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	<title>L&#039;Impronta L&#039;Aquila &#187; Pulviscolo Atmosferico</title>
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	<description>Quotidiano on-line dell&#039;Associazione Culturale L&#039;Impronta</description>
	<lastBuildDate>Wed, 08 Feb 2012 18:30:48 +0000</lastBuildDate>
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		<title>Gloria Capuano: Charlie Chaplin e Mario Monti</title>
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		<pubDate>Wed, 16 Nov 2011 19:20:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Giornalismo di Pace]]></category>
		<category><![CDATA[Pulviscolo Atmosferico]]></category>
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		<description><![CDATA[Provate a immaginare l’ometto alla catena di montaggio del film di Charlie Chaplin “Tempi moderni”, ai nostri tempi. La Borsa si blocca? la catena anche e l’ometto segue; la Borsa va a picco? è l’ometto che ha incrociato le braccia; la Borsa fa un balzo avanti? è l’ometto che lavora [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Provate a immaginare l’ometto alla catena di montaggio del film di Charlie Chaplin “Tempi moderni”, ai nostri tempi. La Borsa si blocca? la catena anche e l’ometto segue; la Borsa va a picco? è l’ometto che ha incrociato le braccia; la Borsa fa un balzo avanti? è l’ometto che lavora di più forsennatamente finché nel tumultuoso su e giù della Borsa, l’ometto come impazzito si ferma poi accelera, poi rallenta poi ancora lavora a velocità incalcolabile, fino alla follia.</p>
<p>Così immagino quel film.</p>
<p>La realtà è invece un’altra: l’ometto lavora sempre allo stesso modo con il medesimo impegno e la stessa capacità, la Borsa ne prescinde totalmente, da protagonisti giocano altri. Ma giocavano e giocano tutt’ora gli umori degli informatori, a seconda delle cordate pro o contro. Contro chi? Mi pare di capire secondo certi nazionalismi contro altri nazionalismi, ma non solo, anzi, ma di questo mastodontico “anzi” ne parleremo a parte.</p>
<p>Come è noto i suddetti umori si trascinano una folta clientela di speculatori essa stessa trascinatrice, da questo rapido rimbalzo borsistico gli esperti sanno ricavare lauti guadagni nello spazio di attimi, investi quando i titoli sono bassi e incassi alla prima impennata. Chi è fuori dell’agone borsistico invece passa i guai suoi.</p>
<p>C’è di più, oggi. La Borsa sembra essere diventata una pagella dell’operato politico, se va in alto vorrebbe  dire che certe crisi stanno per essere superate, se precipita, vuol dire che un contesto politico sarebbe prossimo al fallimento. “Vorrebbe” e “sarebbe” perché pare che le cose non stiano così, ma di sicuro c’è solo una gran confusione tra i diversi traballanti e saccenti pareri.</p>
<p>Fin qui siamo nella “norma” ma ora c’è da chiedersi che ne è dei colossi che volteggiano come rapaci sul mondo finanziario, ignorando totalmente l’ometto alla catena di montaggio e i piccoli risparmiatori? Essi sono al settimo cielo perché accumulano grandi ricchezze nel pieno del loro diritto grazie a una evoluzione scapigliata della finanza. Colpa del capitalismo secondo alcuni, colpa di una malata superfetazione del capitalismo dovuta alla globalizzazione secondo altri.</p>
<p>Comunque stiano le cose sta di fatto che le realtà tradizionali, le nazioni, ivi compresi gli assemblaggi di più nazioni, vedasi l’Europa, non possono difendersi da questa dannosissima anomalia perché hanno a loro disposizione soltanto strumenti che non prevedevano la globalizzazione.</p>
<p>Ma allora c‘è da chiedersi “di chi è la responsabilità della gobalizzazione?</p>
<p>Io, dalla mentalità deformata dall’essere una giornalista di Pace, ritengo che non trattasi di responsabilità intesa come colpa ma dell’irrisolto quesito se l’umanità sia dotata della capacità di decidere il suo destino di specie.</p>
<p>Allora rimettiamo i pezzi nel più acconcio dei puzzle. Se nutro di questi dubbi mi si può dire come mai insisto a lavorare per un Giornalismo di Pace che di per sé vuole dire che non solo si dispone di un libero arbitrio di specie ma che si crede possibile addirittura di potersi comportare al di sopra delle condizioni imposteci dalla natura? (natura che di tutto parla meno che di pace vista l’ossessionante lunga catena alimentare per la quale ognuno è cibo per altri con al  top l’uomo in senso peggiorativo visto che è stato responsabile dell’antropofagia, non so se del tutto scomparsa).</p>
<p>Risposta: Io, coltivando la splendida utopia della Pace, non appartengo al presente, anche se sono costretta a viverlo perché esisto, appartengo al futuro. Ma così affermando non vuol dire che sono o che siamo (non sono davvero sola) fuori dalla gestione delle idee e delle azioni attuali. Al contrario ne partecipiamo forse a maggior titolo perché non subiamo i trascinamenti tradizionali ripetitivi di cui è tessuta la storia per i quali non è necessario pensare e scegliere, si agisce come di consueto, ad esempio il rito sempre onorato della vittima sacrificale.</p>
<p>L’attualità è Mario Monti. Il solito “straniero” calato a risolvere i conflitti tra gli abitanti del tanto litigioso stivale, come la storia ci insegna.</p>
<p>Non mi soffermo a giustificare l’appellativo di straniero salvo che a indicare la sua formazione culturale nei luoghi del maggiore potere mondiale e quindi la sua tipologia.</p>
<p>A questo punto non so che cosa pensa Monti del gravoso debito che ci incombe, ma da incompetente quale sono, cosa arcinota, un elemento mi convince e cioè che tale debito per sua stessa natura non è esigibile. Neppure se l’Italia mettesse ai lavori forzati tutti gli Italiani, uomini e donne adulti e bambini giovani e anziani, e li mettesse a testa in giù per far cadere dalle loro tasche fino all’ultimo spicciolo, questo debito potrebbe essere onorato. Allora il quesito si fa più interessante. Mi pare essere un quesito matematico, non più un quesito a cavallo tra il mercato, il liberismo e forse la socioeconomia.</p>
<p>La cosa mi stupisce perché ritrovo depositato nel lontano bagaglio delle mie acquisizioni l’idea che la matematica fosse una scienza esatta, quindi indenne per sua natura da errori. Non mi ero mai permessa, all’epoca non mi si era prospettata affatto il sospetto che viceversa anche la matematica potesse essere sì scienza esatta ma oltre certi limiti solo nei confronti di se stessa. Mi spiego: per una mentalità umana di un non matematico, un’operazione ineccepibile qual è il computo degli interessi che maturano durante  l’iter di un debito che esige di essere estinto e di fatto invece non lo consente, potrebbe dimostrare che tale operazione è errata perché sterile, inidonea al fine che si prefigge, oltre che immorale visto che questa sete di moneta inesorabilmente insaziabile riduce una massa di persone a una totale perdita del proprio io; (cioè della conoscenza e consapevolezza della propria storia individuale quindi vite come non vissute, sacrificate come ora appaiono, ai piedi dell’altare di una mera astrattezza quale può apparire l’estremismo matematico).</p>
<p>Conclusione, quel debito dovrebbe essere messo in discussione con pari o più urgenza della richiesta di sacrifici a chi di quel debito tra l’altro non è davvero responsabile.</p>
<p>Qui almeno per ora mi fermo: se quanto ho scritto ha un minimo di attendibilità non sarebbe di buon senso chiedersi se la scelta di Mario. Monti sia stata la scelta opportuna e utile in questo tragico frangente e non piuttosto di ulteriore danno?</p>
<p>(continua)</p>
<p style="text-align: right;">Gloria Capuano</p>
<p style="text-align: right;">Giornalista di Pace</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Linciaggio o vittima sacrificale? Ora Gheddafi</title>
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		<pubDate>Wed, 26 Oct 2011 16:38:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Giornalismo di Pace]]></category>
		<category><![CDATA[Pulviscolo Atmosferico]]></category>
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		<description><![CDATA[Sì, potrei liquidare il tema in poche parole e cioè col dire che non accaduto nulla di nuovo, l’umanità non offre innovazione quanto a comportamento, che è o dovrebbe essere il vero significato di cultura. So d’invadere campi specialistici, ma lo faccio non perché appartengo alla nutrita schiera dei tuttologi, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Sì, potrei liquidare il tema in poche parole e cioè col dire che non accaduto nulla di nuovo, l’umanità non offre innovazione quanto a comportamento, che è o dovrebbe essere il vero significato di cultura.</p>
<p>So d’invadere campi specialistici, ma lo faccio non perché appartengo alla nutrita schiera dei tuttologi, leggi giornalisti, ma come persona tra persone che osserva e s’interroga nel tentativo di capire e di parlarne al medesimo livello più o meno di chi mi legge.</p>
<p>Quale la differenza tra linciaggio e vittima sacrificale?</p>
<p>Do per scontato che il linciaggio è attuato dalla gente e che viceversa il sacrificio di una “vittima”- tra virgolette perché può essere vittima colpevole o innocente &#8211; è compiuto dalle autorità quand’anche la vittima fosse un re o un eroe o perfino un dio: i racconti mitologici non sono forse storie di sacrifici? Sacrifici con i quali si esorcizzano paure e jattur o si dirotta l’attenzione di sudditi scontenti.</p>
<p>Mi ha indotto a questo genere di riflessioni un articolo di Henry de Saint-Blankquat dallo spiacevolissimo titolo “In principio fu l’omicidio”(Nuova Scienza,gennaio 1979).</p>
<p>Non so come classificare la fine di Gheddafi, il linciaggio certamente c’è stato e per mano di gente non investita d’alcuna verosimile e credibile autorizzazione in merito. Tanto più che si è trattato di un procedimento particolarmente brutale visto che Gheddafi è stato trucidato nel peggiore dei modi e non semplicemente ucciso.</p>
<p>Ma se al contrario fosse stata rispettata la civile regola di tutela del prigioniero, ancorché colpevole d’incalcolabili misfatti, per poi processarlo secondo canoni di giustizia (non so da parte di quale tribunale speciale se libico o internazionalepercrimini contro l’umanità) non si potrebbe forse</p>
<p>parlare di un caso di vittima colpevole sacrificale, cioè idonea a risolvere tutti i mali in questo caso della Libia e non precisamente solo di un normale procedimento giudiziale dato che molto probabilmente il tribunale avrebbe deciso per una condanna a morte?</p>
