alla guida ci sarebbero gli stranieri. Una volta si diceva &#8220;donna al volante pericolo costante&#8221;. L&#8217;Associazione studi giuridici sull&#8217;immigrazione (Asgi) e Avvocati per Niente hanno deciso di denunciare per discriminazione i gruppi assicurativi Zurich Italia e Quixa, perché per le polizze auto prevedono tariffe maggiorate quando l&#8217;automobilista non è italiano. I legali Alberto Guariso e Livio Neri hanno provato a calcolare i preventivi on line dai siti web delle due compagnie. A parità di condizioni, se con la Zurich la tariffa per un italiano è di 465 euro, per un ecudoriano o in cinese sale a 632 euro e se si è rumeni, senegalesi, albanesi o camerunesi a 665 euro. Idem con Quixa, che sembra temere soprattutto i camerunesi, tanto che il preventivo di 414 euro per gli italiani schizza a 625 euro nel caso al volante ci siano persone originarie del Paese africano.</p>
<p>Secondo gli avvocati si tratta di una discriminazione perché le due assicurazioni violano l&#8217;articolo 43 del Testo unico sull&#8217;immigrazione che vieta di imporre &#8220;condizioni più svantaggiose ad uno straniero soltanto a causa della sua condizione di straniero”. Non solo, il criterio della cittadinanza per stabilire le polizze auto è fuorviante perché &#8220;come è noto si può essere cittadini italiani e essere nati, vissuti e aver appreso la guida in Argentina -si legge nel ricorso che viene presentato questa mattina al Tribunale di Milano -e si può essere cittadini equadoregni ed essere nati, vissuti e aver appreso la guida a Milano&#8221;.<br />
Asgi e Avvocati per niente chiedono al Tribunale civile di Milano di accertare la discriminazione, di imporre alle due compagnie assicurative di eliminare il requisito della cittadinanza nel calcolo delle Rc auto e, soprattutto, di risarcire i loro assicurati stranieri della maggiorazione tariffaria finora applicata.</p>
<p>Il 9 maggio scorso, con una lettera, Asgi e Avvocati per niente hanno già contestato al gruppo Zurich il carattere discriminatorio del tariffario delle polizze auto. Nel ricorso al Tribunale Alberto Guariso e Livio Neri citano la risposta del 7 luglio della Zurich:  &#8220;il fattore di cittadinanza, secondo comprovate evidenze statistiche &#8211; scrive il gruppo assicurativo &#8211; rappresenta uno dei fattori che predice la rischiosità, ed entra quindi nella determinazione del premio finale, insieme agli altri fattori …; a tale elemento, infatti, corrisponde una tipologia di comportamento di guida e, di conseguenza, una tipologia di rischio”.<br />
Non è un problema solo italiano. Nel Regno Unito l&#8217;Equality Act entrato in vigore il 1 ottobre 2010 vieta distinzioni tra nazionalità nel calcolo delle tariffe assicurative. Così anche in Germania, come raccomandato dall&#8217;Agenzia federale antidiscriminazione.</p>
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		<title>Venezuela: al via la terza “Settimana Abruzzese”</title>
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		<pubDate>Tue, 25 Oct 2011 06:46:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[La Federazione delle Associazioni Abruzzesi in Venezuela organizza per il terzo anno consecutivo la “Settimana Abruzzese”, che si volgerá quest’anno dal 1º al 5 novembre prossimi, nella cittá di Maracaibo. La Casa d’Italia di Maracaibo ha messo a disposizione le sue strutture per ospitare la grande manifestazione dedicata alla terra [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-family: Arial, sans-serif;">La Federazione delle Associazioni Abruzzesi in Venezuela organizza per il terzo anno consecutivo la “Settimana Abruzzese”, che si volgerá quest’anno dal 1º al 5 novembre prossimi, nella cittá di Maracaibo. La Casa d’Italia di Maracaibo ha messo a disposizione le sue strutture per ospitare la grande manifestazione dedicata alla terra di Gabriele D’Annunzio. Converranno da tutto il Venezuela le delegazioni delle dieci Associazioni che fanno parte della Federazione e dall’America Latina. Per l’occasione giungeranno direttamente dall’Abruzzo i Consiglieri Regionali Ricardo Chiavaroli, Antonio Prospero e Franco Caramanico, tutti esponenti del CRAM. Si attende la visita del Presidente del Consiglio Regionale Nazario Pagano. </span></p>
