<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?>
<rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>L&#039;Impronta L&#039;Aquila &#187; Risultati della ricerca  &#187;  carlo+di+stanislao</title>
	<atom:link href="http://www.improntalaquila.org/search/carlo+di+stanislao/feed/rss2/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>http://www.improntalaquila.org</link>
	<description>Quotidiano on-line dell&#039;Associazione Culturale L&#039;Impronta</description>
	<lastBuildDate>Wed, 08 Feb 2012 15:49:20 +0000</lastBuildDate>
	<language>en</language>
	<sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>1</sy:updateFrequency>
	<generator>http://wordpress.org/?v=3.3.1</generator>
		<item>
		<title>Perplessità</title>
		<link>http://www.improntalaquila.org/2012/02/08/articolo34169/</link>
		<comments>http://www.improntalaquila.org/2012/02/08/articolo34169/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 08 Feb 2012 12:30:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Attualita']]></category>
		<category><![CDATA[TOP]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.improntalaquila.org/?p=34169</guid>
		<description><![CDATA[Monti ed il suo governo tirano diritto sulla riforma del lavoro (e dell’articolo 18), ma si incontrano prontamente con l’Associazione Nazionale Magistrati, infuriata dopo l&#8217;approvazione, con un colpo di mano bipartisan, da parte della Camera dei Deputati, ma soprattutto di Pdl e Lega, dell&#8217;emendamento alla legge comunitaria che modifica la [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Monti ed il suo governo tirano diritto sulla riforma del lavoro (e dell’articolo 18), ma si incontrano prontamente con l’Associazione Nazionale Magistrati, infuriata dopo l&#8217;approvazione, con un colpo di mano bipartisan, da parte della Camera dei Deputati, ma soprattutto di Pdl e Lega, dell&#8217;emendamento alla legge comunitaria che modifica la normativa sulla responsabilità civile dei giudici.<br />
Ed oggi, subito dopo l’incontro, il presidente dell&#8217;Anm, Luca Palamara, si è detto &#8220;soddisfatto per l’impegno del governo a trovare soluzioni per modificare la norma&#8221;.<br />
Così si fa di nuovo strada l’idea che Monti tuteli solo i poteri forti , fatti di banche, compagnie petrolifere, assicurazioni e alcune categorie professionali e cerchi il sacrificio solo dei soliti meno garantiti: pensionati, dipendenti a stipendio fisso, operai, giornalai, benzinai, tassisti, pescatori, pastori e via dicendo.<br />
Ed allora viene in mente Nietzsche, quando scrive: “In un angolo remoto dell’universo scintillante e diffuso attraverso infiniti sistemi solari c’era una volta un astro, su cui animali intelligenti scoprirono la conoscenza. Fu il minuto più tracotante e più menzognero della storia del mondo: ma tutto durò soltanto un minuto. Dopo pochi respiri della natura, la stella si irrigidì e gli animali intelligenti dovettero morire. Quando tutto sarà finito, non sarà avvenuto nulla di notevole”.<br />
Un esempio, tornando al governo Monti, l’abrogazione del tariffario degli avvocati, per cui se il cliente e` una compagnia assicurativa, una banca o un gruppo industriale, sarai in grado di avvantaggiarsi di una posizione di forza e strappare le migliori condizioni economiche al legale, della serie: o e` cosi o si trovano altri 100 avvocati interessati.<br />
Del resto, tutti questi clienti lo facevano anche prima dell`abrogazione andando in deroga fino al 40% al di sotto dei minimi tariffari.<br />
Se invece è un povero Cristo, dovrà costituirti al volo in un processo per il quale sei Gian vittima, in ritardo e male organizzato (come la maggior parte delle persone che vive un contenzioso processuale una sola volta nella vita), dovrai rapportarti con un legale con il quale avrai poco tempo per trattare, una posizione di inferiorità per l`oggettiva asimmetria informativa e la difficoltà di capire qual`e` l`orizzonte del prezzo medio per la prestazione che chiedi.<a href="http://www.improntalaquila.org/wp-content/uploads/2012/02/vignetta-ministri.jpg"><img class="alignright size-medium wp-image-34174" title="vignetta ministri" src="http://www.improntalaquila.org/wp-content/uploads/2012/02/vignetta-ministri-300x300.jpg" alt="" width="300" height="300" /></a><br />
Da questo confronto si capisce appunto che il primo passaggio discendente dall`abrogazione del tariffario svantaggia l`uomo comune e agevola i poteri forti.<br />
L`avvocato da parte sua non sarai certo contento di esser stato venduto a tutta quella potenziale clientela che tratterai il servizio legale come un quintale di brugole, ovvero a peso.<br />
Infatti, per il cliente corporate il rapporto fiduciario e` solo funzionale alla produzione ed al costo, dimenticando sovente ogni riferimento etico o di fedeltà personale &#8211; se non quando deve poi derivargliene una diretta utilitari economica.<br />
Ciò che non piace a Mario Agostinelli de “Il Fatto Quotidiano” e che imbarazza molti italiani (sempre di più, secondo gli ultimi sondaggi), è questo procedere un po’ truffaldino, che un giorno fa dipendere dal reintegro al lavoro l’abbattimento dello spread e il giorno dopo silenzia qualsiasi traccia di dibattito. Anche perché è nevicato e nevica su Roma e su gran parte d’Italia, mentre il Presidente del Consiglio che l’ha sparata grossa sul posto fisso, ora si irrita e si rattrista insieme.<br />
Sembra di essere in un film, in cui la trama è interrotta a piacimento da un regista che fa uscire la verità poco per volta. Ormai, ci si può permettere di stabilire la sera prima “l’ordine del giorno” per il giorno dopo e i poteri che lo decidono lo fanno fuori dalle redazioni di TV e giornali, che rimbalzeranno compiacenti le medesime notizie con gli stessi titoli e con commenti di scarsissimo rigore, pure fanfare delle diverse lobby che stanno alle loro spalle.<br />
Poteri che si esprimono, almeno così parrebbe dalla ricostruzione di Travaglio ed altri, nella scelta degli stessi membri del governo, come quel Michel Martone, ordinario per il potere del padre a soli 29 anni e che cosa faccia nel governo non si è capito, con il ministro Fornero che non gli parla nemmeno, non gli lascia toccare palla e, l’altro giorno, durante la distribuzione delle deleghe, ha ricevuto quella alle ‘funzioni particolari’ che vuol dire tutto e niente, ma più propriamente niente.<br />
Naturalmente il giovane sottosegretario ha replicato a Travaglio partito da una interrogazione di Pietro Ichino, senatore Pd, che è tutto guadagnato il suo curriculum di laureato a 23 anni, professore ordinario di Diritto del lavoro all&#8217;Università di Teramo e professore incaricato di Diritto del lavoro della Luiss di Roma, oltre che di avvocato a Roma, con capacità comunicative e di blogger indiscusse, messe in bella evidenza con interventi in trasmissioni televisive e articoli sul Sole 24Ore e Aspenia, ma soprattutto con il suo blog, anche se è di fatto fermo a quando è stato nominato viceministro, quasi due mesi fa.<br />
Torniamo ad argomenti più seri. Essendoci al governo tecnici esperti, sanno bene, come sa bene Confindustria, che la modifica della legge famigerata non è questione di soldi, ma di spostamento di poteri dal lavoro verso l’impresa. Sanno bene, perché lo insegnano anche alla Bocconi, che il potere ordinatorio della magistratura di rimuovere i licenziamenti illegittimi è lo strumento di prolungamento al livello politico del potere sindacale e dei lavoratori quando si organizzano, superando la solitudine individuale di chi è assunto senza difese.<br />
E poi c’è l’eterno problema economico, quello dello spread che continua a calare, ma che vede come unici vincitori le banche.<br />
In effetti, il fatto che siano tornati investitori disponibili a comprare titoli di stato europei ha fatto levitare i prezzi di questi titoli e chi li aveva in portafoglio  &#8211; soprattutto le banche &#8211; può ricalcolare dei guadagni importanti.<br />
Chi li aveva acquistati anche quando il prezzo era ai minimi sta brindando ed è euforico soprattutto perché la scelta della Bce di elargire prestiti in quantità illimitata al tasso di interesse dell&#8217;1%, solleva gli istituti privati più traballanti dalla necessità di emettere propri bond a tassi di interesse alti (5-7%, dice il Sole), perché possono approvvigionarsi praticamente a tasso zero.<br />
Il calo sotto la soglia del 4% del tanto temuto differenziale di rendimento fra i titoli di Stato decennali italiani e tedeschi è di sicuro una buona notizia per il nostro Paese, ma i risvolti favorevoli per banche, investitori, famiglie e imprese non sono poi così immediati quanto lo sono per i conti dello Stato.<br />
Tutto ha origine dalla politica espansiva attuata negli ultimi tempi dalla Banca centrale europea (Bce) e da quei 489 miliardi di euro di prestiti a 3 anni alle banche con cui Francoforte ha letteralmente inondato i mercati lo scorso 21 dicembre.<br />