<p>Come ancora oggi poter parlare di atto di giustizia nei luoghi evoluti dove si parla non più di</p>
<p>Giustizia (inanemente) punitiva ma retributiva se non addirittura di recupero della persona condannata? Me lo domando anche riflettendo banalmente alla sproporzione tra i crimini che si imputano al<em> rais</em> numericamente incalcolabili, sì che una condanna a morte potrebbe essere considerata impari, appunto inane.</p>
<p>A meno che la condanna non riguardasse soltanto l’ultima fase del suo comportamento quella cioè di aver scatenato e favorito una guerra fratricida.</p>
<p>Quest’ultima ipotesi potrebbe essere verosimile dato che Gheddafi era colpevole della sua stessa spietatezza con la quale aveva esercitato il suo assoluto potere di categorico capo della Libia fino all’attuale rivoluzione senza che almeno un tribunale per i diritti umani fosse mai insorto a chiedergli ragione dei suoi misfatti. E la ragione di questa omissione la conosciamo:i civili Stati democratici e quelli meno civili perché non democratici, si regolano nei loro rapporti internazionali prima di tutto su rapporti commerciali e di complessi rapporti economici, l’etica viene dopo.</p>
<p>E’ un’accusa, tra l’altro non originale?</p>
<p>Direi che la mia non sia altro che una triste constatazione d’impotenza della politica, che davvero non dovrebbe continuare a fregiarsi dell’appellativo di “nobile arte”. La politica non basta più,</p>
<p>risulta impotente, ci vuol altro. “Altro” al fine di riscattare dal ruolo subalterno la gente,</p>
<p>il cosiddetto popolo, anche se davvero non possiamo dirci sempre migliori di chi ci governa.</p>
<p>Sì, mi sembra proprio che il linciaggio non sia molto distante da un giudizio emesso da un tribunale accreditato.</p>
<p>Ho forse scritto in sostanza una dichiarazione contro la condanna a morte? Non esattamente.</p>
<p>Ho tentato di spiegare, probabilmente senza esserci riuscita, che né il linciaggio né una regolare condanna a morte insegnano alcunché. Tutto si ripete monotonamente, l’umanità è o ancora è o appare, statica.</p>
<p>Forse non abbiamo ancora capito che non può esistere progresso se non ci si propone di correggere certi crudeli limiti e condizionamenti biologici.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>E ora che cosa ci attendiamo dalla nuova Libia?</p>
<p>Se diritti e costumi si baseranno sulla <em>Sharia</em> le previsioni non sono davvero rosee specie a proposito delle vittime sacrificali tradizionali, non solo nel mondo musulmano, le donne.</p>
<p>Anche se la nuova Libia si dice agli antipodi del fondamentalismo …e noi lo speriamo.</p>
<p>Ma abbiamo comunque, tutti, molto lavoro da svolgere perché di fondamentalismo è ancora infestato il mondo.</p>
<p style="text-align: right;"> Gloria Capuano</p>
<p style="text-align: right;">(dal Giornalismo di Pace di Gl.C.)</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Gloria Capuano: &#8220;Caro Ministro&#8221;</title>
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		<pubDate>Sat, 08 Oct 2011 07:56:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Attualita']]></category>
		<category><![CDATA[Pulviscolo Atmosferico]]></category>

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		<description><![CDATA[Pubblichiamo integralmente la lettera della giornalista di pace Gloria Capuano indirizzata al Ministro delle Infrastrutture e Trasporti, On.le Altero Matteoli, sull&#8217;iniziativa popolare promossa dalla stessa autrice tramite il nostro quotidiano sul rinnovo della patente per gli ottantenni &#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;-    On. Altero Matteoli Ministro Infrastrutture e Trasporti &#160; Oggetto: Petizione 1181 [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: left;"><em>Pubblichiamo integralmente la lettera della giornalista di pace Gloria Capuano indirizzata al Ministro delle Infrastrutture e Trasporti, On.le Altero Matteoli, sull&#8217;iniziativa popolare promossa dalla stessa autrice tramite il nostro quotidiano sul rinnovo della patente per gli ottantenni</em></p>
<p style="text-align: center;"><em></em><em>&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;-   </em></p>
<p style="text-align: right;">On. Altero Matteoli<br />
Ministro Infrastrutture e Trasporti</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Oggetto: Petizione 1181 Assemblea del 12 Aprile 2011</strong></p>
<p>Caro Ministro,</p>
<p>La prego caldamente di mettere fine alla strage degli innocenti in atto grazie a una leggenda metropolitana o luogo comune che ha scelto &#8211; favorita anche da un trascinamento mediatico &#8211; quale capro espiatorio responsabile delle troppo frequenti gravi sinistrosità su strada, cioè con morti e feriti, gli anziani.</p>
<p>Sono fiduciosa nella Sua decisione di riproporre l’emendamento alla legge Valducci con il quale si restituisce al medico di base il vaglio d’inviare o non l’anziano alla Commissione Medica Locale.</p>
<p>In virtù della Sua autorevolezza e saggezza spieghi ai Deputati componenti la IX Commissione Trasporti che l’aver coniato un nuovo discrimine quanto al godimento dei diritti umani e civili nello scoccare degli ottant’anni non solo è incostituzionale ma è del tutto immotivato essendo la realtà, quanto a responsabilità dei gravi sinistri, statisticamente diametralmente opposta.</p>
<p>I concetti chiave del problema sono due, uno che con l’invecchiamento della popolazione i suddetti sinistri sono corposamente diminuiti, l’altro che è proprio la fascia d’età dagli ottanta in su ad esserne la meno responsabile.</p>
<p>La prego di evidenziare che non è accettabile in un Paese democratico attestato sul garantismo dei diritti d’ogni singolo cittadino, scivolare in una sorta di magari involontario “linciaggio” su una spinta esclusivamente emotiva. Per questo, Ministro, La prego di porre rimedio alla non lieve lacuna che si sia potuto formulare una legge, quella del 29 luglio 2010 n.120, lettera C, art.16, comma 1, senza tenere conto del dato fondamentale offerto dai risultati statistici in proposito (qui in allegato).</p>
<p>Questi dati comprovano con chiarezza che non solo gli ottuagenari sono i meno responsabili dei gravi sinistri ma che i più responsabili sono i giovani, in specie fino al 24esimo anno d’età.</p>
<p>Nel ringraziarLa per quanto avrà in animo di fare per correggere gli effetti di un allarmistico fraintendimento &#8211; derivato dall’assenza della necessaria conoscenza del problema – nel pur comprensibile urgente intento – in questo caso errato &#8211; di agire a tutela della sicurezza su strada.</p>
<p>La prego di rispondermi al fine di permettermi di rassicurare le innumerevoli famiglie in preda alla disperazione, tanto è persecutoria spesso la prassi cui si attengono molte C.M.L.</p>
<p>Così pure La prego di mettere in grande rilievo il danno derivato all’economia delle famiglie dal non poter contare, dall’oggi al domani, sulla collaborazione degli anziani.</p>
<p>Anziani peraltro facenti parte della sempre più nutrita popolazione detta della “longevità attiva”.</p>
<p>Con i migliori e deferenti saluti</p>
<p style="text-align: center;">Gloria Capuano</p>
<p>      ********</p>
<p>Roma, 07/10/2011</p>
<p>Dott. Gloria Capuano<br />
Medico – chirurgo<br />
Scrittrice, Giornalista di Pace.</p>
<p>Titolare della rubrica “ Pulviscolo Atmosferico” del giornale on line: www.improntalaquila.org</p>
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		<title>Informativa Petizione N.1181 patente ottuagenari</title>
		<link>http://www.improntalaquila.org/2011/10/03/articolo28424/</link>
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		<pubDate>Mon, 03 Oct 2011 11:29:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Attualita']]></category>
		<category><![CDATA[Pulviscolo Atmosferico]]></category>

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		<description><![CDATA[Contrariamente alle mie previsioni la questione del rinnovo patente ottantenni è stata discussa ed è ancora in gestazione. Nel leggere le documentazioni pubblicate tra i commenti (a firma di Gimerri che ringrazio) sul dibattito parlamentare in sede di Commissione, la mia impressione è che non sia stato recepito il cuore [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Contrariamente alle mie previsioni la questione del rinnovo patente ottantenni è stata discussa ed è ancora in gestazione. Nel leggere le documentazioni pubblicate tra i commenti (a firma di Gimerri che ringrazio) sul dibattito parlamentare in sede di Commissione, la mia impressione è che non sia stato recepito il cuore del problema e cioè l’incostituzionalità della legge Valducci e l’assenza di uno approfondimento statistico che dovrebbe viceversa essere ineludibile.<br />
Tuttavia mi è parso rivelatore l’atteggiamento del Ministro Altero Matteoli come Persona che sembra aver centrato la reale portata del problema visto che riproporrà l’invito a riattualizzare la funzione del medico monocratico &#8211; suppongo – non solo a salvataggio delle C.M.L. intasate e perciò insufficienti a soddisfare l’eccesso delle domande di rinnovo da parte del nutrito popolo di ottantenni, ma perché più equa e realistica, e anche giusta perché rispettosa dei diritti umani e civili.<br />
Per i suddetti motivi ho scritto ai due deputati on. Desiderati e on.Bitonci che mi pare siano stati i primi a chiedere la risposta scritta ai loro quesiti in merito. Risposta che si può leggere nel commento del sig. Gimerri sopra citato.</p>
<p>Riporto dunque qui la mia lettera (contenente l’allegato statistico a firma del prof. Magi ).<br />
Il tutto in attesa della risposta alla mia precedente lettera alla Camera dei Deputati, pubblicata  a seguito dell’articolo “Le ragioni dell’On. Valducci”.</p>
<p style="text-align: center;">  **************************</p>
<p>                                                                                                                     On. Desiderati Marco</p>
<p>                                                                                                                      On. Bigonci Massimo</p>
<p>Dott. Gloria Capuano</p>