<p><span class="Apple-style-span" style="font-family: Arial, sans-serif;">Invitati d’onore l’Ambasciatore Paolo Serpi, il Direttore dell’ICE Alfredo Giorgi, e la Direttrice dell’Istituto Italiano di Cultura Luigina Peddi, il Console d’Italia in Maracaibo Fernando Curatolo, il Presidente del Comites di Caracas Michele Buscemi, il Consigliere di Presidenza del CGIE Ugo di Martino ed il Consigliere Michele Coletta, ed altre personalitá. L’invito é stato rivolto al Governatore dello Stato Zulia Pablo Perez e il Sindaco di Maracaibo Evelyng Trejo de Rosales.</span></p>
<p><span class="Apple-style-span" style="font-family: Arial, sans-serif;">Il Governo dello Stato Zulia ha messo a completa disposizione i responsabili di ogni settore per la redazione di una ‘lettera di intenti di mutua collaborazione’ con la Regione Abruzzo e si prevede in un futuro immediato la firma di un protocollo di intesa fra le due Regioni. Un programma ambizioso quello stilato dalla Federazione abruzzese. Martedí 1° novembre, ricevimento all’Aeroporto delle personalitá abruzzesi. Mercoledí, dichiarato “Giorno dell’italianitá” nello Stato Zulia. In serata, allo Stadio di Baseball Luis Aparicio, prima dell’incontro Aguilas del Zulia-Tigres de Aragua, verrá intonato l’inno nazionale italiano, seguito da danze folkloriche italiane, e lancio della prima palla da parte di uno degli ospiti abruzzesi.</span></p>
<p><span class="Apple-style-span" style="font-family: Arial, sans-serif;">Giovedí, in mattinata, presentazione alla stampa e TV delle dieci giovani candidate a Miss Abruzzo in Venezuela, nel Teatro Bellas Artes. Alle 19, nella Casa d’Italia, Serata Gastronomica Abruzzese con la Sagra degli Arrosticini e della Porchetta. Venerdí alle ore 9, in collaborazione con l’AGIV (Associazione Giovani Italo Venezuelani) apertura del 1º Convegno Latino Americano dei Giovani Abruzzesi e di altre regioni, per il quale converranno giovani da tutto il Venezuela nonché dall&#8217;Argentina, Brasile, Cile e Uruguay. É prevista un’affluenza senza precedenti.</span></p>
<p><span class="Apple-style-span" style="font-family: Arial, sans-serif;">Venerdí sera, Concerto di Gala con l’Orchestra Sinfonica di Maracaibo, il Coro Vincenzo Bellini della Casa d’Italia e le Danze Tipiche, che renderanno omaggio all’Abruzzo, al 150° dell’Unitá d’Italia e al Bicentenario dell’Indipendenza del Venezuela e degli altri Paesi Latinoamericani. La serata si concluderá con un brindisi. Sabato alle ore 9 chiusura del Convegno dei Giovani. Alle ore 20, grande spettacolo nel Salone Leonardo Da Vinci, per l’elezione di “Miss Abruzzo in Venezuela 2011”, con artisti invitati e cena abruzzese per 500 persone.</span></p>
<p><span style="font-family: Arial, sans-serif;">Previsti inoltre, durante la settimana, City Tour per gli ospiti illustri, per i giovani latinoamericani e per i delegati abruzzesi del Venezuela.</span></p>
<p><span style="font-family: Arial, sans-serif;">La Federazione intende cosí ravvivare il legame degli abruzzesi in Venezuela con la Terra d’origine, con particolare riguardo alle nuove generazioni.</span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: right;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;">Germana Pieri</span></p>
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		<title>Piero Angela e Gian Antonio Stella per il Concorso Video Memorie Migranti</title>
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		<pubDate>Thu, 29 Sep 2011 07:00:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Giunge all’VIII edizione il Concorso Video “Memorie Migranti”, nato per recuperare la memoria storica dell’emigrazione italiana nel mondo e favorire un’attività di ricerca e di studio sugli aspetti sociali, storici ed economici legati al grande esodo. Promosso dal Museo dell’Emigrazione “Pietro Conti” con la partecipazione di Rai Internazionale e dell’Isuc, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Giunge all’VIII edizione il Concorso Video “Memorie Migranti”, nato per recuperare la memoria storica dell’emigrazione italiana nel mondo e favorire un’attività di ricerca e di studio sugli aspetti sociali, storici ed economici legati al grande esodo. Promosso dal Museo dell’Emigrazione “Pietro Conti” con la partecipazione di Rai Internazionale e dell’Isuc, si fregia di due testimonial d’eccezione, i giornalisti Piero Angela e Gian Antonio Stella.</p>