È stata soprattutto quella mossa – insieme naturalmente alle misure messe in atto dal governo Monti e ai passi avanti compiuti dall&#8217;Europa sulla disciplina di bilancio – ad allontanare le nubi dall&#8217;Italia, ma il meccanismo di trasmissione della politica monetaria all&#8217;economia reale, cioè alle famiglie e alle imprese, sa essere complesso e a tratti tortuoso.<br />
Sull&#8217;ultimo anello della catena, quello produttivo, si stanno ancora scaricando tutti gli effetti della bufera finanziaria ed economica.<br />
L&#8217;impennata degli spread sui mutui di nuova erogazione per le famiglie e i tassi quasi proibitivi a cui certe imprese possono ottenere i finanziamenti sono al tempo stesso la parte più evidente di un “credit crunch” che ormai è impossibile da negare e un problema difficile da risolvere a breve, con buona pace dello spread (sul Bund) che scende.</p>
<p style="text-align: right;">Carlo Di Stanislao</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.improntalaquila.org/2012/02/08/articolo34169/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Riflessioni dal gelo</title>
		<link>http://www.improntalaquila.org/2012/02/08/articolo34148/</link>
		<comments>http://www.improntalaquila.org/2012/02/08/articolo34148/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 08 Feb 2012 10:20:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Attualita']]></category>
		<category><![CDATA[L'Opinione]]></category>
		<category><![CDATA[TOP]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.improntalaquila.org/?p=34148</guid>
		<description><![CDATA[Alessandro Magno non sciolse il &#8220;nodo&#8221; che si trovava sul carro di Gordio,  ma decise di tagliarlo con un colpo di spada. Io credo che la scienza in molti casi non sia riuscita a sciogliere i &#8220;nodi&#8221; che riguardano il senso del mondo e della Natura, ma li abbia semplicemente [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Alessandro Magno non sciolse il &#8220;nodo&#8221; che si trovava sul carro di Gordio,  ma decise di tagliarlo con un colpo di spada.</p>
<p>Io credo che la scienza in molti casi non sia riuscita a sciogliere i &#8220;nodi&#8221; che riguardano il senso del mondo e della Natura, ma li abbia semplicemente tagliati.</p>
<p>L’uomo aggira i problemi scientifici irrisolti semplicemente cambiando modi e strumenti di ricerca.</p>
<p>Se il &#8220;limite&#8221; interno a una disciplina persiste o si mostra invalicabile, si sposta il problema scientifico, lo si modifica, oppure si ridefinisce la disciplina in oggetto. Da questo punto di vista la scienza ha sempre mostrato una infantile componente aggressiva.</p>
<p>Trentasette anni fa Spielberg, con “Lo squalo”, ci fece prendere coscienza che la natura può, in ogni momento, superare l’uomo e sconvolgerne tranquillità e sicurezze.</p>
<p>Poco meno di tre anni fa, il terremoto de L’Aquila, ci ha “marchiato” in questa convinzione.</p>
<p>Ed anche adesso, il gelo che ha colpito tutta l’Europa (ed inopinatamente una parte dell’Africa), ci dice che l’uomo è impotente di fronte alla natura, anche quanto questa annuncia le sue manifestazioni.</p>
<p>Il gelo che viene dal Nord, sospinto da robusti venti siberiani e che  ha paralizzato con solo l’Italia, ma l’Europa dell’Est  e l’Inghilterra, ci dice non solo che siamo impreparati, ma anche che la natura va guardata con maggiore rispetto.</p>
<p>Davanti allo spettacolo terribile del terremoto di Lisbona, che il 1° novembre 1755 uccise dalle sessantamila alle novantamila persone, almeno un quarto degli abitanti di quella città, l&#8217;illuminista Voltaire arrivò a mettere in dubbio la provvidenza divina e il filosofo Immanuel Kant, il padre del razionalismo moderno, mise in guardia contro i peccati di orgoglio.</p>
<p>Ora, di fronte a Nazioni in cui il freddo polare e le abbondanti nevicate da un cielo basso ed inclemente hanno paralizzato tutto, dovremmo riflettere non solo sui mezzi da mettere a disposizione della Protezione Civile e dei Comuni (rinunciando magari a carri armati ed aeri supermoderni), ma anche sul nostro orgoglio di uomini illusi che tutto può essere previsto, modellato e piegato.</p>
<p>Va preso atto, come ha scritto già due anni fa Nicola Cabibbo, che viviamo in un mondo che può dare sorprese a tutti i livelli: dai fenomeni singolari come quello partito dall&#8217;Islanda, davanti al quale la scienza può  ben poco, agli eventi come frane, terremoti e nevicate, che ci colgono quasi sempre impreparati.</p>
<p>“Viviamo in mezzo a lei, e le siamo stranieri; agiamo continuamente su di lei e non abbiamo su di lei nessun potere; costruisce sempre e sempre distrugge; come fa oggi potrà fare sempre”. In questo modo J.W.Goethe rifletteva sulla natura due secoli fa.</p>
<p>Nulla è cambiato: e l&#8217;immensa forza della natura; infinita,eterna imprevedibile sovrana che tutto crea e violentemente abbatte in pochi istanti, distrugge gli uomini, sue creature e sudditi infedeli.</p>
<p>Da sempre l&#8217;uomo canta e loda la sua immensa bellezza, l&#8217;incontro tra armonia e perfezione assoluta; i nostri occhi brillano davanti ai suoi meravigliosi colori e le sue molteplici forme affascinano noi esseri umani avidi di conoscenza.</p>
<p>La osserviamo nei minimi dettagli, la studiamo, la sfruttiamo ma alla fine siamo tutti dannati che insieme ad Ulisse scontiamo la nostra pena nell&#8217;inferno dantesco.</p>
<p>Colpevoli di un&#8217;inesauribile sete di conoscenza e di potere.</p>
<p>Scrivono i sociologi che l&#8217;uomo è per natura  ribelle, va contro tutto ciò che limita l&#8217;esplicazione di se stesso, e il desiderio di fuggire il consueto e la norma; di andare sempre oltre, di raggiungere l&#8217;assoluto pur sapendo che ciò è impossibile e lo porta ad un&#8217;impennarsi titanico contro forze a lui molto superiori.</p>
<p>Con toni altezzosi e di superbia affermiamo di conoscere la Natura in tutte le sue forme, poi con sgomento e incredulità guardiamo la sua immensa furia scatenarsi su di noi.</p>
<p>Duemila anni fa Pompei e Ercolano scomparvero sotto le ceneri del Vesuvio. Plinio racconta:”era una giornata come tante altre, improvvisamente il cielo si oscurò e una pioggia di cenere ardente si abbatté sulla città. La gente urlava, scappava mentre i loro volti venivano sfregiati dalla cenere ardente” Dopo secoli di silenzio i loro corpi sono riemersi dalla stessa terra che quel giorno li aveva traditi: i loro volti sofferenti e i loro sguardi bloccati a quell&#8217;istante rievocano l&#8217;impotenza dell&#8217;uomo su un evento cosi grande e maestoso.</p>
<p>Il comportamento umano ha sempre mostrato una forte preponderanza verso l&#8217;idea che il caso non esista e che gli eventi siano la conseguenza di una serie di cause.</p>
<p>Tuttalpiù ci si è messi a discutere sulla natura di queste cause,  se avesse senso o meno effettuare una danza della pioggia e quanto senso avesse rispetto a calcolare la probabilità che domani piova in base ad una serie di altri fattori, che siano le condizioni climatiche registrate in quel giorno negli anni precedenti, o lo stato climatico del pianeta nel suo insieme oggi.</p>
<p>In linea di massima siamo tutti convinti che conoscendo in maniera sufficientemente precisa un dato sistema saremmo in grado di prevederne lo sviluppo (il futuro) con altrettanta &#8211; e quindi sufficiente &#8211; precisione.<br />
In effetti questo concetto non è mai stato negato.</p>
<p>Semmai viene negata, o messa fortemente in dubbio, la possibilità di conoscere con sufficiente precisione un determinato sistema e quindi, alla fin fine, la possibilità di fare previsioni se non accurate, almeno sensate o utili ai propri fini.</p>
<p>Ma la natura, continuamente, scombussola con la sua imprevedibilità la funzione lineare di causa ed effetto, togliendo all’uomo ogni sicumera certezza.</p>
<p>’idea metafisica di una concatenazione rigorosa di principi che possano spiegare il passaggio dall’Uno (principio della realtà secondo Plotino, e prima ancora nel Parmenide di Platone) alla molteplicità del mondo dell’esperienza era stata sviluppata nella filosofia tardo-antica da Proclo, che nei suoi Elementi di teologia aveva distinto quattro ordini di realtà, ciascuno dei quali è fondante per il successivo: l’Uno, l’Intelletto, l’Anima e la Natura corporea, la cui concatenazione è definita dal termine di ‘emanazione’. La filosofia procliana, i cui echi si avvertono nella concezione dello pseudo-Dionigi riguardo al rapporto fra energie divine e mondo delle creature, era stata, nella civiltà bizantina, il fondamento dell’interpretazione neoplatonica di Aristotele e aveva consentito l’innesto di influssi orientali nel pensiero di autori come Michele Psello e Isacco Sebastocratore (XII sec.); fra i primi filosofi islamici, nel circolo raccolto attorno ad al-Kindi, sui testi procliani e plotiniani si era ampiamente lavorato ricavandone, attraverso compendi e compilazioni, testi fondamentali per l’insegnamento filosofico, che vennero in seguito tradotti in latino con l’attribuzione ad Aristotele.</p>