<p> Spero che questa mia lettera potrà essere Loro utile a sostenere la soluzione di rimettere al medico monocratico il giudizio sull’idoneità psicofisica per ottenere il rinnovo della patente automobilistica, indipendentemente dall’età. Dalla Petizione N.1181 si evince la tesi dell’incostituzionalità di un criterio basato su un discrimine anagrafico come se una precisa età di per sé potesse comportare la perdita di diritti umani e costituzionali. Ma quand’anche si volesse sostenere che i diritti sono sempre subalterni a criteri superiori quali quelli della salute e sicurezza pubblica, anticipo nel nostro caso che è stato statisticamente comprovato che non solo l’ottuagenario al volante non costituisce un rischio per la società ma che anzi rappresenta la fascia d’età che vanta la minore responsabilità di gravi sinistri (cioè con morti e feriti.).<br />
Rilevo inoltre che (come se tale anomalia di razzismo anagrafico non bastasse) si è data alla Commissione Medica Locale carta bianca per operare senza controllo e senza regole di sorta ciò che può favorire non so in quale proporzione l’abuso di autorità. </p>
<p>Quanto alle difformità tra le C.M.L. emerse durante il dibattito parlamentare preciso che non riguardano soltanto le norme procedurali, già quanto mai pesanti fino ad apparire punitive, ma che investono in pieno il criterio di valutazione seguito dalle Commissioni  nell’espletamento delle loro funzioni. A questo proposito in alcuni miei articoli pubblicati on line da <a href="http://www.improntalaquilaorg/">www.improntalaquila.org</a>, rubrica “Pulviscolo atmosferico”, a partire da “Ottantenni alla riscossa” descrivo per diretta esperienza la differenza tra due C.M.L, quella di Viterbo e una C.M.L. di Roma. Le difformità sono incredibilmente gravi: in quella Viterbese appare chiaro l’intento di evitare un’indagine inquisitoria delle condizioni di salute dell’utente e di attenersi piuttosto a una sì seria, ma rispettosa valutazione della sua idoneità alla guida, senza derive di sproporzionate e lesive intromissioni nella sua privacy. E’ stato un grave errore l’aver delegato alle C.M.L. la totale responsabilità del rinnovo patente ottantenni senza limiti né regole di sorta fino al punto che senza uno stato di necessità l’anziano può essere obbligato perfino a sottoporsi ad una visita psicodiagnostica,”visita” che può durare più di tre ore, stressante anche per chi anziano non è, e che se non vado errata è utilizzata dai tribunali per appurare se un assassino è a rischio di recidiva (nonostante che psicologia e psichiatra non siano scienze esatte, quindi non scienze) e che può giungere a costare all’utente fino a 145 euro.</p>
<p> La C.M.L. di Roma presa a paragone non solo appare totalmente dimentica che l’utente altro non chiede che di esercitare un suo diritto  e non di ricevere una concessione, ma non si cura di conoscere l’effettivo uso che l’utente fa dell’auto, per la più parte irrilevante, come accompagnare i nipoti all’asilo o ai vicini giardini, tanto da far slittare nel ridicolo la sproporzione tra l’indagine “medica” e la realtà.</p>
<p>Non è ammissibile che si affidi ad un criterio medico esasperato il giudizio sull’affidabilità al volante del richiedente, senza tenere conto del suo passato di automobilista e – ripeto &#8211; dell’effettivo uso dell’auto che per lo più è legato alla sopravvivenza o alla collaborazione nell’andamento familiare.</p>
<p>Il rinnovo della patente dovrebbe rispondere ad un criterio medico dal volto umano e non pretendere dall’anziano quel che non si esige dai non anziani.</p>
<p>I suddetti rilievi dovrebbero essere tenuti presenti anche nel caso che il tanto dibattuto rinnovo della patente agli ottuagenari tornasse al giudizio del medico monocratico, cosa quanto mai auspicabile perché oltre che giusta è ampiamente motivata dai dati statistici che accludo alla presente.</p>
<p>Per questo mentre rimando alla Petizione N. 1181 per ulteriori riflessioni, raccomando vivamente di anteporre a qualsiasi altra considerazione  le seguenti  deduzioni statistiche, la prima che la fascia d’età dagli ottanta in su è la meno responsabile delle gravi sinistrosità, la seconda -  ma non seconda per importanza – che con il progredire dell’invecchiamento della popolazione si registra una altrettanto graduale diminuzione del totale delle gravi sinistrosità.</p>
<p>Ringrazio dell’attenzione che si vorrà riservarmi e chiedo caldamente che mi s’informi per poter rincuorare le innumerevoli famiglie in dissesto sia “morale”che economico per la perdita del prezioso aiuto all’andamento domestico rappresentato dagli anziani (quelli detti della longevità attiva che si stanno oggi senza comprovato motivo gettando al macero).</p>
<p>Con i migliori saluti</p>
<p>                                Gloria Capuano</p>
<p>Roma 25/09/2011</p>
<p style="text-align: right;"> Gloria Capuano<br />
Medico-chirurgo<br />
Scrittrice, Giornalista di Pace</p>
<p>Leggi anche:</p>
<ul>
<li>FIRMA LA PETIZIONE su: <a href="http://www.improntalaquila.org/2011/03/04/articolo17469/">http://www.improntalaquila.org/2011/03/04/articolo17469/</a></li>
<li><a href="http://www.improntalaquila.org/2011/01/04/articolo14470/">Ottantenni alla riscossa</a>!</li>
<li><a href="http://www.improntalaquila.org/2011/01/15/articolo14949/">Proviamo a riflettere sulla patente degli anziani</a></li>
<li><a href="http://Qual è la nostra posizione attuale nei confronti della legge Valducci sul rinnovo patente ottantenni?">Qual è la nostra posizione nei confronti della legge Valducci</a></li>
<li><a href="http://www.improntalaquila.org/2011/05/06/articolo20819/">Un ottantenne e un quarantenne. Identici luttuosi fatti di cronaca ma opposte mediatiche suggestioni</a></li>
<li><a href="http://www.improntalaquila.org/2011/04/14/articolo19668/">Attenzione ottantenni. E’ ora di agire.</a></li>
<li><a href="http://www.improntalaquila.org/2011/04/05/articolo19224/">Rinnovo patente anziani. Dalla protesta alla proposta.</a></li>
<li><a href="http://www.improntalaquila.org/2011/03/15/articolo18081/">Patente ottantenni: appello al Presidente Napolitano</a></li>
</ul>
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		<title>Le ragioni dell’On.Valducci: lettera alla Camera dei Deputati</title>
		<link>http://www.improntalaquila.org/2011/09/15/articolo27792/</link>
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		<pubDate>Thu, 15 Sep 2011 11:09:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Attualita']]></category>
		<category><![CDATA[Pulviscolo Atmosferico]]></category>

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		<description><![CDATA[di Gloria Capuano Nel mio ultimo scritto mi sono anche chiesta: che cosa ho trascurato o dimenticato? La mia risposta è stata d’aver sicuramente omesso chissà quanti altri pezzi della sempre troppo complessa realtà. Ora, dopo una pausa, posso dire che ho ignorato ma non volutamente, due elementi fondamentali alla [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;">di Gloria Capuano</p>
<p>Nel mio ultimo scritto mi sono anche chiesta: che cosa ho trascurato o dimenticato? La mia risposta è stata d’aver sicuramente omesso chissà quanti altri pezzi della sempre troppo complessa realtà. Ora, dopo una pausa, posso dire che ho ignorato ma non volutamente, due elementi fondamentali alla base del dibattito del rinnovo della patente agli ottantenni. E cioè le ragioni dell’on. Valducci e l’appassionata protesta dei familiari delle vittime su strada ad opera di ottantenni; essendo questi due aspetti intimamente connessi.<br />
L’on.Valducci non poteva non essere sensibile alle ragioni dei sopra citati familiari delle vittime e ciò spiega l’iniziale suo intento di bloccare all’ottantesimo anno  il rinnovo della patente a chi avesse compiuto gli ottanta anni. Poi la riflessione lo ha fatto ripiegare sulla strada a dir poco  tortuosa dell’obbligo a priori di tutti gli ottantenni a sottomettersi a una decisione delle C.M.L. E ciò – suppongo  – con il mandato della massima severità e libertà insindacabile d’azione, facile ad esigersi poiché in tali termini le C.M.L. sarebbero state le uniche responsabili degli eventuali incauti rinnovi. Ma di questa totale libertà e potere delle C.M.L. &#8211; che hanno finito  spesso per diventare un vero e proprio “mattatoio” &#8211; si è parlato abbastanza. A me interessa fare le ragioni dell’on. Valducci calandomi nei suoi panni.</p>
<p>Mi pare interessante la seguente:</p>
<p>Il grave sinistro provocato dal “troppo” anziano non dovrebbe essere equiparato agli altri gravi sinistri essendo dovuto a una situazione di forza maggiore. Per forza maggiore è da intendersi la  situazione psicofisica tipica dell’anziano. In altre parole, mentre gli altri incidenti avvengono non in dipendenza della normale condizione psicosomatica del guidatore, ma in genere per qualche altro motivo ben identificabile e soprattutto evitabile, per l’anziano è inevitabile perché rientra nella fisiologia tipica dell’età. Ciò è a dire che per evitare un sinistro provocato da un drogato o da un ubriaco, è sufficiente che egli rinunci o sia obbligato a non drogarsi e a non bere, lo stesso non si può dire riguardo all’anziano perché non è possibile farlo regredire d’età. Questa specie di sillogismo è applicabile a tanti altri tipi di sinistri, la competitività al volante sulle strade comuni, l’assenza di una educazione al volante, l’uso di macchine potenti senza adeguata esperienza di guida e via di seguito.. L’attore del sinistro può autonomamente controllarsi e scegliere di non nuocere, “l’anziano no” o almeno non tutti gli anziani lo possono.</p>
<p>E già qui troviamo però la prima obiezione alla suddetta ipotesi valducciana. “Non tutti gli anziani?”, perché dunque non chiedersi la ragione per la quale  non tutti gli anziani sono succubi delle ridotte capacità idonee a una guida sicura caratteristiche dell’età?</p>
<p>Non mi pare sufficiente che l’onorevole possa rispondere che appunto per cogliere questa differenza si affida il giudizio di merito alla C.M.L. perché è facile ribattere che per questo giudizio era più che sufficiente il medico di base il quale nei casi dubbi rimetteva la sorte del postulante alle C.M.L. Non credo davvero ammissibile anteporre a priori un discrimine legato all’età a tutti gli ottantenni  e non a posteriori solo a coloro che fossero risultati non idonei, cioè dopo aver accertato la non idoneità alla guida. Sempre che si accetti un esclusivo criterio medico che per sua natura punta alla prevenzione prevenzione degli incidenti, ciò che è quanto mai discutibile  per non dire assurdo.</p>