<p>“L’emigrazione italiana, per anni oscurata anche negli studi storici”, spiega il giornalista Piero Angela, “torna ad essere un tema di grande attualità, poiché diventa momento di riflessione e di confronto con le migrazioni che riguardano l’Italia ed il mondo oggi”. Per Gian Antonio Stella “i grandi paesi come l’America sono il frutto dell’incontro tra diverse culture, tra cui anche quella italiana. Agli immigrati italiani è stato spesso riservato un atteggiamento ostile e xenofobo. Vittime anch’essi, come i neri, dell’aparthaid. Un concorso come questo è un’operazione culturale fondamentale per aiutarci a riflettere sull’emigrazione italiana dello scorso secolo e sulle “orde” di immigrati che arrivano ogg<a href="http://webmaildomini.aruba.it/ext_aruba/classic/html/mainframe.html?_v_=v3r2b21m5&amp;lang=it&amp;flavour=orange&amp;theme=ext_aruba/classic&amp;useSprite=0">i</a> in Italia, suscitando ondate di xenofobia”. “I valori universali e trasversali”, continua Stella “come l’accoglienza, il confronto, la conoscenza non hanno connotazioni politiche. Per essere aperti al confronto occorre sicuramente conoscere la propria identità culturale, rinsaldare i legami con la terra che ci ha generati, esprimere buon senso e valori quali la coerenza”.  “Il Concorso prevede”, aggiunge Catia Monacelli, curatrice e Direttore del Museo “l’ideazione e la produzione di un audiovisivo che trae spunto dalla tematica migratoria italiana. In questi anni il progetto ha visto la partecipazione sia di giovani registi che di giornalisti affermati, che hanno dedicato a questa pagina della storia pellicole eccellenti. I preziosi lavori grazie alla pubblicazione <em>Memorie Migranti</em> hanno raggiunto le platee di tutto il mondo”.</p>
<p>Il premio consiste, infatti, sia nella pubblicazione dei lavori vincitori e finalisti all’interno dell’VIII edizione del cofanetto DVD “Memorie Migranti”, sia nell’assegnazione di una somma complessiva di 2.000,00 euro. Per maggiori informazioni è possibile contattare la segreteria organizzativa allo 0759142445, oppure scrivere ad<a href="http://webmaildomini.aruba.it/ext_aruba/classic/html/mainframe.html?_v_=v3r2b21m5&amp;lang=it&amp;flavour=orange&amp;theme=ext_aruba/classic&amp;useSprite=0" target="_self">info@emigrazione.it</a>.</p>
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		<title>Legami di pace,esperienze di dialogo tra cristiani e musulmani</title>
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		<pubDate>Wed, 28 Sep 2011 08:14:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[ Un importante momento di riflessione e attualità apre la seconda edizione de “I Colori delle Missioni” promossa dai Frati Missionari Cappuccini di Milano per celebrare l’ottobre missionario: presso il Teatro Rosetum il giornalista Giuseppe Cafulli guiderà il confronto aperto tra Paolo Branca – arabista dell’Università Cattolica di Milano – e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong> </strong>Un importante<strong> momento di riflessione e attualità </strong>apre<strong> </strong>la seconda edizione de “I Colori delle Missioni” promossa dai <strong>Frati Missionari Cappuccini di Milano</strong> per celebrare l’ottobre missionario: presso il Teatro Rosetum il giornalista <strong>Giuseppe Cafulli</strong> guiderà il confronto aperto tra <strong>Paolo Branca</strong> – arabista dell’Università Cattolica di Milano – e <strong>Ali Hassoun</strong> – pittore libanese sciita &#8211; sulla delicata tematica del <strong>dialogo tra culture diverse.</strong></p>
<p><em>“Legami di pace – esperienze di dialogo tra cristiani e musulmani” </em>prende infatti spunto dalla proiezione del <strong>contributo video </strong>“<strong>Colori complementari</strong>” per evidenziare la complementarietà delle differenze e la possibilità di costruire dei <strong>“ponti di pace” tra culture molto diverse</strong>.</p>