<p>Ed oggi, dopo tanti secoli, tanta storia e tanta scienza, siamo, come <em>nel Liber de causis</em> e la <em>Theologia Aristotelis</em>, a procedere solo per aforismi e frasi fatte, continuamente smentite dagli eventi.</p>
<p>Insomma, io credo che, la concezione della scienza come sapere sperimentale-matematico, intersoggettivamente valido, avente come scopo la conoscenza progressiva<strong> </strong>del mondo ed il dominio<strong> </strong>su di esso da parte dell&#8217;uomo, trovi il suo più acuto fallimento, in tutti i disastri naturali, improvvisi o annunciati.</p>
<p>In verità come dice Kuhn, “la scienza non produce verità definitive e <em>non c&#8217;è progresso verso qualcosa, bensì a partire da qualcosa</em> e, nello specifico, a partire da un maggio rispetto della natura e dei suoi “furenti” messaggi.</p>
<p>I rapporti dell’uomo occidentale con la natura , se e quando ancora esistono , sono pervasi dall’ideologia del “macchinismo” .  Se la natura non è ancora completamente una macchina , essa è comunque a disposizione dell’uomo , è il serbatoio illimitato che contiene tutto il carburante necessario all’alimentazione del motore umano .</p>
<p>E allora ecco che sullo scenario della storia occidentale pretesa universale e valida per tutti da Occidente ad Oriente si profila e si staglia , giganteggiando e monopolizzando la piazza , un uomo che , credutosi onnipotente , si rivela poi del tutto impotente a capire e a fronteggiare le repentine e impreviste catastrofi , rivelandosi più fragile e spaurito di un topolino .</p>
<p>Allora la Storia dell’occidentale si accorge che qualcosa nel suo schema non funziona , che qualcosa nella sua macchina si è inceppato , che la storia non è un “semplice prodotto” dell’uomo , che l’uomo deve fare i conti con un oste imprevedibile , la Natura , che non si piega facilmente alle richieste “disumane” dell’essere umano , anzi reagisce , rimescola le carte sul tavolo della storia e rilancia all’infinito i dadi della sorte .</p>
<p>Non so se questa è la lezione del terzo Millennio che la storia e la scuola degli occidentali deve far propria . Ma se non si prende atto che ad Oriente sta nascendo qualcosa di nuovo che ci costringe a rivedere tutta la nostra visione del mondo , rischiamo un giorno non tanto lontano di risvegliarci in un mondo estraneo,  senza nemmeno la possibilità di comprenderlo .</p>
<p>Come ha detto il filosofo della scienza Giulio Goriello, ogni essere vivente cerca di modificare il proprio ambiente. I castori, per esempio, modificano il corso dei fiumi.</p>
<p>Ma l’uomo esprime una volontà di conquista della natura molto più ambiziosa di qualunque altro animale, estendendo il proprio intervento fin dove può.</p>
<p>Si pensi all’intera storia delle conquiste spaziali. È difficile spiegarne le ragioni. Si può solo dire che quest’ambizione é per l’uomo una condanna e al contempo un privilegio.</p>
<p>Il privilegio gli é stato dato da Dio, come è scritto nel Libro della <em>Genesi</em> dell’<em>Antico</em> <em>Testamento</em> in cui il Signore incarica Adamo di &#8220;nominare tutti gli animali e tutte le piante&#8221;. L’esegesi biblica e una esatta traduzione dall’ebraico indicano che Adamo, e pertanto l’uomo, sia considerato il &#8220;custode&#8221; della natura e non il suo &#8220;dominatore&#8221;.</p>
<p>Di conseguenza l’uomo deve considerarsi il responsabile di tutte le creature che abitano la terra, l’acqua e l’aria, e di tutto l’ambiente che lo circonda. L’uomo quindi é anche responsabile di ciò che fa all’ambiente. Nel suo rapporto con la natura l’uomo non può e non deve essere un prevaricatore. In caso contrario la natura &#8220;si vendica&#8221;.</p>
<p>In definitiva, non credo che si debba diventare &#8220;agnostici&#8221;, perché certamente la natura possiede già in sé i caratteri più adatti alla sopravvivenza delle specie e i criteri di &#8220;selezione naturale&#8221; a somiglianza di quella artificiale prodotta dall’uomo.</p>
<p>La &#8220;grande forza della natura&#8221; ha prodotto quella teoria delle &#8220;variazioni fortuite&#8221; secondo la quale i caratteri della specie variano a seconda dell’insorgere &#8220;casuale&#8221; di differenze negli individui, differenze che soggiacciono al verdetto dell’ambiente, e per &#8220;caso&#8221; intendendo non il &#8220;disordine&#8221;, ma l’azione meccanica delle circostanze e del tempo.</p>
<p>Questa é in linea di massima la teoria &#8220;evoluzionistica&#8221;, che nega la fondatezza di ogni concezione finalistica e soprannaturale dei fenomeni biologici, tanto che per essa il suo enunciatore Charles Darwin vide più volte sé stesso nei panni di un &#8220;cappellano del diavolo&#8221;. Attualmente l’uomo riesce a controllare i meccanismi di riproduzione del vivente.</p>
<p>ll vivente pertanto é diventato tecnicamente riproducibile.</p>
<p>Ancora oggi molti chimici e fisici sostengono che, proprio perché la scienza e la tecnica progrediscono a passi di gigante, l’uomo deve continuare a credere in un Dio che dia un senso alla ricerca umana della verità.</p>
<p>Certamente l’apporto della tecnica é essenziale a cambiare le nostre vite, seppure modesto apparentemente, e comunque &#8220;artificiale&#8221;.</p>
<p>Ma altrettanto certamente va ricordato Cartesio che nelle “Meditazioni Metafisiche” annota: “<em>Le dimostrazioni della verità intrinseca delle proposizioni matematiche, della distinzione reale tra l&#8217;anima e il corpo, e, finalmente, dell&#8217;esistenza reale delle cose materiali al di fuori di noi, sono tutte fondate sull&#8217;unico argomento che, in caso contrario, Dio c&#8217;ingannerebbe</em>”.</p>
<p style="text-align: right;">Carlo Di Stanislao</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.improntalaquila.org/2012/02/08/articolo34148/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Massacri continui in Siria</title>
		<link>http://www.improntalaquila.org/2012/02/06/articolo34034/</link>
		<comments>http://www.improntalaquila.org/2012/02/06/articolo34034/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 06 Feb 2012 15:04:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Attualita']]></category>
		<category><![CDATA[Esteri]]></category>
		<category><![CDATA[L'Opinione]]></category>
		<category><![CDATA[TOP2]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.improntalaquila.org/?p=34034</guid>
		<description><![CDATA[Mentre la Lega araba fa sapere che proseguirà i suoi sforzi per risolvere la crisi siriana malgrado il nulla di fatto al Consiglio di Sicurezza dell’Onu, la Russia difende la scelta di mettere il veto.  E bollando come &#8220;isterica&#8221; la condanna unanime dell&#8217;Occidente al veto posto sabato al Palazzo di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Mentre la Lega araba fa sapere che proseguirà i suoi sforzi per risolvere la crisi siriana malgrado il nulla di fatto al Consiglio di Sicurezza dell’Onu, la Russia difende la scelta di mettere il veto.  E bollando come &#8220;isterica&#8221; la condanna unanime dell&#8217;Occidente al veto posto sabato al Palazzo di Vetro da Mosca e da Pechino sull&#8217;ultima bozza di risoluzione Onu contro il regime in Siria. &#8220;Direi che alcuni commenti dall&#8217;Occidente sul voto al Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite&#8221;, ha commentato il ministro degli Esteri russo, Serghei Lavrov, &#8220;sono indecenti e rasentano l&#8217;isteria&#8221;.<br />
Parlando dopo un incontro con il ministro degli Esteri del Bahrein a Mosca, Lavrov ha ribadito che la Russia sta facendo pressione sul presidente siriano Bashar el-Assad perche&#8217; attui riforme democratiche, e ha rifiutato di anticipare quale messaggio portera&#8217; domani a Damasco, dove e&#8217; atteso in visita insieme al responsabile dell&#8217;intelligence per l&#8217;estero, Mikhail Fradkov.<br />
Mosca è un vecchio allato del governo di Bashar al-Assad e martedì a Damasco arriverà il ministro degli Esteri russo, Serghei Lavrov insieme al capo dei servizi segreti per l’estero (Svr) Mikhail Fradkov. I due vedranno Assad e ricercheranno una soluzione alla crisi in atto, ha riferito Gatilov senza fornire dettagli.<br />
La diplomazia USA si è detta “indignata”, quella italiana “costernata”, ma intanto nel Paese Medio-Orientale sono ricominciati i bombardamenti contro i quartieri di Homs, bastione della rivolta contro il regime di Bashar al-Assad nel centro della Siria, con almeno 39 le vittime accertate.<br />
Le tv arabe hanno mostrato immagini in diretta dalla città, con colonne di fumo che si levano in cielo.<br />
Il bombardamento sarebbe proseguito per ore, con palazzi in fiamme e altri edifici distrutti. Accanto ai morti si conterebbero centinaia di feriti. Non è chiaro per quale ragione le forze armate governative avrebbero aperto il fuoco contro queste case di Homs in modo così massiccio e devastante.<br />
Nella notte tra venerdì e sabato, oltre 230 civili erano stati uccisi a Homs dall&#8217;esercito di Assad e l’opposizione si sta attuando ora un vero e proprio “massacro”.<br />