<p>Ma anche di questo abbiamo parlato abbastanza, dire “guida” a proposito degli anziani è dire poco o nulla infatti per la maggior parte degli anziani la guida si riduce al piccolo cabotaggio indispensabile per l’andamento di una famiglia.</p>
<p>Mi fermo qui per non ripetere le molte argomentazioni già scritte vorrei però aggiungere che l’on.Valducci ammettendo la possibilità delle differenze tra i componenti del popolo degli ottantenni senza volerlo avrebbe alluso alla differenza tra l’età biologica  e l’età anagrafica, ed era qui che l’onorevole avrebbe dovuto soffermarsi con particolare attenzione.</p>
<p>Concludo riportando la lettera che sto per inviare ai parlamentari della IX Commissione (Trasporti) dove probabilmente giace inerte la mia, nostra, Petizione.</p>
<p style="text-align: center;">**********<br />
Lettera al Parlamento<br />
***********</p>
<p style="text-align: right;">                                                                                                            Camera dei Deputati<br />
IX Commissione (Trasporti)</p>
<p> <strong>Oggetto: Petizione n.1181. Assemblea del 12 aprile 2011</strong></p>
<p>La sottoscritta, Gloria Capuano, chiede se la sua Petizione n.1181 annunciata alla Assemblea nella seduta del 12 aprile 2011 e assegnata alla lX Commissione (Trasporti) è stata discussa e nel caso affermativo chiede di essere informata sulle relative conclusioni.</p>
<p>Nel caso che non sia stata ancora discussa la scrivente chiede, in qualità di appartenente al “Popolo Sovrano”sicura d’essere capita ( e salvata dall’immagine d’ingenuità visto che la sovranità del popolo è qualifica costantemente citata dai politici), che &#8211; data la tragica urgenza del caso &#8211; venga prontamente discussa. Uno dei motivi dell’urgenza di questa Petizione sta nella considerazione delle migliaia di famiglie allo sbando a causa di una legge che ha tenuto conto delle sacrosante rivendicazioni delle famiglie delle vittime d’incidenti stradali a responsabilità di ottuagenari, ma non dei gravissimi danni inferti ad altri di nulla responsabili nell’impedire loro di fatto il godimento dei loro diritti, umani e costituzionali.</p>
<p>Non credo che possa esserci persona che non partecipi all’insanabile dolore dei familiari cui ho accennato, ma non si può non ammettere che le vittime degli incidenti stradali sono tutte uguali, sia se per responsabilità di ottantenni sia per responsabilità poniamo di diciannovenni. Dirò di più, personalmente, se tra questi ultimi ne esistesse uno solo, un unico diciannovenne, giudizioso, capace, osservante delle regole stradali, prudente, dalla guida equilibrata e civile, e tutti gli altri potenziali assassini, io mi batterei affinché non si ostacolasse con arbitraria spietatezza  il diritto alla guida di tutti i diciannovenni così come ora purtroppo sta accadendo nei confronti degli ottantenni;  sia per rispetto dei loro diritti sia per non slittare in una forma inedita di razzismo, quello anagrafico.</p>
<p>Ma l’urgenza della “mia” Petizione non dipende inoltre ( e lo potrebbe o dovrebbe) dal suicidio di Francesco Azzigana per patente sconsideratamente negata (imbianchino di 86 anni residente in piena campagna che sopravviveva grazie ai piccoli lavori che eseguiva nel territorio circostante), ma in vista delle migliaia di famiglie che con grande sofferenza cessano d’essere i più efficaci  ammortizzatori sociali. E non sto parlando della cessazione del diritto alla patente per gli ottuagenari oramai superata, ma della metodica vessatoria e spesso persecutoria, perfino costosa, cui gli ottantenni sono sottoposti in molte CML. ( E che cosa dire della Francia, del Belgio, dell’Austria e della Germania dove non è previsto alcun rinnovo della patente, registrano forse una maggiore grave sinistrosità? No di certo, allora noi Italiani dobbiamo ritenerci dei sottodotati o/e fuori dell’Europa?).</p>
<p>Nel ringraziare dell’attenzione ritengo utile e doveroso allegare una documentazione esaustiva sulla responsabilità degli incidenti più gravi senza la quale è impossibile giungere a un giudizio di merito nella realtà dei fatti e non in un (comprensibile) trascinamento emotivo.</p>
<p>In attesa  di una sollecita risposta ringrazio per l’attenzione che si vorrà riservarmi.</p>
<p>Con deferenti saluti</p>
<p>Gloria Capuano</p>
<p>Roma 11 settembre 2011</p>
<p>Dott.Gloria Capuano<br />
Presidente ASPI<br />
Medico-chirurgo<br />
Scrittrice e Giornalista di Pace</p>
<p style="text-align: center;">**************************</p>
<p style="text-align: left;">Leggi anche:</p>
<ul>
<li><a href="http://www.improntalaquila.org/2011/01/15/articolo14949/">Proviamo a riflettere sulla patente degli anziani</a></li>
<li><a href="http://qual%20%c3%a8%20la%20nostra%20posizione%20attuale%20nei%20confronti%20della%20legge%20valducci%20sul%20rinnovo%20patente%20ottantenni/?">Qual è la nostra posizione nei confronti della legge Valducci</a></li>
<li><a href="http://www.improntalaquila.org/2011/05/06/articolo20819/">Un ottantenne e un quarantenne. Identici luttuosi fatti di cronaca ma opposte mediatiche suggestioni</a></li>
<li><a href="http://www.improntalaquila.org/2011/04/14/articolo19668/">Attenzione ottantenni. E’ ora di agire.</a></li>
<li><a href="http://www.improntalaquila.org/2011/04/05/articolo19224/">Rinnovo patente anziani. Dalla protesta alla proposta.</a></li>
<li><a href="http://www.improntalaquila.org/2011/03/15/articolo18081/">Patente ottantenni: appello al Presidente Napolitano</a></li>
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		</item>
		<item>
		<title>Qual è la nostra posizione attuale nei confronti della legge Valducci sul rinnovo patente ottantenni?</title>
		<link>http://www.improntalaquila.org/2011/07/16/articolo25209/</link>
		<comments>http://www.improntalaquila.org/2011/07/16/articolo25209/#comments</comments>
		<pubDate>Sat, 16 Jul 2011 14:15:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Pulviscolo Atmosferico]]></category>

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		<description><![CDATA[Per non ripetermi in risposte già date ma soprattutto per offrire a me stessa insieme ai miei coetanei il quadro complessivo della nostra questione cercherò di farne un sunto il più stringato possibile. E’ però per me urgente spiegare il mio punto di vista attuale. Com’è nella norma la gente [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Per non ripetermi in risposte già date ma soprattutto per offrire a me stessa insieme ai miei coetanei il quadro complessivo della nostra questione cercherò di farne un sunto il più stringato possibile.<br />
E’ però per me urgente spiegare il mio punto di vista attuale.<br />
Com’è nella norma la gente che ritiene d’essere stata privata, nel nostro caso  crudelmente, dei suoi principali diritti, denuncia l’accaduto e grida la sua protesta (ma soprattutto soffre).<br />
Tutto questo è avvenuto. Lo considero il primo passo per combattere una guerra di legittima difesa e di sacrosante rivendicazioni, ed è bene che sempre più gente, in specie i settantenni, continuino a battersi per il mantenimento dei loro diritti, affinché noi tutti, settantenni e ottantenni, si acquisisca una valenza politica (anche se personalmente ritengo che ciò confligga con l’altra idea democratica di tutela delle minoranze).<br />
Il mio compito però è ora diverso, quello di lasciare l’autostrada della (faticosa) protesta e di  avventurarmi nelle vie impervie del come sia realisticamente possibile far trionfare concretamente la verità e la giustizia.<br />
Tuttavia per questo compito è ancora necessario, se non di più, aiutare i politici artefici di questo stupefacente fraintendimento (credere di rendere la viabilità più sicura vessando gli anziani) a conoscere la verità, dalla quale scaturisce la giustizia.<br />
A tale scopo ho pregato il prof. Donato Magi<sup>1</sup> di fornire i dati da lui raccolti sull’argomento con i mezzi scientifici che gli competono. La ragione è evidente, i politici non sempre hanno una approfondita conoscenza dei problemi che affrontano fors’anche per mancanza di tempo; non per nulla dispongono di una segreteria che li coadiuva. Spesso però anche questo non basta, occorre da una parte il dialogo diretto con la gente e dall’altra saper trovare il materiale informativo indispensabile che sia di profilo inoppugnabile. Ecco Donato Magi che a me pare rispondere pienamente a tale esigenza, e chiunque può attingere su <em>Internet</em> quanto basta per acquisirne conoscenza.<br />
Ciò premesso torno al proposito di sintetizzare il già fatto.</p>
<p>- Articolo “Ottantenni alla riscossa”.<br />
-Stura dei commenti e scoperta di una tragedia collettiva in atto.<br />
- Identificazione delle gravi lacune, degli errori di valutazione e dell’incostituzionalità della legge Valducci.<br />
- Da qui la Petizione alla Camera dei Deputati.<br />
- Richiesta d’incostituzionalità della legge Valducci da me inviata alla Corte Costituzionale<br />
- Risposta da parte della Corte con la quale mi s’informa della non ammissibilità di un ricorso diretto promosso da un cittadino che però può esprimersi  attraverso la mediazione di un giudice. Una alternativa ancora è alla portata del cittadino, quella di presentare un appello al Presidente della Repubblica al quale compete di poter richiedere alla Corte il parere sull’incostituzionalità in questione.<br />
- Da qui l’Appello al Presidente della Repubblica.<br />
- Risultati delle due iniziative: purtroppo ancora nulli.<br />
- Ho infatti riscontrato l’inutilità delle Petizioni, <strong>perché solo eccezionalmente vengono discusse</strong> nonostante che tutte vengano lette con grande senso di responsabilità dai deputati. Motivo: non si è pensato fino ad ora di destinare uno spazio alle suddette discussioni. Non so se in futuro. Comunque mi pare scandalosamente incredibile.<br />
- Ho poi dedotto l’assenza di certezza dell’utilità degli Appelli (almeno quanto alla necessaria tempestività) perché raggiungono il Presidente, per ovvia necessità di un filtro, soltanto grazie al <em>placet </em>da parte di un corposo segretariato che evidentemente non ha ritenuto urgente il nostro problema del quale viceversa il principale connotato è proprio l’urgenza.<br />
-D’altra parte nessun interessato ha portato il suo caso a conoscenza della magistratura per denunciare il danno subito o previsto, per comprensibile timore di subire ritorsioni dalle Commissioni Mediche Locali (C.M.L.) e quindi di dover rinunciare a priori al tentativo di ottenere l’agognato rinnovo.<br />