<p>Il medio-metraggio “<strong>Colori complementari – Santo Francesco di Assisi e il Sultano di Babilonia Melik Al-Kamel Ribâț es-Salâm / legami di pace</strong>” parte dallo storico incontro tra Francesco e il Sultano di Babilonia per riprendere oggi la consapevolezza francescana di “riuscire a mettersi d’accordo su un punto che sia comune alle rispettive credenze” e  testimoniare la <strong>bellezza del dialogo</strong> vista attraverso l’amicizia tra un giovane frate francescano e una giovane ragazza musulmana. Accostando due colori complementari il contrasto che si determina esalta infatti le proprietà cromatiche di entrambi.</p>
<p>Per approfondire questa tematica, la proiezione del filmato verrà commentata da due ospiti capaci di dare una visione obiettiva ed esperta di entrambi i mondi messi a confronto, <strong>quello cristiano e quello musulmano</strong>: il professor Branca infatti è un rinomato arabista italiano, l’artista Ali Hassoun è un musulmano sciita che da molti anni vive in Italia. (A. N.)</p>
<p><strong> </strong></p>
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		<title>Nel 2011, 335 mila stranieri in piu&#8217;</title>
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		<pubDate>Thu, 22 Sep 2011 12:37:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Multiculturalità]]></category>

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		<description><![CDATA[Aumentano sempre piu&#8217; gli stranieri residenti in Italia, al 1 gennaio 2011 sono oltre 4 milioni e mezzo &#8211; per la precisione 4.570.317 &#8211; 335 mila in più rispetto all&#8217;anno precedente (+7,9%). L&#8217;incremento è leggermente inferiore a quello registrato nel 2009 (343 mila unità). Lo rende noto l&#8217;Istat, sottolineando che [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Aumentano sempre piu&#8217; gli stranieri residenti in Italia, al 1 gennaio 2011 sono oltre 4 milioni e mezzo &#8211; per la precisione 4.570.317 &#8211; 335 mila in più rispetto all&#8217;anno precedente (+7,9%).<br />
L&#8217;incremento è leggermente inferiore a quello registrato nel 2009 (343 mila unità). Lo rende noto l&#8217;Istat, sottolineando che &#8220;il numero degli stranieri residenti nel corso 2010 è cresciuto soprattutto per effetto dell&#8217;immigrazione dall&#8217;estero (425 mila individui)&#8221;.<br />
Nel 2010 &#8211; aggiunge l&#8217;<strong>Istat</strong>, nel rapporto su <strong>&#8220;La popolazione straniera residente in Italia &#8220;</strong> &#8211; sono nati circa 78mila bambini stranieri, il 13,9% del totale dei nati da residenti in Italia. L&#8217;aumento rispetto all&#8217;anno precedente, è stato dell&#8217;1,3%, &#8220;valore nettamente inferiore&#8221; a quello (+6,4%) registrato nel 2009.</p>
<p>La quota di cittadini stranieri sul totale dei residenti (italiani e stranieri), aggiunge il rapporto dell&#8217;Istat, continua ad aumentare: al 1 gennaio 2011 è salita al 7,5% dal 7% registrato un anno prima. Riguardo alla distribuzione geografica, l&#8217;86,5% degli stranieri risiede nel Nord e nel Centro Italia, il restante 13,5% nel Mezzogiorno. Gli incrementi maggiori della presenza straniera rispetto all&#8217;anno precedente, anche nel 2010, si sono manifestati nel Sud (+11,5%) e nelle Isole (+11,9%). Al 1 gennaio 2011 i cittadini rumeni, con quasi un milione di residenti (9,1% in più rispetto all&#8217;anno precedente), rappresentano la comunità straniera prevalente in Italia (21,2% sul totale degli stranieri). Nel corso del 2010 è cresciuto il numero dei cittadini dei Paesi dell&#8217;Europa centro-orientale (sia Ue sia non Ue): oltre alla Romania, soprattutto Moldova (+24,0%), Federazione Russa (+18,3%), Ucraina (+15,3%) e Bulgaria (+11,1%). Anche i cittadini dei Paesi del sud est asiatico hanno fatto registrare incrementi importanti: Pakistan (+16,7%), India (+14,3%), Bangladesh (+11,5%), Filippine (+8,6%), Sri-Lanka (+7,6%). &#8220;L&#8217;elevata crescita che ha interessato queste comunità è legata, tra l&#8217;altro &#8211; aggiunge l&#8217;Istat &#8211; agli effetti dell&#8217;ultima regolarizzazione di colf e badanti, svoltasi nell&#8217;ultima parte dell&#8217;anno 2009, i cui effetti in termini di iscrizioni anagrafiche si sono fatti sentire maggiormente nel corso del 2010&#8243;.</p>
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