Sabato gli USA hanno ritirato da Damasco la loro delegazione diplomatica e oggi il New York Times spiega che Washington potrebbe consegnare armi ai ribelli, anche se il presidente Barack Obama, preoccupato dei sondaggi e dei molti teatri di guerra in cuyi gli Usa sono impegnati, spiega che la crisi va risolta senza intervento militare esterno.<br />
Lo scorso 6 febbraio, l&#8217;Inviato speciale del ministro degli Esteri per il Medio oriente e il Mediterraneo, Maurizio Massari, ha avuto colloqui ad Ankara, per convincere in governo turco ad un intervento coordinato con Roma, per tentare di far ripartire il processo politico in Siria.<br />
Massari ha riferito all’ANSA, di aver avuto colloqui con i principali esponenti del ministero degli Esteri turco che si occupano di Medio oriente, Primavere arabe e maggiori crisi del momento, come quella siriana.</p>
<p>&#8221;Riteniamo che la Turchia sia un player assolutamente centrale in tutta la regione&#8221;, ha detto l&#8217;inviato del ministro Giulio Terzi, aggiungendo che il ruolo turco e&#8217; molto &#8221;cresciuto a seguito degli eventi dell&#8217;ultimo anno e quindi abbiamo interesse e volonta&#8217; di stabilire un raccordo molto stretto per condividere valutazioni e opzioni politiche&#8221;.<br />
&#8221;Il messaggio e&#8217; stato ben recepito&#8221;, ha aggiunto Massari sottolineando che &#8221;c&#8217;e&#8217; un interesse anche da parte turca a raccordarsi strettamente con noi e ad avere frequenti e regolari scambi&#8221;. Nei colloqui, ha detto, si e&#8217; parlato &#8221;dell&#8217;evoluzione nell&#8217;intera regione, dalla Tunisia al Marocco, all&#8217;Egitto, alla Libia&#8221;, e delle &#8221;transizioni democratiche in questi paesi&#8221; dove sia Italia che Turchia hanno &#8221;interessi e un ruolo molto importante da giocare&#8221;.<br />
Occasioni per affrontare questi temi, fra l&#8217;altro, saranno il Foromed che si svolgera&#8217; a Roma il 20 febbraio, cui la Turchia e&#8217; stata invitata, ed il forum che si terra&#8217; ad Ankara il 2-3 marzo organizzato dall&#8217;Aspen institute.<br />
Ma intanto il massacro in Siria continua e con decine di vittime ogni giorno.<br />
Formalmente la Siria è una repubblica retta dal gruppo etnico-religioso degli alauiti, al cui vertice è dal 1970 la famiglia Asad, titolare della Presidenza della Repubblica in forma ormai ereditaria; attualmente la carica è ricoperta da Bashar al-Asad.<br />
Il Presidente è anche segretario generale del partito Baʿth e capo del Fronte Progressista Nazionale, alleanza di 10 partiti legali egemonizzata dal Baʿth. I suoi poteri, già enormi ai sensi della Costituzione del 1973, sono ulteriormente aumentati dal fatto che dal 1963 (data della presa del potere da parte del Bath) è in vigore la legge marziale. Bashar al-Asad ha allentato la repressione dei dissidenti ma ha messo in chiaro che la sua priorità è lo sviluppo economico, e non la liberalizzazione politica.</p>
<p style="text-align: right;">Carlo Di Stanislao</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.improntalaquila.org/2012/02/06/articolo34034/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Farla franca in un’ Italia di furbi disilLusi</title>
		<link>http://www.improntalaquila.org/2012/02/06/articolo34031/</link>
		<comments>http://www.improntalaquila.org/2012/02/06/articolo34031/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 06 Feb 2012 13:43:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Attualita']]></category>
		<category><![CDATA[L'Opinione]]></category>
		<category><![CDATA[Top 2]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.improntalaquila.org/?p=34031</guid>
		<description><![CDATA[Dopo la P3, la P4, l’affare Scajola e quello  Penati, è arrivato il caso Lusi ad allargare le critiche al sistema dei partiti, con una delusione degli italiani verso la politica, che tocca il record del  56%. Quindi, più di un italiano su due la pensa come Cacciari,  che su  In [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Dopo la P3, la P4, l’affare Scajola e quello  Penati, è arrivato il caso Lusi ad allargare le critiche al sistema dei partiti, con una delusione degli italiani verso la politica, che tocca il record del  56%. Quindi, più di un italiano su due la pensa come Cacciari,  che su  <em>In Onda</em>,  sabato pomeriggio,  ha detto che  il problema è a monte e riguarda il fiume di denaro, con controlli laschi o nulli, che piovono ai partiti, nonostante un referendum  disatteso che si era espresso sul finanziamento pubblico dei partiti  in modo negativo.</p>
<p>L’incredibile flusso di denaro ai partiti (si calcola più di un miliardo di euro negli ultimi dieci anni), è alla base, secondo i più, di atteggiamenti fraudolenti come, ad esempio, è successo per la Lega, che ha investito investite pericolosamente le sue quote in paradisi fiscali.</p>
<p>Trattandosi di soldi pubblici lo stupore e l&#8217;indignazione sono comprensibili, specie in un periodo in cui tutti sono chiamati a fare sacrifici.</p>
<p>Come scrive  Renato Mannheimer su La Stampa, i sondaggi attuali dimostrano che l’italiano medio non si non si limita a desiderare solo una riallocazione o un mutamento di facciata delle forze politiche che oggi conosciamo; ma richiede, invece,  una vera e profonda revisione nei comportamenti e negli atteggiamenti verso lo Stato e i cittadini.</p>
<p>Pena l&#8217;ulteriore crescita della disaffezione dalla politica e della astensione potenziale che, come si sa, oggi coinvolge addirittura quasi metà degli elettori.</p>
<p>In questo clima esce il libro edito da Longanesi “Farla Franca”, scritto dal magistrato del pool di “Mani Pulite” Gerardo Colombo, con il giornalista Franco Marzoli, in cui, a venti anni dalle indagini che portarono alla luce un sistema di corruzione, concussione e finanziamento illecito ai partiti ai livelli più alti, ci dice che nulla è davvero cambiato, anzi.</p>
<p>Allora, furono coinvolti ministri, deputati, senatori, imprenditori, perfino ex presidenti del Consiglio e i reati scoperti dalle inchieste condotte da un pool della procura della Repubblica di Milano suscitarono una grande indignazione nell’opinione pubblica e di fatto rivoluzionarono la scena politica italiana.</p>
<p>Partiti storici come la Democrazia Cristiana, il Partito Socialista Italiano, il Psdi, il Pli sparirono o furono fortemente ridimensionati.<br />
Ma oggi, le cose, sono forse addirittura peggiori.</p>
<p>Sullo sfondo del racconto, basato  sui retroscena delle indagini di Mani pulite  e P2, sottolineandone effetti, limiti e aspettative mancate, l’incapacità italiana di far rispettare l’articolo 3 della Costituzione, che vuole tutti i cittadini uguali di fronte alla legge, per cui, da Noi, ancora oggi, per alcuni “farla franca” è ancora davvero molto facile.</p>
<p>Come già nel precedente “il peso della libertà”, Gerardo Colombo ci costringe a ripensare, come fa Fëdor Dpstoevskij ne nei “Fratelli Karamazov, a “Il grande inquisitore”,  che non può cambiare mentalità, in quanto privo di intimo e probo senso di libertà.</p>
<p>Le sorti della politica italiana sembrano passare molto spesso, di recente almeno, attraverso la figura del “Grande Inquisitore.</p>
<p>L’anno prima di Gerardo Colombo,  cioè nel 2009, era stato Gustavo Zagrebelsky a dedicarvi un suo saggio. Poi,  lo scorso anno, Franco Cassano, con <em>L’umiltà del male</em>, parte proprio da lì, dall’enigma posto dal discorso del “Grande Inquisitor per ovesciare subito il piano della riflessione, smontando la semplicistica distinzione manichea fra bene e male.<br />
Nel suo libro, nella Siviglia del Cinquecento, l’Inquisitore fa arrestare Cristo, appena tornato sulla terra e si reca a far visita al prigioniero.</p>
<p>In realtà, il suo è un lungo monologo, in cui rinfaccia al Nazareno che la sua perfezione non è in grado di cogliere e addirittura sobillare la debolezza dell’animo umano. Il suo rigore è per i santi, non per l’imperfezione del mondo.</p>
<p>Il potere temporale, al contrario, è divenuto tale proprio perché ha permesso a tutti di peccare.</p>
<p>Un ragionamento certo pericoloso, che ricorda la superba prova di Dustin Offman in “Giovanna d’Arco” di Luc Besson, ma anche un salvifico  paradosso, per chi vuole operare per l’emancipazione dei più rifiutando quel “narcisismo etico” che vede come necessario, per chi voglia evitare che molti cadano nel baratro, bearsi  della propria diversità, insistendo con la retorica delle minoranze pure e incontaminate e, così facendo, facendosi casta, proprio nel momento in cui ci si dovrebbe opporre alle Caste vere .</p>
<p>Discorso che ben si adatta, ad esempio, alla attuale sinistra italiana, che ignora e vuole ignorare i motivi che provengono da autori che cita, ma che non conosce: da Dostoevskij a Primo Levi, da Adorno a Horkheimer e continua a non voler smantellare quelle rendite di potere su cui si basano anche i suoi partiti, senza alcun reale confronto con le ansie e le paure della attuale società. Una sinistra che non ha mai saputo comprendere che “l’avversario” non è né solo Bossi, né solo Berlusconi, anche se sono stati grandi interpreti della “zona grigia” italiana.</p>