-Né era alla portata degli interessati organizzare un’azione di forza collettiva contro quella legge così confusa e contraddittoria, tra l’altro interpretata operativamente nel peggiore dei modi. Per un’azione di massa sarebbe stata necessario oltre al coraggio del rischio di precludersi a  priori il detto rinnovo, una disponibilità economica, forza fisica e forza numerica. Ma si trattava di disporre anche di una forza cosiddetta morale perché occorreva dimostrare di aver tentato inutilmente di rinnovare la patente in diverse Commissioni secondo un criterio medico preventivo non applicato nella stessa misura e modi agli altri cittadini e d’essere stati obbligati a subire un parere delle C.M.L. secondo un criterio anticostituzionale, solo perché ottantenni.<br />
-Se non vado errata o che io sappia, conosco un solo caso di ottantenne che ha avuto la determinazione di sottoporsi al giudizio di una seconda C.M.L. con successo, dopo aver subito una bocciatura. So però da varie testimonianze che tale risorsa era sconsigliata per la ragione “che le varie C.M.L. sarebbero l’un l’altra solidali” (rilievo che suppongo non generalizzabile, tuttavia, non essendoci certezze, scoraggiante).<br />
-Con il senno di poi tutti gli aspiranti al rinnovo, non appena consapevoli dell’assurdità e degli eccessi di richieste procedurali dovrebbero congedarsi prima della conclusione dell’esame e presentarsi ad una diversa Commissione.<br />
-Tanto più che è di pubblico dominio l’arbitrarietà di una legge che ha reso operative le C.M.L. senza aver predisposto e chiarito regole uguali per tutte le Commissioni, senza aver predisposto una struttura di controllo sull’operatività delle stesse e senza aver offerto al cittadino gli opportuni strumenti di autotutela.<br />
-Come pure sono oramai di pubblico dominio le modalità (fisicamente e psichicamente) persecutorie  cui l’ottantenne è costretto a sottostare, e il grave danno economico che subisce. Gli unici ad ignorarle sono i <em>media.</em> Con ironica amarezza <em>mi complimento</em> con la categoria alla quale io stessa appartengo.<br />
- Le testimonianze sono, che io sappia, solo <em>on line,</em> ma non sono bastate fino ad oggi per svegliare dal letargo una certa politica che stranamente si è attivata senza ragione nel senso sbagliato.<br />
- Non menziono le mie iniziative personali tese alla sensibilizzazione sul problema la gente del “<em>pallottoliere</em> (“quelli che contano”, così designati dal giornalismo comune, a confronto di coloro che non contano nulla, cioè noi.).<br />
- Egualmente non trova il dovuto spazio mediatico il danno che sta subendo l’imprenditoria  automobilistica in genere e quella particolare delle <em>minicar</em>, nonostante che siano piombate in crisi di vendite e che stiano procedendo a licenziamenti con non poca sofferenza.</p>
<p><strong> </strong><strong>E ora? </strong>Che cosa abbiamo trascurato o ignorato?</p>
<p>Sicuramente molto, sopratutto perché accecati dall’urgenza dei tempi degli anziani come è norma in tutte le tragedie del mondo, cioè che l’urgenza dell’immediato manda a picco il futuro. Ma ciò che intriga è chiedersi la ragione dei politici, o meglio di un politico, per aver aggiunto questi ulteriori tragici problemi ai troppi di cui siamo già gravati. E, ripeto, senza motivo.<br />
Ecco perché Donato Magi insiste nel voler rendere di pubblica ragione i risultati della sua ricerca statistica sulla addotta particolare sinistrosità degli anziani che Egli dimostra nient’affatto comprovata. Anzi.<br />
Ma ai miei occhi di semplice scrittrice giornalista di Pace, la giusta insistenza di Magi appare però sproporzionata ai fini dell’economia globale del problema.<br />
Se volessi parodiare un grafico statistico rapportato alla valutazione globale del problema, data per scontata l’insussìstenza della pericolosità anziani, la statistica occuperebbe una fetta minima di un grafico a forma di pizza divisa in spicchi. Non perché meno importante ma in quanto ovvia premessa ampiamente dimostrata e dimostrabile come tutto ciò che è autenticamente scientifico.<br />
Dal mio punto di vista gli spicchi più cospicui li vedrei concernere il danno umano, il danno sociale e il danno imprenditoriale, tra essi un’altra fetta preminente la vedrei soprattutto denunciare il vuoto di una dovuta responsabilizzazione del mondo politico.<br />
Ma poiché il mondo politico si attivizza soprattutto o per spinta popolare o per insistente diffusione mediatica, ecco che un altro spicchio della …pizza è quella appunto riguardante i <em>media,</em> non essendo alla portata degli anziani e dell’urgenza del problema la spinta popolare.<br />
E’ quindi mia opinione che ciò di cui ci dovremmo occupare maggiormente è il grande capitolo della diffusione e che a tutt’oggi ancora vede quale grande protagonista la Televisione.<br />
C’é dunque a questo punto da chiedersi qual é la via per accedere a questo mezzo che dovrebbe essere al servizio della gente. Essendo la Tv uno strumento squisitamente democratico (o così si prefigge di essere), qual è la via già programmata in tal senso a disposizione del cittadino?<br />
Una volta c’era la Tribuna dell’Accesso consistente in uno spazio di dieci minuti in orario di scarsa presenza di pubblico, cui potevano partecipare soltanto le associazioni; ignoro quali siano oggi gli spazi destinati ai problemi  inerenti alla difesa dei diritti umani dei cittadini.<br />
Prima nostra cura sarà quindi quella di rimediare alla nostra disinformazione, non so se per nostra responsabilità o piuttosto per intrinseca difficoltà a orientarsi nel sistema Tv.</p>
<p><strong> </strong><strong>Tuttavia</strong></p>
<p>Nonostante tutto quel che ho detto ritengo sia una assolutamente inammissibile trascuratezza ignorare la portata della realtà statistica cui è giunto Donato Magi grazie alla sua competenza.<br />
La realtà statistica che secondo me vuole dire la verità in assoluto quando trattasi di valutazioni concrete e specifiche.<br />
Si tratta del risultato di una accurata ricerca che ha condotto ad una documentazione veramente sorprendente e cioè che con <strong>’invecchiamento della popolazione la grave</strong> <strong>sinistrosità su strada tra il 2002 e il 2009 è tangibilmente diminuita</strong>.<br />
Io stessa non l’avrei mai supposto, caso mai mi sarei attesa un costante livello o piuttosto un aumento &#8211; parliamo della jattura sinistri mortali a responsabilità del conducente &#8211; grazie all’incremento della mobilità su gomma. Allora come non dirsi – lo ripetiamo, visto che i suddetti dati sono incontestabili – che la ghigliottina Valducci appare ancora di più sconcertante perché del tutto immotivata, e per noi inoltre vistosamente  imbarazzante visto che la grave cantonata in cui è incorso l’on. Valducci mette in crisi anche la nostra responsabilità di elettori?<br />
Ma andiamo per gradi e vediamo di comunicare con un linguaggio colloquiale<sup> </sup>le fasi della ricerca effettuata da Donato Magi; ci provo sebbene in estrema sintesi, rimandando il lettore per il lato tecnico alle fonti originali.<br />
Mediante elaborazione SIMS su dati ACI e Istat veniamo edotti sulla complessità delle valutazioni in fatto  delle tragiche responsabilità del conducente attraverso 5 Grafici e due Tabelle.</p>
<p><strong>Grafici.<br />
<a href="http://www.improntalaquila.org/wp-content/uploads/2011/07/Grafico-1.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-27438" title="Grafico 1" src="http://www.improntalaquila.org/wp-content/uploads/2011/07/Grafico-1.jpg" alt="" width="272" height="278" /></a> </strong></p>
<p><strong> </strong><strong>Grafico 1:</strong> dimostra che <strong>dal 2002 al 2009 gli incidenti stradali con responsabilità accertata del conducente sopra gli 80 anni d’età, con morti e feriti, sono diminuiti da 160 a 40</strong>. Come si vede si tratta di un divario enorme.</p>
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<p><strong><a href="http://www.improntalaquila.org/wp-content/uploads/2011/07/Grafico-2.jpg"><img class="alignright size-full wp-image-27439" title="Grafico 2" src="http://www.improntalaquila.org/wp-content/uploads/2011/07/Grafico-2.jpg" alt="" width="271" height="251" /></a>Grafico 2</strong>: dimostra che l’invecchiamento della popolazione (con particolare riferimento oltre gli <strong>80 anni) anno dopo anno conduce a un graduale calo degli incidenti stradali con diminuzione dei morti e dei feriti</strong>.</p>
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<p><strong><a href="http://www.improntalaquila.org/wp-content/uploads/2011/07/Grafico-3.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-27440" title="Grafico 3" src="http://www.improntalaquila.org/wp-content/uploads/2011/07/Grafico-3.jpg" alt="" width="276" height="244" /></a>Grafico 3: analizza mediante una suddivisione in responsabilità di questi gravi incidenti a seconda delle varie fasce d’età. </strong>Si legge in esso che la fascia d’età più compromessa quanto a causa d’incidenti  mortali va dai 20 ai 39 anni, con particolare incidenza tra i 20 e i 24 anni, mentre <strong>la fascia d’età con meno incidenti mortali è quella degli ottantenni.</strong></p>
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<p><strong><a href="http://www.improntalaquila.org/wp-content/uploads/2011/07/Grafico-4.jpg"><img class="alignright size-full wp-image-27441" title="Grafico 4" src="http://www.improntalaquila.org/wp-content/uploads/2011/07/Grafico-4.jpg" alt="" width="270" height="284" /></a>Grafico 4: forse –se possibile- la più eloquente, mostra la sinistrosità nel 2009 calcolando il numero dei morti e dei feriti in rapporto a 100.000 abitanti della stessa classe d’età.<br />
</strong><strong> </strong></p>
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<p><strong><a href="http://www.improntalaquila.org/wp-content/uploads/2011/07/Grafico-5.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-27442" title="Grafico 5" src="http://www.improntalaquila.org/wp-content/uploads/2011/07/Grafico-5.jpg" alt="" width="272" height="241" /></a>Grafico 5 : prende in considerazione la variazione percentuale del numero dei morti per incidenti stradali dal 2001 al 2009.</strong></p>
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<p><strong>Tabelle</strong></p>