<p>E neanche, andando indietro nel tempo, quell’avversario può essere l’Andreotti ritratto da Sorrentino.</p>
<p>Il suo volto di oggi può essere e intravisto nelle enormi concentrazioni di potere economico e nei mezzi di comunicazione di cui spesso si dispone, ma anche in una amministrazione dei soldi pubblici priva di ogni regola e disciplina. La necessità di uscire dal degrado civico è impellente,  ma il cambio di mentalità è faccenda di lunga durata: una combinazione creativa di realismo e utopia ma che,in sede politica, non trova ancora personalità capaci di convertire il bisogno in diritto e l’illegalità in deprivazione sociale.</p>
<p>Ed anche in campo sociale e nella vita personale di ciascuno, stenta, purtroppo,  a prendere piede, in un’Italia in cui ciascuno crede di essere più furbo se non paga né tasse né abbonanamento televisivo, parcheggia in doppia fila e si guarda bene dal pagare il tram.</p>
<p style="text-align: right;">Carlo Di Stanislao</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.improntalaquila.org/2012/02/06/articolo34031/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Addio Ben</title>
		<link>http://www.improntalaquila.org/2012/02/06/articolo34007/</link>
		<comments>http://www.improntalaquila.org/2012/02/06/articolo34007/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 06 Feb 2012 11:53:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Attualita']]></category>
		<category><![CDATA[TOP2]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.improntalaquila.org/?p=34007</guid>
		<description><![CDATA[E’ morto lo scorso venerdì, nella sua New York, a 81 anni, divorato da un cancro pancreatico e amorevolmente assistito, sino al’ultimo ,dalla terza moglie Elke e dalla unica  figlia Elizabeth. Ben Gazarra, nato nel ’32 da immigrati siciliani, entrato giovanissimo all&#8217;Actor&#8217;s Studio, scelto da Elia Kazan per “La gatta [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>E’ morto lo scorso venerdì, nella sua New York, a 81 anni, divorato da un cancro pancreatico e amorevolmente assistito, sino al’ultimo ,dalla terza moglie Elke e dalla unica  figlia Elizabeth.</p>
<p>Ben Gazarra, nato nel ’32 da immigrati siciliani, entrato giovanissimo all&#8217;Actor&#8217;s Studio, scelto da Elia Kazan per “La gatta sul tetto che scotta” a teatro (sullo schermo gli fu preferito Paul Newman), aveva iniziato  la sua carriera al cinema nel 1957, con <em>Un uomo sbagliato</em> di Jack Garfein, per poi interpretare <em>A</em><em>tomia di un omicidio</em>  (1959), di Otto Preminger, essere scelto da Monicelli per <em>Risate di gioia</em> con Totò e Anna Magnani e tornare in America, dove, dopo una lunga pausa, fu scelto per <em>lI ponte di Remagen</em> (1969), di John Guillermin.</p>
<p>Intensa ed importante, negli anni ’70, la sua collaborazione con l’inseparabile amico John Cassavetes, con cui realizzerà  le sue interpretazioni più interessanti: <em>Mariti </em><em>(</em>1970), <em>L&#8217;assassinio di un allibratore cinese</em> e <em>La sera della prima</em> (1977).</p>
<p>In Italia celebre è la sua interpretazione nel ruolo del boss mafioso ispirato a Raffaele Cutolo detto &#8216;O Professore &#8216;e Vesuviano, nel film <em>Il Camorrista</em>, che segna l&#8217;esordio alla regia di Giuseppe Tornatore,  nel 1986.</p>
<p>Due anni dopo, lo vediamo nel ruolo di Don Bosco,  nell&#8217;omonimo film di Leandro Castellani.</p>
<p>Dopo aver girato 38 film negli anni ‘90, aveva ridotto notevolmente le proprie apparizioni, pur continuando con indimenticabili cammei, come  ne <em>Il grande Lebowski</em> dei fratelli Coen (1998),  <em>Buffalo &#8217;66 </em>(1998) di Vincent Gallo, <em>Illuminata</em> (1998) di John  Turturro e <em>S.O.S. Summer of Sam &#8211; Panico a New York</em> (1999) di Spike Lee</p>
<p>Nel 2003 ancora una grande prova, nel complesso <em>Dogville </em>di Lars Von Trier e cinque anni dopo, una supeba interpretazione in “Eve”, unica regia, per ora, di Natalie Portman.</p>
<p>E’ stato definito il “duro più dolce di Hollywood”, con il suo sguardo liquido e limpido,  reso possibile dagli occhi azzurri che sapevano diventare di ghiaccio per recitare la parte del &#8220;bad guy&#8221;, il sorriso amaro con un retrogusto costante di malinconia, i movimenti lenti con mani sensibili e dalla gestualità tipicamente mediterranea.</p>
<p>Biagio Anthony, questo il suo nome di battesimo,  in 60 anni di carriera, non ha mai interpretato un personaggio in cui non credesse, a dispetto di quanto richiesto dal pubblico.</p>
<p>Cresciuto nella violenza urbana di East side di New York, iscritto di forza dai genitori a scuola e poi all&#8217;università di ingegneria nella speranza, tutta da immigrati, che potesse riscattare il sudore dei padri, mai laureato e mai completamente statunitense o italiano, anche se ha firmato una solo regia (“Un uomo  da salvare”),  è stato considerato ispiratore e maestro di grandi Autori come Peter Bogdanovich, David Mamet, Todd Solondz e i più recenti Vincent Gallo e John Turturro.</p>
<p>In Italia è stato diretto, oltre che da Monicelli, Tornatore e Castellani,   anche da Pasquale Festa Campanile, Valentino Orsini, Alberto Bevilacqua e Giuliano Montaldo, fino al Samperi della terza serie de “L’onore e il rispetto” del 2009, nei panni del duro mafioso <strong>Fred Di Venanzio, dove mescola la complessità del tenente corrotto del film di Preminger, alle sfumature oscure di Tornatore e di Marco Ferreri.</strong></p>
<p><strong>Quest’anno, durante la X edizione del </strong> Salento Finibus Terrae, che si svolgerà a Lecce dal 26 luglio al 4 agosto, il curatore Romeo Conte, ha deciso che dedicherà una retrospettiva a Ben Gazzara, un grande attore che non ha mai avuto gli atteggiamenti di un divo e che, oltre ad amare il cinema, ha sempre amato l’Italia ed il suo Sud, in particolare.</p>
<p>In occasione dell’omaggio speriamo di poter vedere l&#8217;ultimo film di Ben, ancora inedito in Italia, intitolato &#8216;Ristabbanna&#8217; (nel dialetto di Marsala &#8220;proprio qui&#8221;), opera prima di Gianni Cardillo e Daniele De Plano, tratto dal corto superpremiato &#8216;Regalo di Natale&#8217;, prodotto dalla Fastrewind di Francesco Tagliabue, dove l&#8217;anziano attore  e&#8217; un pescatore siciliano che viene raccontato con dei flashback, a partire dal suo funerale e fa da filo conduttore del racconto che vede in ritorno nel paese della nipote (Tiziana Lodato), una bella ragazza partita per l&#8217;America per fare l&#8217;attrice.</p>
<p>A lei, nel corto vincitore di Nastro d&#8217;Argento e candidato ai David, il pescatore voleva inviare un videomessaggio che, per contenuto e stile, può dirsi l’epitaffio che Gazarra fa a se stesso e alla vita.</p>
<p>Ben Gazzara se n&#8217;e&#8217; andato senza la soddisfazione di vedere uscire in sala questo suo ultimo film che, malgrado abbia riscosso successo in diversi festival stranieri (tra cui il prestigioso &#8216;Shanghai&#8217;, il piu&#8217; importante d&#8217;Asia), non e&#8217; stato preso in considerazione da quelli italiani e, come accade spesso alle opere prime, ha difficolta&#8217; a trovare una distribuzione.</p>
<p>Inviteremo l’amico Tonino Valeri ad inserirlo nella prossima edizione del Roseto Film Festival Opera Prima, in mondo da renderlo fruibile anche da pubblico abruzzese, magari affiancando l’omaggio con un paio di vecchie pellicole del grande attore, conservate dalla Cineteca della Lanterna Magica de L’Aquila.<br />
Io direi, “Mariti” e “Il camorrista”.</p>
<p>Carlo Di Stanislao</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.improntalaquila.org/2012/02/06/articolo34007/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Artist vs Hugo</title>
		<link>http://www.improntalaquila.org/2012/02/04/articolo33948/</link>
		<comments>http://www.improntalaquila.org/2012/02/04/articolo33948/#comments</comments>
		<pubDate>Sat, 04 Feb 2012 16:19:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Attualita']]></category>
		<category><![CDATA[Cultura e Spettacolo]]></category>
		<category><![CDATA[L'Opinione]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.improntalaquila.org/?p=33948</guid>
		<description><![CDATA[ Si sono già scontrati a metà gennaio, ai Golden Globe ed il francese ha prevalso, ma a Scorsese è andato il premio per la migliore regia. E si affronteranno ancora il 26 febbraio, al Kodak Theatre di Los Angeles,  nella notte degli Oscar, con il l’americano in pole-position, con una [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em> </em>Si sono già scontrati a metà gennaio, ai Golden Globe ed il francese ha prevalso, ma a Scorsese è andato il premio per la migliore regia. E si affronteranno ancora il 26 febbraio, al Kodak Theatre di Los Angeles,  nella notte degli Oscar, con il l’americano in pole-position, con una nomination in più: ben 11 in totale.</p>