<p><strong> <a href="http://www.improntalaquila.org/wp-content/uploads/2011/07/Tabella-1.jpg"><img class="alignright size-full wp-image-27443" title="Tabella 1" src="http://www.improntalaquila.org/wp-content/uploads/2011/07/Tabella-1.jpg" alt="" width="441" height="270" /></a>La prima tabella </strong>illustra numericamente il decremento delle gravi sinistrosità, cioè con morti e feriti, di tutta la popolazione, contemporaneo ad un forte incremento del popolo degli ottantenni.</p>
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<p><strong><a href="http://www.improntalaquila.org/wp-content/uploads/2011/07/Tabella-2.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-27444" title="Tabella 2" src="http://www.improntalaquila.org/wp-content/uploads/2011/07/Tabella-2.jpg" alt="" width="273" height="467" /></a></strong></p>
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<p><strong>La </strong><strong>seconda tabella</strong> (da leggere in uno con il grafico 4) è ulteriormente e particolarmente significativa perché scandisce la responsabilità dei sinistri mortali addirittura su ben 17 fasce d’età (da 19 a 99 anni) secondo un rapporto tra morti e feriti di ciascuna classe d’età e 100.000 abitanti appartenenti alla stessa classe d’età<strong>, cioè secondo un criterio specifico biodemografico che è statisticamente molto significativo.</strong> Non entro nei particolari tecnici biostatistici perché non sarei seguita se non da esperti di statistica, oltre tutto non essendolo, esperta, io stessa.</p>
<p><strong>Tutto ciò però mi porta a pensare che l’assurdità della legge Valducci dipenda proprio dall’essere stata del tutto trascurata la Biodemografia, elemento fondamentale della Biostatistica,</strong> nonostante sia di comune consapevolezza che tra età anagrafica e età biologica ne corre di differenza e,  spesso non si tratta davvero di poca cosa.<br />
Qui aggiungo: quando è in ballo la vita di un individuo è proprio sulla differenza, o meglio sulla personalizzazione di ogni singolo caso deve puntare una Medicina degna di questo nome anzi che trattarci come fossimo cloni, come spesso accade nelle C.M.L.<br />
Purtroppo sappiamo bene la politica, in specie quella dei contesti non democratici, ma non solo, ha sempre attentato all’indipendenza dei medici (vedasi la psichiatria di stato sovietica o certi medici del nazismo, o i medici coinvolti nelle tecniche d’esecuzione delle condanne a morte o nella tortura). La domanda che mi pongo dunque è la seguente: &#8220;E’ lecito che un politico elabori una legge e la renda operativa senza aver studiato a fondo al di fuori dei luoghi comuni la materia in  giudicato?&#8221;</p>
<p>Eppure Magi aveva inviato i suoi risultati in tempo utile all’on. Mario Valducci.</p>
<p><strong>Quale il motivo di tale grave, non so come chiamarla, trascuratezza?</strong></p>
<p>Io non sono riuscita a trovare altra risposta se non quella che trattasi di trascinamento mediatico del luogo comune, meglio, dei luoghi comuni. Qualche esempio? Se un anziano facendo una manovra prende in pieno un vaso di fiori, o un parafango di una macchina, o scalfisce superficialmente un muro, provoca derisione e non pochi sono indotti a pensare e a dire anche a voce alta che sarebbe meglio rinunciasse a guidare. Viceversa nel caso che ciò fosse opera di un giovane nessuno avrebbe nulla da eccepire perché non ne avrebbe il tempo, la manovra il giovane la compie in un battibaleno ed è già scomparso a motore imballato dall’orizzonte. E la TV ? Quando si annunciano gli incidenti, se trattasi di anziani, se ne precisa puntualmente l’età, mentre per tutti gli altri, salvo i giovanissimi, no. Ma su i luoghi comuni ci sarebbe da parlare a lungo e non ne è qui il caso.<br />
L’aver fatto l’accostamento tra giovanissimi e anziani mi ha riportato mentalmente a galla un altro interessantissimo dato fornito da Donato Magi, il seguente (riporto testualmente le parole scritte dal Magi: “La sola esclusione dalla patente dei giovani appartenenti alla classe 20-24 anni (numericamente paragonabile a quella degli ultraottantenni) ridurrebbe statisticamente del 12,8% la quota di conducenti morti e feriti e d’incidenti stradali. Una quota di fatto dieci volte maggiore di quella attribuibile (1,3%) all’intero insieme degli over 80.”</p>
<p>Per ora mi fermo qui, e ringrazio il prof. Donato Magi.</p>
<p>Ma … può un politico permettersi d’ignorare tutto ciò?</p>
<p style="text-align: right;">Gloria Capuano<br />
gl.capuano@tin.it</p>
<p>1)       Donato Magi &#8211; <strong>Fondamenti di biostatistica</strong>. SUMAI Ed. 2008<br />
2)       Donato Magi &#8211; <strong>Over 80 &lt;versus&gt; on. </strong><strong>Valducci</strong> &#8211; Salento Vivo, 2011</p>
<p>**************************************************</p>
<p>Leggi anche:</p>
<ul>
<li><a href="http://www.improntalaquila.org/2011/01/04/articolo14470/">Ottantenni alla riscossa</a>!</li>
<li><a href="http://qual%20%C3%A8%20la%20nostra%20posizione%20attuale%20nei%20confronti%20della%20legge%20valducci%20sul%20rinnovo%20patente%20ottantenni/?">Qual è la nostra posizione nei confronti della legge Valducci</a></li>
<li><a href="http://www.improntalaquila.org/2011/05/06/articolo20819/">Un ottantenne e un quarantenne. Identici luttuosi fatti di cronaca ma opposte mediatiche suggestioni</a></li>
<li><a href="http://www.improntalaquila.org/2011/04/14/articolo19668/">Attenzione ottantenni. E’ ora di agire.</a></li>
<li><a href="http://www.improntalaquila.org/2011/04/05/articolo19224/">Rinnovo patente anziani. Dalla protesta alla proposta.</a></li>
<li><a href="http://www.improntalaquila.org/2011/03/15/articolo18081/">Patente ottantenni: appello al Presidente Napolitano</a></li>
</ul>
<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Quanto deve la sinistra alla signorina Ruby? E quanto alla defezione degli anziani gettati al macero dal PDL?</title>
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		<pubDate>Fri, 03 Jun 2011 16:29:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Pulviscolo Atmosferico]]></category>

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		<description><![CDATA[Veramente potrebbero non aver avuto alcun peso e la vittoria delle sinistre essere una vittoria autentica, cioè politica. Però il dubbio permane e molto mi ha meravigliata l&#8217;altra sera all’Infedele di Gad Lerner che non se ne sia fatto alcun cenno, almeno fino a quando ho seguito il programma oramai [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Veramente potrebbero non aver avuto alcun peso e la vittoria delle sinistre essere una vittoria autentica, cioè politica. Però il dubbio permane e molto mi ha meravigliata l&#8217;altra sera all’Infedele di Gad Lerner che non se ne sia fatto alcun cenno, almeno fino a quando ho seguito il programma oramai alle sue ultime battute e cioè a quando è apparso il vincente avv. Pisapia..</p>
<p>Sì, mi chiedo come mai nessuno delle due parti antagoniste abbia tirato in ballo la questione Ruby che ha tenuto banco ininterrottamente da tanto tempo (e tuttora lo tiene) e che è stata manipolata instancabilmente dalle sinistre, dagli antiB. e dai media, anche allo scopo di provocare un rigurgito di puritanesimo in tanti benpensanti moderati. Se qualcuno avesse puntualizzato l’accanimento giudiziario e mediatico della vicenda Ruby sarebbe apparso quanto mai evidente che questa vittoria delle sinistre non è stata davvero una vittoria politica, in realtà a vincere, finalmente, non è stata la politica, ma il pervicace attacco all’uomo Berlusconi. La demolizione morale dell’uomo Presidente del Consiglio, aveva trovato finalmente lo strumento adeguato allo scopo nel formalismo giuridico applicato aridamente senza alcuna lettura discrezionale pur a disposizione del giudice, alla luce del buon senso: quello sull’età della ragazza e sull’istigazione alla prostituzione.</p>
<p>Se la mia ipotesi risponde a verità davvero non possiamo sentirci  rassicurati e fiduciosi in un cambiamento reale almeno amministrativo nel Paese, grazie a un semplice cambiamento d’etichetta.</p>
<p>Ed è ancora più difficile comprendere l’insistenza di Bersani e di altri nel dichiarare come non più procrastinabili dopo il risultato di queste elezioni, le dimissioni del Presidente del Consiglio. Io che come giornalista di pace sono e devo essere al di fuori delle parti non posso non dire che non capisco come dopo essersi la sinistra dedicata anima e cuore alla demolizione dell’immagine del Presidente del Consiglio su scala internazionale, ora, semplicemente perché i nuovi eletti sono per la più parte di sinistra il Governo in carica non dovrebbe giungere alla fine della legislatura. Per fortuna gli osannatori sono stati avvertiti da non pochi dei loro stessi sostenitori (ad esempio Tabacci e Mieli) di non scalmanarsi troppo per una vittoria viceversa assai discutibile perché dovuta in massima parte proprio al non voto di protesta dei berlusconiani, protesta peraltro incruenta, essendo le elezioni politiche tutt’altra cosa. Mi chiedo anche, per inciso, quale sarebbe per le sinistre la differenza tra l’eventuale colpa dell’innocuo godereccio signor Berlusconi e il reato di cui è accusato il signor Dominique Strauss-Khan (violenza carnale, per ora tutta da comprovare).</p>
<p>Mi si affaccia fuggevolmente alla mente la tipologia delle …licenze sessuali dei capi di Governo o comunque degli uomini ai vertici dei vari e diversi centri di potere. Mi sembra che si assomiglino sostanzialmente tutte, con più o meno gravità e differenti modalità, tanto da poterne trarre delle almeno verosimili deduzioni: in parte queste persone si sentono al di fuori del comune senso di doverosa correttezza dei loro comportamenti privati considerati pubblici, in parte, specie i grandi dittatori, ritengono d’avere il diritto di fruire d’ogni “privilegio” quale indiscutibile corollario del loro massimo potere, infine e non meno importante, molti se non tutti questi uomini superimpegnati  non hanno assolutamente il tempo e le occasioni per coltivare rapporti selezionati e per tale ragione o finiscono col vivere di rapine o si rimettono a procacciatori di sesso.</p>
<p>Chiudo la parentesi e il pensiero va quasi d’impeto alla pedofilia in specie negli ambienti religiosi. Data l’importanza e la delicatezza dell’argomento mi permetto di raccomandare la lettura di un mio articolo dal titolo “Conoscere se stessi per sconfiggere la violenza” ( “Giornalismo di Pace” sul sito <a href="http://www.improntalaquila.org/">www.improntalaquila.org</a>).  Siamo  nel cuore dei rapporti tra istinti primordiali e gerarchie della società dell’Uomo.</p>