<p>Due film che ci riconciliano col cinema narrante ed incantato, diversi fra loro, ma frutto di un lavoro corale davvero raro al giorno d’oggi.</p>
<p>Seguirne il duello riscalderà il cuore di noi cinefili italiani delusi dal fatto che restano in gara per il tricolore i soliti Dante Ferretti e Francesca Lo schiavo (già premiati nel 2005 per <em>The Aviator</em> e nel 2008 per <em>Sweeney Todd &#8211; Il diabolico barbiere di Fleet Street</em>) ed Enrico Casarosa,  per il cortometraggio d’animazione <em>La Luna</em>, che ai Golden Globe del 2010, con <em>UP</em>, ha fatto guadagnare alla Disney-Pixar il quarto premio consecutivo in quattro anni.</p>
<p>Anche perché sebbene Casarosa sia genovese, a vent’anni si è trasferito a New York per studiare animazione  ed ora vive a Los Angeles e dal 2002 fa parte del gruppo di maghi del disegno dei Pixar Animation Studios. Pertanto e italiano solo per metà.</p>
<p>Così mentre ci immelanconiamo al pensiero che, negli anni ‘70 c’era Bozzetto ed ora più nulla, neanche in questo campo, riusciamo a recuperare un po’ di brio pensando alla sfida fra i due film che più di altri hanno caratterizzato la passata stagione.</p>
<p>Certo vi sono anche <em>The Help</em>, <em>The Descendants</em> (<em>Paradiso amaro</em>), <em>Midnight in Paris</em>, <em>Moneyball</em> (<em>L’arte di vincere</em>), <em>The Tree of Life</em>, <em>War Horse</em>, <em>Extremely Loud &amp; Incredibly Close</em>, ma <em>The Artist</em> ed <em>Hugo</em> hanno qualcosa in più,  che crea il piacere incomunicabile di un film, qual piacere ineffabile che ha ben descritto Castellaneta ne <strong>&#8220;</strong><strong><em>Le donne di una vita</em></strong><strong>&#8220;</strong> (Mondadori, 1993), che fa dire allo scrittore: “<em>Sebbene del cinema conoscesse perfettamente gli inganni e gli artifici, Stefano era tuttavia un consumatore insaziabile. La sua capacità di goderne era rimasta intatta negli anni, sicché ogni volta che nella sala si faceva il buio, sprofondato nella sua poltrona di platea egli provava la sensazione di cominciare un viaggio in qualche territorio dove non era mai stato, a volte con piacere infantile, più sovente rassegnato ad annoiarsi, sapendo che anche un brutto film gli avrebbe regalato qualcosa, perché ogni volta, davanti alle immagine che scorrevano sul grande schermo, la sua inquietudine si placava. Anche il tempo veniva cancellato e con esso gli avvenimenti del mondo esterno,ciò che contava era quello che si svolgeva nella pellicola e dentro la sua mente, era come ritrovar un antico se stesso, una maniera tranquilla di giudicarsi insieme al proprio passato, commisurando le sue personali esperienze alla storia che accadeva sotto i suoi occhi</em>”.</p>
<p>E due incantevoli viaggi sono quelli narrati in <em>The Artist</em> e in <em>Hugo</em>, il primo di un 45enne autore che viene dalla Tv e dalla pubblicità e all’attivo, prima di questo,  aveva un solo lungometraggio, realizzato più di  più di 15 anni fa; il secondo, che è  un maestro riconosciuto e  che ha scritto la storia del cinema di questi ultimi anni.</p>
<p>Dalla premiére mondiale al Festival di Cannes, “The Artist” è divenuto un evento che è riuscito a mettere d&#8217;accordo tutti, dal pubblico più compiacente alla critica più intransigente, un film muto e  in bianco e nero,  ambientato nella sfavillante Hollywood degli anni Venti (1927, per la precisione)m, che ha divertito e commosso le platee di tutto il mondo.</p>
<p>Un film originale e antico, con un racconto indietro nel tempo ma non vetusto (come apparso invece quello di Alenn, in <em>Midnight in Paris</em>), in cui l’autore, Michel Hazanavicius, racconta di un brillante divo del muto (lo straordinario Jean Dujardin, nei guai per accusa di “maschilismo”, dopo la partecipazione ad uno dei sette episodi di “Les infideles”, film francese dedicato all’infedeltà maschile vista da sette registi) che, non rassegnandosi all&#8217;introduzione del sonoro, si vede pian piano marginalizzato dall&#8217;industria, che invece punta tutto su un&#8217;attricetta (la scoppiettante Bérénice Bejo),  che proprio lui aveva scoperto e da cui si sente irrimediabilmente attratto.</p>
<p>Come ha giustamente scritto la sempre acuta Daniela Castelli, come i grandi film che Hollywood non sa più darci, con il loro carico di emozione pura e glamour assoluto, <em>The Artist</em> compie il suo miracolo lasciando lo spettatore contento e stupito, con la voglia, probabilmente, di rivederlo ancora una volta.</p>
<p>In mancanza della voce lo sguardo torna protagonista e il cinema, &#8220;che è diventato piccolo,  come diceva Gloria Swanson, ma qui riacquista le sue giuste dimensioni.</p>
<p>Il film ha vinto di tutto (anche il <strong> </strong><strong>Darryl F. Zanuck</strong> al suo produttore <strong>Thomas Langmann e, a metà dello scorso gennaio, il premio annuale della </strong>London Film Critics Circle) e molto giustamente.</p>
<p>Ma, nella Notte degli Oscar, io credo prevarrà la pellicola di Scorsese, dove la magia dell&#8217;esperienza cinematografica è esplicitata e ribadita ad ogni istante e lo stesso trattamento è riservato al mistero e all&#8217;avventura, fotogramma dopo fotogramma.</p>
<p>Un film non solo su un povero orfano che vive nascosto nella stazione di Paris Montparnase e che si occupa di far funzionare i tanti orologi ferroviari e coltiva il sogno di aggiustare l&#8217;uomo meccanico che conserva nel suo nascondiglio e che rappresenta tutto ciò che gli è rimasto del padre; ma un collage riuscitissimo di tipi umani, immagini di una cartolina animata da un illusionista, innamorato della Settima Arte.</p>
<p>Cominciamo dall’uso del 3D, che nelle mani del regista diventa un potentissimo strumento narrativo e un comunicatore di emozioni (cosa ad esempio inseguita, ma non raggiunta, da Tim Burton in “Alice”), perché è un 3D che entra nella storia e nella psicologia dei personaggi, allo stesso livello di accesso fisico ed emotivo del bambino protagonista, intrufolandosi in cunicoli dove solo un bambino può entrare, stravolgendo le proporzioni del mondo secondo la percezione infantile, esplorando dall’interno gli ingranaggi che Hugo cerca di aggiustare, compreso quello dell’automa che è un vero simbolo dell’uomo novecentesco, per la prima volta disposto ad esporre i propri meccanismi interiori (di qui la nascita della psicoanalisi),  eppure malinconico e oscuramente impenetrabile, nonché dipendente dalla propria emotività, simboleggiata nella storia dalla chiave a forma di cuore,  che sola può metterlo in moto.</p>
<p>E, ancora, altro aspetto fondamentale del film, è l’elogio della dimensione artigianale che va di pari passo con quella tecnologica, a dimostrazione che non molto è cambiato dagli inizi della storia del cinema ad oggi, nonostante tanta (e spesso ingombrante) tecnologia.</p>
<p>Inoltre, dicevamo, la dimensione cinefilia, con un vistoso, commosso ricordo di  tutto il cinema, da quello degli esordi di Georges Méliès al più recente (il <em>David Copperfield</em> di Polanski, l’<em>Amélie</em> di Jeunet e poi  Tim Burton e Terry Gilliam).</p>
<p>E poi, ancora,  un omaggio alla letteratura popolare, in primis i lavori immaginifici di Jules Verne, che Scorsese, i da sempre a cercato di far propri, con i film, con la sua battaglia per il restauro cinematografico, con la invariata passione di archivista, con l’ amore per l’aspetto manuale e meccanico del cinema,  che è  fantasia, ma  fatta anche di bottega e bulloni.</p>
<p>Scorze è il più autentico esempio di artista che concentra la sua attenzione agli elementi materiali del cinema, la loro indagine costruita per accumulazioni e variazioni e che, infine, consente di tornare all’essenziale, alla materica alternanza di luce e buio (si vedano gli scritti di Guido Lombardi su “Filmcritica” del 1971), superando ogni unitile artificio ed ogni barocchismo, senza però rinunciare alla meraviglia e all’incanto.</p>
<p>Come sappiamo, nel corso degli anni,  le industrie cinematografiche, date le specifiche necessità del commercio, hanno prodotto una netta separazione tra regista ed autore cinematografico, quest’ultimo inteso secondo la <em>politique des auteurs</em> della Nouvelle Vague francese.</p>
<p>In molti casi, specie nelle cinematografie di largo consumo, il regista interviene solo nella realizzazione del prodotto filmico, occupandosi della direzione della recitazione degli attori, del taglio delle immagini, della scelta delle inquadrature e dell’illuminazione; è una figura professionale inserita in un contesto più ampio che tiene conto di molte altre professionalità, dal direttore della fotografia all’operatore, dallo scenografo all’attore.</p>
<p>Con Scorsese invece, ora e sempre, il regista è e resta l’autore del film, con una poetica ed una volontà che si rintracciano nella scrittura, interpretazione, collocazione e montaggio.</p>
<p>In definitiva siamo con coloro che affermano che l’ultima fatica di Scorsese supera decisamente il pur superbo film di Michel Hazanavicius,  se non altro per l’omaggio commosso e “pensato” alla magia dei cinema ed alla sua complessità.</p>
<p>Trasposizione di <em>The Invention of Hugo Cabret</em>, romanzo illustrato dell’americano Brian Selznick, costato 170 milioni di dollari, “Hugo” è un film per famiglie che incanta ed induce a pensare e con un cast di tutto rispetto,  dove accanto a un bravissimo Asa Butterfield, nel ruolo del protagonista, spicca la performance di Sacha Baron Cohen, capace di immedesimarsi perfettamente nel personaggio,  in un modo che non pensavamo possibile per il celeberrimo trasformista di “Borat”.</p>
<p>Ma anche questo è possibile al cinema,  se a farlo è un “grande”.</p>
<p style="text-align: right;"><em>Carlo Di Stanislao</em></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.improntalaquila.org/2012/02/04/articolo33948/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>I problemi in corsa di Obama</title>
		<link>http://www.improntalaquila.org/2012/02/04/articolo33936/</link>
		<comments>http://www.improntalaquila.org/2012/02/04/articolo33936/#comments</comments>
		<pubDate>Sat, 04 Feb 2012 12:32:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Esteri]]></category>
		<category><![CDATA[TOP]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.improntalaquila.org/?p=33936</guid>
		<description><![CDATA[Con la sua vittoria in Florida , pare ormai certa la candidatura repubblicana di Mitt Romney contro Obama, nella corsa alla Casa Bianca. E, scrivono alcuni giornali, fra cui Il Fatto Quotidiano da noi, con un deciso sostegno da parte del primo ministro israeliano Benyamin Netanyahu che, secondo lo scrittore [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p align="JUSTIFY">Con la sua vittoria in Florida , pare ormai certa la candidatura repubblicana di Mitt Romney contro Obama, nella corsa alla Casa Bianca.</p>
<p align="JUSTIFY">E, scrivono alcuni giornali, fra cui Il Fatto Quotidiano da noi, con un deciso sostegno da parte del primo ministro israeliano Benyamin Netanyahu che, secondo lo scrittore e giornalista progressista Max Blumenthal, figlio di un consulente di Bill Clinton, si servirà della crisi iraniana per scendere in guerra e favori un clima tale da portare un conservatore come Romney alla presidenza, i problemi per Obama diventano spinosi.</p>
<p align="JUSTIFY">Blumenthal sostiene, come integralmente visibile su blog <span style="color: #0000ff;"><span style="text-decoration: underline;">www.potus2012.it</span></span>, che e’ evidente che un paventato attacco israeliano al’Iran, che secondo alcuni dovrebbe avvenire in primavera, avrebbe conseguenze immediate sulla campagna elettorale.</p>
<p align="JUSTIFY">Ci sarebbero manifestazioni e forti pressioni su Obama, poiché, come ha detto di recente l’economista Nouriel Roubini, una guerra in Iran avrebbe infatti conseguenze drammatiche sull’economia mondiale, e in particolare su quella americana.</p>
<p align="JUSTIFY">L’Altro grosso problema per il presidente uscente è di non essere riuscito imprimere un cambiamento nel punto più nevralgico e delicato, il sistema finanziario.</p>
<p align="JUSTIFY">E’ chiaro che chiunque avrebbe avuto i sudori freddi a cambiare qualcosa di fronte al baratro apertosi con la più grande crisi finanziaria dal ’28.</p>
<p align="JUSTIFY">Ma vedere incaricati in posti chiave le stesse persone, se non responsabili, ma sicuramente colluse col sistema che ha provocato la crisi, lascia basiti e tristi, statunitensi e stranieri.</p>
<p align="JUSTIFY">Ma, in attesa del Super-Martedì (il 6 marzo prossimo), in cui le primarie in 10 Stati potrebbero mettere un punto fermo nella corsa alla nomination, dando la spinta decisiva alla candidatura di Romney che oggi dovrebbe vincere con facilità in Nevada, Obama rifiata grazie al fatto, diramato ieri, che a gennaio l’occupazione è cresciuta a un ritmo addirittura superiore a quello di un dicembre già molto positivo, sconfiggendo le previsioni pessimistiche degli economisti e della stessa Federal Reserve.</p>
<p align="JUSTIFY">Tuttavia, la situazione economica degli Usa resta molto difficile: il bilancio positivo degli ultimi mesi ha consentito di recuperare solo una frazione dei 9 milioni di posti persi con la grande recessione del 2007-2009.</p>
<p align="JUSTIFY">Rimane, poi, il sospetto che questa apparente svolta sia influenzata da fattori momentanei: nel caso di gennaio un clima eccezionalmente mite che non ha bloccato, come negli anni scorsi, le lavorazioni che si svolgono all’aperto.</p>
<p align="JUSTIFY">Un altro dato positivo, oltre alla salita di Wall Street e al’apprezamento del dollaro, è il fatto che la disoccupazione è all’8,3%: il livello più basso dal febbraio 2009, i giorni del suo insediamento alla Casa Bianca.</p>
<p align="JUSTIFY">Ma si tratta sempre di una disoccupazione preoccupante, pari a quella italiana che è monitorata da tutti gli osservatori con forte apprensione.</p>
<p align="JUSTIFY">Anche se dovesse avere ancora vari mesi positivi, resta per Obama il fatto denunciato ieri dal <em>New York Times</em><em> che, dati alla mano, dimostra che è s</em>empre più evidente come <strong>l</strong><strong>a SEC (Security and Exchange Commission)</strong><strong>,</strong> nonostante abbia sguinzagliato decine di ispettori per prevenire le frodi di Wall Street, in realtà<strong> </strong><strong>si sta rivelando timida nelle &#8216;punizioni&#8217;</strong><strong> </strong>e molto magnanima nei perdoni, soprattutto delle grandi banche salvate dal governo che hanno continuato a imbrogliare con informazioni sbagliate i propri investitori.</p>
<p align="JUSTIFY">Colossi come <strong>JP Morgan Chase, Merryl Linch, Morgan Stanley, Wachovia/Wells Fargo</strong><strong> </strong>e molti altri, non solo sono stati beneficiati con vigorose iniezioni di denaro pubblico, ma ora stanno rifacendo miliardi di dollari di profitto e anche se condannate a pagare centinaia di milioni di dollari per il risarcimento delle loro frodi, non sborsano che qualche spiccio.</p>
<p align="JUSTIFY">Infine c’è il problema di una Nazione dove i politici fanno a gara per dichiararsi <strong>cristiani e pro-life</strong>, una Nazione in cui <em>il 92% è credente</em> e <em>il 47% è ormai diventato</em> pro-life (i pro-choice calati al 45%), <em>in particolare giovani</em><em>, con i repubblicani sulle barricate ed i democratici rimasti a guardare. </em></p>
<p align="JUSTIFY"><em>E anche se, dal finire del mese scorso, Obama ha </em>cercato di riconquistare qualche consenso <em>dopo aver obbligato</em>, a partire dall’agosto 2013, le chiese e le associazioni religiose a offrire ai propri dipendenti un’assicurazione sanitaria che contempli i rimborsi per la contraccezione e l’aborto, i cristiani più intransigenti non si dicono convinti.</p>
<p align="JUSTIFY">Anche se i democratici non si fanno capaci che Barack Obama, dopo la vittoria a valanga del 2008, possa vincere il secondo mandato di misura, come sembra oggi molto possibile, le cose stanno proprio così.</p>
<p align="JUSTIFY">E anche se questa (presunta vittoria) di pochi voti sarebbe un’eccezione in una lunga serie di precedenti che vede i presidenti americani vincere la rielezione con risultati molto migliori della prima sfida; i problemi sul campo la rendono inevitabile.</p>
<p align="JUSTIFY">Così, in questi giorni, si fa sempre più insistente la voce secondo cui, nello stretto entourage di Obama sarebbero in molti a consigliare al presidente una mossa che potrebbe mettere la rielezione al sicuro: cambiare ticket, mandare Biden a riposo e portare alla Casa Bianca come vice-presidente, l’esponente democratico che è oggi al top di tutti i sondaggi di gradimento, persino in quelli repubblicani: Hillary Clinton.</p>
<p align="JUSTIFY">Ed oltre ai sondaggi, che vedono nella coppia Obama-Hillary il “dream-team”, c’è anche la politica a rendere credibile una simile ipotesi.</p>
<p align="JUSTIFY">Hillary Clinton, infatti, viene vista come un candidato indenne dal disastro della politica economica obamiana e in grado di vantare invece risultati apprezzati e credibili sul fronte della politica estera.</p>
<p align="JUSTIFY">Non basta; al sostegno di cui la Clinton gode tra l’elettorato bianco più anziano,  si aggiunge quello mai tramontato, tra le donne, i latinoamericani  e gli ebrei, che potrebbe rivelarsi decisivo per la rielezione in stati cruciali come la Florida.</p>
<p align="JUSTIFY">Siamo quindi molto felici che, come primo contatto con l’amministrazione americana, Mario Monti incontrerà Hillary Clinton, garanzia di ponti futuri fra nostro Paese ed USA, necessari ed anzi indispensabili per la crisi di ciascuno.</p>
<p align="JUSTIFY">Il 9 febbraio Monti sarà in visita ufficiale negli USA, ma è l’incontro di oggi con la Clinton che sarà cruciale.</p>
<p align="JUSTIFY">Certo un breve incontro e non un vero e proprio bilaterale, ma che segnerà, oltre alla prima stretta di mano del Professore con il segretario di Stato americano, la preparazione di una agenda fitta di temi da affrontare sulle relazioni bilaterali, rilanciando una nuova stagione di rapporti dopo l’era Berlusconi ed in un periodo di reciproca, globalizzante crisi.</p>