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<p>Quanto alla defezione degli anziani dal voto è facile convincersi della sua verosimiglianza anche solo leggendo i commenti al mio articolo “Ottantenni alla riscossa!” dello stesso sito <a href="http://www.improntalaquila.org/">www.improntalaquila.org</a> rubrica “Pulviscolo atmosferico”, e le molte lettere ai direttori dei vari  quotidiani, oltre le altre cordate sulla questione. Con la legge sul rinnovo della patente del 29 luglio 2010 n. 120, lettera C, art. 16, comma 1, si è gettato al macero gli anziani e con ciò azzerata la famiglia nel suo prezioso ruolo di massimo ammortizzatore sociale.</p>
<p>Gli anziani si sono sentiti traditi e sono stati senza ombra di dubbio oltre che traditi, rinnegati.</p>
<p>Come escludere che questa defezione dal voto sia stata la loro risposta?</p>
<p style="text-align: right;">Gloria Capuano</p>
<p style="text-align: right;">Giornalista di Pace</p>
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		<title>Le inutili se non dannose amministrative</title>
		<link>http://www.improntalaquila.org/2011/05/18/articolo21486/</link>
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		<pubDate>Wed, 18 May 2011 17:09:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Pulviscolo Atmosferico]]></category>

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		<description><![CDATA[Non seguo molto le elezioni perché mi contraria e mi annoia l’abitudine dei politici, tutti nessuno escluso, di ammettere d’aver perso. E’ la norma dirsi senza eccezioni vincenti. Non so se anche in quest’ultimo caso si sia seguito questa norma o se il ballottaggio riuscirà a tagliare la testa al [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Non seguo molto le elezioni perché mi contraria e mi annoia l’abitudine dei politici, tutti nessuno escluso, di ammettere d’aver perso. E’ la norma dirsi senza eccezioni vincenti. Non so se anche in quest’ultimo caso si sia seguito questa norma o se il ballottaggio riuscirà a tagliare la testa al toro così che apparirà chiara la sconfitta come la vittoria, e che vincenti e perdenti capiscano di doversi comportare con civile reciproco rispetto e dignità. Il fatto è che io ne vedo a torto o a ragione la inutilità perché gli uomini sono sempre quelli delle vecchie appartenenze, questa sinistra e questa destra che non vogliono svecchiare. Non solo ma se le cose durante la nuova gestione non andranno bene è facile prevedere che la responsabilità sarà fatta ricadere, com’è d’uso, alla precedente gestione, così che a tutta conclusione nulla risulterà in realtà cambiato.</p>
<p>Comunque, nonostante l’idea preminente che queste amministrative siano di grande importanza come segno inequivocabile del tanto sospirato avvicendamento in chiave soprattutto antiberlusconiana io invece ritengo che siano un avvertimento o ammonimento da parte non della parte vincente, ma della parte soccombente allo stesso suo mentore. E appunto in questo tipo di lettura mi chiedo se e quanto abbia pesato, nell’eventuale ma assai probabile sconfitta del Presidente Berlusconi, l’incostituzionale legge che elimina di fatto gli ottantenni dal godimento del loro abituale mezzo di trasporto grazie a una spietata metodica che mira a sfiancarli fisicamente e psichicamente, e a penalizzarli economicamente. Tutto questo si è verificato per avere, con una malriposta migliore delle intenzioni, la politica scaricato su una <em>speciale</em> Commissione medica locale -  grazie a un lucido disegno“di sterminio”-  la pesante responsabilità di stabilire l’idoneità alla guida degli anziani. Per l’esattezza di particolari cittadini solo perché colpevoli d’aver compiuto ottanta anni (razzismo anagrafico?), cittadini dunque non compresi e protetti dall’art.3 della Costituzione. Il tutto tra l’altro con buona pace del tanto sbandierato riconoscimento della famiglia quale massimo ammortizzatore sociale del nostro Paese. Una riprova l’avremo alle prossime elezioni politiche nel caso che il PDL non avrà annullato la norma che obbliga gli ottantenni a sottoporsi alla tortura delle summenzionate Commissioni.</p>
<p>Non sarà davvero insignificante l’astensione dal voto (se non peggio, il sostegno alla sinistra) anche perché non riguarderà solo gli ottantenni, ma i più numerosi settantenni che via via prenderanno coscienza di quanto il problema li riguardi da vicino almeno quanto se non più degli ottantenni.  In attesa, i nostri giovani continuano a massacrarsi alla guida di potenti auto o di piccolissime  finte auto dal motore spesso truccato, con l’entusiasmo o l’impeto a loro connaturato anche senza il micidiale potenziamento di droghe. Se il PDL non ha capito tutto questo merita di soccombere.</p>
<p style="text-align: right;">Gloria Capuano</p>
<p style="text-align: right;">Giornalista di Pace</p>
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		<title>Pausa</title>
		<link>http://www.improntalaquila.org/2011/05/17/articolo21380/</link>
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		<pubDate>Tue, 17 May 2011 08:29:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Pulviscolo Atmosferico]]></category>

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		<description><![CDATA[Allento le redini della razionalità e divago: spazzatura; differenziata; affini. Vi chiedo non se la fate la differenziata, ma se vi è facile farla. Sono veramente tanti i rifiuti che non so dove mettere, specie se consideriamo che oggi, contrariamente a ieri, la confezione è quasi più importante del prodotto, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Allento le redini della razionalità e divago: spazzatura; differenziata; affini. Vi chiedo non se la fate la differenziata, ma se vi è facile farla. Sono veramente tanti i rifiuti che non so dove mettere, specie se consideriamo che oggi, contrariamente a ieri, la confezione è quasi più importante del prodotto, perché deve attirare. Non basta, c’è troppo spesso una miscelatura negli involucri per cui dello stesso pezzo parte dovrebbe essere posta tra la carta, parte nella plastica e parte non saprei proprio dove. Tolgo i tappi di plastica ma non mi è agevole sezionare l’imboccatura d’avvitamento (anch’essa di plastica o di metallo) dal contenitore, forse di cartone, ma non ne ho certezza. Forse sono io a non essere aggiornata ai tempi, ma se penso ai poveri Napoletani sommersi nella spazzatura, ed ecco la battuta: che mangino troppo?, posso dirlo perché so che sono adusi all’autoironia, magari con amarezza, anche nella tragedia perché ci convivono da sempre). Dicevo dei Napoletani che ogni mattina vanno all’assalto della giornata per quagliare il guadagno necessario per sopravvivere, con la disoccupazione, ma anche… con una passeggiata a via Caracciolo per ritemprarsi, e mi dico pensando al voluminoso scarto… per massiccio consumo di frutti di mare, dove mai possano trovare il tempo per la difficile differenziata, perciò finisco per capirli. Anch’essi d’altronde potrebbero non essere tanto più capaci di me. Allora?</p>
<p>Allora perché i produttori di tutte le derrate alimentari e non, perché accanto alle varie complesse informazioni e raccomandazioni su l’uso dei prodotti, stampate su gli involucri con una esasperante  micrografia, non indicano anche il tipo di cassonetto cui smaltirli?</p>
<p>Lo stesso mi pare accadere per la politica, sempre per mia particolare incompetenza. Il fermento degli onorevoli, il loro movimentismo, le loro dialettiche difficili da catalogare secondo i tradizionali schieramenti, le loro reputazioni che vengono denunciate vicendevolmente, più o meno, quasi sempre come alquanto discutibili, l’impossibilità del cittadino di quadrare il cerchio tra reale politica, credibilità e verità. Il tutto in un panorama mondiale socioeconomico quanto mai critico ma surclassato dalle sciagure naturali, le quali però vengono non da pochi attribuite non alla natura ma ai guasti dell’uomo, mi chiedo come mai a nessuno venga in mente che tutto ciò faccia parte della peculiarità squisitamente umana di fare politica (o forse meglio dire di subire la politica). Sempre che noi si voglia considerare Politica quella del proprio orticello e non quella globale della umanità intera, che allora sì diventa una cosa seria, da superuomini.</p>
<p>Da qui è fatale slittare nel paragone tra l’umanità e l’animalità. La seconda è più chiara e disciplinata; che ci piaccia o non, sappiamo come si comporta il leone o l’impala o il coccodrillo l’orso  o il pinguino e via di seguito nella orrida catena alimentare. L’umanità no, non lo sa come si può o si deve comportare, non sa  anzi non accetta di essere parte di questa catena, anche se in massima parte la vive, eppure ciò non gli ha impedito di costruirsi una reputazione  di superiorità raziocinante perfino nell’ambito morale e etico.</p>
<p> Il passi più evocato per suffragare questa superiorità è il cosiddetto progresso.</p>
<p> Ma come mai non riusciamo a capire come questo tanto millantato progresso vada avanti “alla carlona” indifferentemente lungo la strada del bene o sull’autostrada del male? Il dubbio che la Politica e con essa il Progresso siano solo etologia umana fine a se stessa senza una vera evoluzione se non apparente, è forte.</p>
<p>Per riacciuffare una certa minima coerenza nella divagazione, torno alla nostra piccola realtà e mi chiedo per l’ennesima volta se non sarebbe ora che iniziassimo a studiare una trasformazione del sistema democratico più aderente al termine. Visto che gli schieramenti tradizionali non possono più garantire alcuna omogeneità, gli eletti dovrebbero  esprimersi soltanto secondo coscienza, le agende dovrebbero essere redatte in parte dal basso (come si usa dire poco simpaticamente), in parte dai tecnici. Ma soprattutto il chiacchiericcio reciprocamente squalificante dei politici non avrebbe più motivo di essere.</p>
<p>Personalmente dopo aver toccato con mano che non sempre gli strumenti democratici rispondono al vero, nel mio caso, per la patente agli ottantenni, la Petizione alla Camera dei Deputati così come  l’Appello al Presidente della Repubblica, (si legga il mio precedente articolo “ Una ottantenne e un quarantenne”), per la prima volta nella mia vita vedo in crisi la mia partecipazione al  consuetudinario agone politico democratico.</p>
<p>Non è cosa da poco, perché io sono Popolo Sovrano e non Gente Comune (come qualche giornalista non abbastanza avvertito continua ancora a dire), e il <em>popolo sovrano</em> non può o non dovrebbe latitare.</p>
<p style="text-align: right;"> Gloria Capuano</p>
<p style="text-align: right;">Giornalista di Pace</p>
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		<title>Una ottantenne e un quarantenne. Identici luttuosi fatti di cronaca ma opposte mediatiche suggestioni</title>
		<link>http://www.improntalaquila.org/2011/05/06/articolo20819/</link>
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		<pubDate>Fri, 06 May 2011 08:21:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Pulviscolo Atmosferico]]></category>

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		<description><![CDATA[Un’ottantenne handicappata perde il controllo dell’auto e piomba su tre anziani uccidendone uno e ferendo.gli altri. Un noto imprenditore (Pietro Ferrero) mentre pedala la sua bici viene colto da malore purtroppo con immediato esito letale. L’informazione- more solito &#8211; mette l’accento sull’età dell’ottantenne, mentre parla del decesso dell’imprenditore come di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Un’ottantenne handicappata perde il controllo dell’auto e piomba su tre anziani uccidendone uno e ferendo.gli altri. Un noto imprenditore (Pietro Ferrero) mentre pedala la sua bici viene colto da malore purtroppo con immediato esito letale. L’informazione- <em>more solito</em> &#8211; mette l’accento sull’età dell’ottantenne, mentre parla del decesso dell’imprenditore come di un imponderabile accadimento che può accadere a chiunque, cioè nella norma. Certo se il quarantenne fosse stato al volante di un’auto probabilmente ne sarebbe scaturita una strage, esattamente come per l’ottantenne. Non occorre molta fantasia per immaginare l’amplificazione dei media sull’accaduto da parte di coloro che si propongono l’eliminazione morale e quindi fisica degli anziani, artatamente non negando loro la patente, ma sfiancandoli nelle modalità per conseguirla oltre che fortemente penalizzandoli con incredibili e indebiti  balzelli. Per questo titolo la successiva annotazione mimando “La strage degli innocenti” del quanto mai celebre Erode con:<strong> La strage degli indifesi</strong><strong> </strong>a opera della Commissione trasporti.  L’accento pessimistico che pervade questa mia comunicazione mi viene dall’esito delle mie due iniziative, la Petizione al Presidente della Commissione Trasporti e l’Appello al Presidente della Repubblica Napolitano. Petizione ed Appello quali strumenti squisitamente democratici a disposizione dei cittadini, peraltro invitati a parteciparvi.</p>
<p><strong>La Petizione.</strong></p>
<p>Come penso d’aver già detto, sono rimasta compiaciuta nel ricevere dalla Camera dei Deputati il RESOCONTO SOMMARIO E STENOGRAFICO 462 della seduta di martedì 12 Aprile 2011. Ho pensato “ecco che cosa è la democrazia”. Purtroppo però, oltre il mio nome e relativo argomento da me proposto nella lista delle petizioni, sfogliando il centinaio di pagine del resoconto trovo un intervento che mi ha gettata nella più nera costernazione. L’onorevole Roberto Giachetti  in una dettagliata esposizione domanda al Presidente della Commissione: “Sull’ordine dei lavori, che sorte hanno le petizioni che vanno a finire nelle Commissioni competenti? e  per quale ragione in queste Commissioni  non viene quasi mai abbinata al tema all’ordine del giorno anche l’esame delle petizioni del signor Rossi o della signora Bianchi visto che le leggiamo? perché non si trova la sede e un momento, nella vita parlamentare, nel quale vengano esaminate, magari fornendo anche qualche risposta?”. Il presidente risponde ammettendo che il problema esiste e che “ si possa dare corso ad una indagine, attraverso gli uffici,  per comprendere il seguito delle Petizioni che vengono puntualmente lette in questa aula:” Questi i tempi della democrazia, ma molto al di sopra dei tempi  è inaccettabile che si spacci come strumento squisitamente democratico a disposizione del cittadino la Petizione, di fatto quasi (rarissime sono le eccezioni)  inesistente. Intanto gli indifesi, gli anziani che contendono il diritto di vivere la residua loro vita secondo una longevità attiva, a sostegno della famiglia, riconosciuta (in teoria) come il più importante ammortizzatore sociale, subiscono la tecnica dello sfiancamento psicofisico e morale e l’azzeramento della loro dignità. Il danno che subiscono, anziano e relativa famiglia è incalcolabile.</p>
<p>Passo ora all’altra colonna democratica “ a disposizione” del cittadino: <strong>L’Appello</strong></p>
<p>Il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano credo sia letteralmente assediato da cittadini che espongono i loro più o meno gravi problemi, questo spiega la necessità di un filtro. Il mio appello al terzo tentativo è stato accettato il 12 marzo c.a.(era una questione di proporzioni), quindi ho atteso con disciplina il mio turno per una risposta. Forse sbagliando, dopo un certo lasso di tempo avrei desiderato contattare la segreteria addetta (il filtro) ma non riuscendo a trovare la via da percorrere ho finito per riscrivere al Presidente Napolitano così supponendo di contattare appunto il filtro. L’ho fatto con tanta apprensione perché capivo che forse non dovrebbe essere lecito sollecitare il Presidente così impegnato in tante pubbliche celebrazioni e delicati interventi politici. Ma la mia solidale partecipazione all’enorme abuso che gli anziani stanno subendo per esercitare un semplice diritto costituzionale mi ha fatto derogare forse dal buon senso. E ho scritto di nuovo al <span style="text-decoration: underline;"> più alto SERVITORE DEL POPOLO la seguente lettera:</span></p>
<p><span style="text-decoration: underline;"> </span> Al Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano</p>
<p>Signor Presidente,</p>
<p>Le ho inviato il 12 marzo scorso, con speranza e fiducia, un appello affinché Lei chiedesse alla Corte Costituzionale di pronunciarsi circa la costituzionalità della legge sul rinnovo della patente automobilistica agli ottantenni. Non conosco i tempi rituali per una Sua risposta, ma conosco molto bene la tragedia che ha colpito gli ottantenni (e i settantenni) con la suddetta legge, del tutto misconosciuta da chi anziano non è. Solo per questo oso pregarLa di non lasciare sbiadire nel tempo l&#8217;urgenza dell&#8217;appello perché la tragedia cui ho accennato, continua indisturbata a colpire i più indifesi (insieme ai bambini) della nostra società, gli anziani.</p>
<p>Con deferenti e cordiali saluti</p>
<p>Gloria Capuano</p>
<p>Medico e Giornalista di Pace</p>
<p>Riconosco d’aver peccato forse d’ingenuità ripeto spinta dall’urgenza dolorosissima del problema.</p>
<p>Ebbene la lettera mi è stata respinta ben due volte senza spiegazioni di sorta. Allora mi vedo obbligata ai seguenti interrogativi:  Il Presidente della Repubblica avrebbe respinto questa lettera? Penso di no, piuttosto avrebbe dato a un addetto l’incarico di rispondere secondo le Sue intenzioni (l’ha già fatto una volta nei miei confronti su un argomento quanto mai delicato incaricando una persona altamente qualificata .)  Qual è la giusta definizione dell’accaduto? E’ appropriato definirlo CENSURA?   Ho ragione di temere che potrebbe il mio primo Appello non giungere affatto al suo elettivo Destiinatario?  Le centinaia di addetti che coadiuvano il nostro Presidente con quale criterio operano una selezione? E con quale diritto censurano (se di censura si tratta) un cittadino, senza grave motivazione?</p>
<p>In qualità di cittadina, io (e con me tutti gli Italiani), non dovremmo conoscere nome e cognome di questi professionisti così come conosciamo nomi e cognomi dei Deputati e dei Senatori ( e lo stesso forse dovrebbe valere per le loro segreterie)?   Sbaglio nel dire che l’essere stata respinta una lettera rispettosa e densa di accorata aspettativa  non sembri aver nulla da spartire con la democrazia? Questo è tutto. Esiste la Corte Europea per i diritti umani, ma è una procedura che esige due o tre anni. Riflettiamo insieme. Ma non scoraggiamoci. La legge Valducci ( e questo non suoni di critica per l’operato dell’On. Valducci che evidentemente credeva di fare cosa giusta e utile ) è viceversa incostituzionale, ingiusta e disumana. O meglio lo è soprattutto nella sua applicazione pratica che in troppi casi si è rivelata senza mezzi termini persecutoria per il motivo che si è addossata su i medici una eccessiva sproporzionata responsabilità, dalla quale, disordinatamente, senza precise regole, molti di essi hanno ritenuto di doversi difendere.</p>
<p>Per quanto riguarda l’incredibile aggravio economico cui sono costretti gli anziani per il rinnovo della patente, ci troviamo di fronte a un preoccupante grande interrogativo in totale assenza della dovuta trasparenza. Per la richiesta di un rinnovo della patente un ottantenne può giungere a dover spendere tra controlli normali, visite specialistiche, accessi, marche da bollo e altro, fino a 500 euro, peraltro sortendo spesso un rinnovo di solo sei mesi o il totale rifiuto. Non è accettabile.</p>
<p style="text-align: right;">Gloria Capuano</p>
<p style="text-align: right;">Medico e Giornalista di Pace</p>
<p>Leggi anche:</p>
<ul>
<li><a href="http://www.improntalaquila.org/2011/01/04/articolo14470/">Ottantenni alla riscossa</a>!</li>
<li><a href="http://www.improntalaquila.org/2011/01/15/articolo14949/">Proviamo a riflettere sulla patente degli anziani</a></li>
<li><a href="http://qual%20%C3%A8%20la%20nostra%20posizione%20attuale%20nei%20confronti%20della%20legge%20valducci%20sul%20rinnovo%20patente%20ottantenni/?">Qual è la nostra posizione nei confronti della legge Valducci</a></li>
<li><a href="http://www.improntalaquila.org/2011/04/14/articolo19668/">Attenzione ottantenni. E’ ora di agire.</a></li>
<li><a href="http://www.improntalaquila.org/2011/04/05/articolo19224/">Rinnovo patente anziani. Dalla protesta alla proposta.</a></li>
<li><a href="http://www.improntalaquila.org/2011/03/15/articolo18081/">Patente ottantenni: appello al Presidente Napolitano</a></li>
</ul>
<p style="text-align: left;">&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
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