<p style="text-align: right;" align="JUSTIFY">Carlo Di Stanislao</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.improntalaquila.org/2012/02/04/articolo33936/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Oscar minori e peggiori e Golden Globe 2012</title>
		<link>http://www.improntalaquila.org/2012/02/03/articolo33868/</link>
		<comments>http://www.improntalaquila.org/2012/02/03/articolo33868/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 03 Feb 2012 11:18:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cultura e Spettacolo]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.improntalaquila.org/?p=33868</guid>
		<description><![CDATA[ Si discute molto sulla stampa e nei blog dei grandi premi attesi al Kodak Theatre di Los Angeles il 26 febbraio 2012, con candidati agguerriti e Billy Cristal che condurrà per la nona volta la Notte degli Oscar. Si discute meno dei premi “minori” che, credo, non sono meno interessanti. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p align="JUSTIFY"> Si discute molto sulla stampa e nei blog dei grandi premi attesi al Kodak Theatre di Los Angeles il 26 febbraio 2012, con candidati agguerriti e Billy Cristal che condurrà per la nona volta la Notte degli Oscar. Si discute meno dei premi “minori” che, credo, non sono meno interessanti. Iniziamo con il “miglio attore non protagonista”, che vede schierati gli eccellenti Kenneth Branagh per <em>My Week with Marilyn</em>; Jonah Hill per <em>L&#8217;arte di vincere</em> (<em>Moneyball</em>); Nick Nolte per <em>Warrior</em>; Christopher Plummer per <em>Beginners e </em>Max von Sydow, per <em>Molto forte, incredibilmente vicino</em> (<em>Extremely Loud and Incredibly Close</em>), con la giuria chiamata ad una scelta davvero complicata. Per ragioni affettive e cinefili che, io tifo per Carl Adolf von Sydow, Svedese, figlio di un celebre etnologo, con il suo esordio al cinema, dopo un folgorante inizio teatrale, in “Bara en mor”di Alf Sjöberg (1949), a soli 20 anni.</p>
<p align="JUSTIFY">Nel 1956 è l’indimenticabile protagonista de “Il settimo sigillo”, che inaugura la fruttuosa collaborazione con il regista Ingmar Bergman, continuata con “Il posto delle fragole” (1957), “Alle soglie della vita” (1958), “Il volto” (1958), “La fontana della vergine” (1960), “Come in uno specchio” (1961) e “Luci d&#8217;inverno” (1963).</p>
<p align="JUSTIFY">Si trasferisce poi a Hollywood interpretando Gesù nel film di George Stevens “La più grande storia mai raccontata” (1965) e l&#8217;anno dopo è accanto a Julie Andrews in “Hawaii” (1966), di George Roy Hill.</p>
<p align="JUSTIFY">Nel periodo successivo gira vari film con la connazionale, anche lei passata allo “Star System”, Ingrid Bergman: “L&#8217;ora del lupo” (1968), seguito da “La vergogna (1968), “Passione”<strong> </strong>(1969) e “L&#8217;adultera” (1971).</p>
<p align="JUSTIFY">Robusto e straordinario nell&#8217;incarnare i più differenti personaggi, dall&#8217;imperatore Ming nel brutto film di Mike Hodges “Flash Gordon” (1980), al pittore Frederick nello splendido “Hannah e le sue sorelle” (1986), di Woody Allen, Max von Sydow con la sua partecipazione aggiunge valore tanto al cinema d&#8217;autore quanto a quello più commerciale.</p>
<p align="JUSTIFY">Fra gli impegni più recenti è stato il commissario Ulisse Moretti nel film di Dario Argento “Non ho sonno” (2001) e Sir Walter Loxley in Robin Hood, nuova versione della leggenda dell’onesto fuorilegge di Notthingam, diretta da Ridley Scott nel 2010.</p>
<p>Per quanto concerne, poi, l’Oscar alla migliore non protagonista, in lizza Bérénice Bejo con <em>The Artist; </em>Jessica Chastain per <em>The Help; </em>Melissa McCarthy – per <em>Le amiche della sposa </em>(<em>Bridesmaids</em>); Janet McTeer con <em>Albert Nobbs e </em> Octavia Spencer, anche per <em>The Help</em>.</p>
<p>E’ facile prevedere un premio alle due candidate del film scritto e diretto da Tate Taylor (“The Help”, adattamento cinematografico del romanzo di Kathryn Stockett <em>L&#8217;aiuto</em>, distribuito in Italia dal 20 gennaio scorso, con ben tre premi ai Critics’ Choice Movie Awards, la più importante associazione di critici statunitensi.</p>
<p>Tuttavia non escludo che possa spuntarla l’ironica e spumeggiante Melissa McCarthy, con “Le amiche della sposa”, la divertente commedia di Paul Feig, in cui, con espressione politicamente sbilanciata e scorretta, la dimensione corporale e scatologica imbocca la via per l&#8217;altare incrinando (per sempre) la glassata piacevolezza delle torte nuziali e le patine ideologiche di tante commedie matrimoniali.</p>
<p>E veniamo alla migliore sceneggiatura originale, con, a contendersi la statuetta placcata-oro, sono Michel Hazanavicius, per te <em>The Artist; </em>Annie Mumolo e Kristen Wiig per le <em>Le amiche della sposa </em>(<em>Bridesmaids</em>); J.C. Chandor, con <em>Margin Call, </em>Woody Allen – per <em>Midnight in Paris e </em>Asghar Farhadi per <em>Una separazione</em> (<em>Jodái-e Náder az Simin</em>).</p>
<p align="JUSTIFY">Se prevarrà l’idea di premiare chi di altri premi sarà privo, credo che l’Oscar se lo accaparrerà Chondor per “Margin Call”, autore di una trama che si svolge nell&#8217;arco di 24 ore presso una banca d&#8217;investimento e si concentra sulla crisi finanziaria del 2007; film che ha concorso alla 61esima edizione del Festival internazionale del cinema di Berlino, nominata per l&#8217;Orso d&#8217;oro.</p>
<p align="JUSTIFY">I candidati per la sceneggiatura non originale sono invece Alexander Payne, Nat Faxon e Jim Rash per <em>Paradiso amaro</em> (<em>The Descendants</em>); John Logan per <em>Hugo Cabret </em>(<em>Hugo</em>); George Clooney, Grant Heslov e Beau Willimon &#8211; <em>Le idi di Marzo</em> (<em>The Ides of March</em>); Steven Zaillian, Aaron Sorkin e Stan Chervin, per <em>L&#8217;arte di vincere</em> (<em>Moneyball</em>) e Bridget O’Connor e Peter Straughan &#8211; <em>La talpa</em> (<em>Tinker, Tailor, Soldier, Spy</em>).</p>
<p align="JUSTIFY">Fossi io a scegliere darei il premio a “L’arte di vincere”, bel film di Bennett Miller, basato sul libro <em>Moneyball: The Art of Winning an Unfair Game</em> di Michael Lewis, incentrato sulla squadra di baseball Oakland Athletics e sul loro general manager Billy Beane, interpretato da un molto convincete Brad Pitt.</p>
<p align="JUSTIFY">Storia universale e profondamente americana di un riscatto, di un atto di fede cieco e appassionato, di una scommessa esistenziale da vincere moralmente con compostezza attraverso la sofferenza e l’apparente sconfitta, senza che le luci del trionfo arrivino mai ad abbagliare le idee e la determinazione. Beane come l&#8217;ultimo degli eroi solitari del West.</p>
<p align="JUSTIFY">Gran parte del merito della riuscita dell’operazione va allo sceneggiatore <strong>Aaron Sorkin</strong>, coadiuvato da un altro nome importante della scrittura cinematografica americana: come <strong>Steven Zaillian</strong>, ch, effettuando la medesima operazione (oggi molto utile, in un momento di profonda crisi di speranze e valori), come quella di Mark Zuckerberg in <em>The Social Network</em>, osservano una parabola di vita, scomponendola in dati quintessenziali e infarcendola di uno sguardo ampio e approfondito in grado di darle significati che travalicano l’esperienza soggettiva di un singolo e la rendono archetipica.</p>
<h3><span style="font-family: Calibri, sans-serif;"><span style="font-size: x-small;">Per il montaggio gareggiano davvero alla pari, Anne-Sophie Bion e Michel Hazanavicius per </span></span><span style="font-family: Calibri, sans-serif;"><span style="font-size: x-small;"><em>The Artist; </em></span></span><span style="font-family: Calibri, sans-serif;"><span style="font-size: x-small;">Kirk Baxter e Angus Wall , per </span></span><span style="font-family: Calibri, sans-serif;"><span style="font-size: x-small;"><em>Millennium &#8211; Uomini che odiano le donne</em></span></span><span style="font-family: Calibri, sans-serif;"><span style="font-size: x-small;"> (</span></span><span style="font-family: Calibri, sans-serif;"><span style="font-size: x-small;"><em>The Girl with the Dragon Tattoo</em></span></span><span style="font-family: Calibri, sans-serif;"><span style="font-size: x-small;">); Thelma Schoonmaker per </span></span><span style="font-family: Calibri, sans-serif;"><span style="font-size: x-small;"><em>Hugo Cabret </em></span></span><span style="font-family: Calibri, sans-serif;"><span style="font-size: x-small;">(</span></span><span style="font-family: Calibri, sans-serif;"><span style="font-size: x-small;"><em>Hugo</em></span></span><span style="font-family: Calibri, sans-serif;"><span style="font-size: x-small;">); Christopher Tellefsen, per </span></span><span style="font-family: Calibri, sans-serif;"><span style="font-size: x-small;"><em>L&#8217;arte di vincere</em></span></span><span style="font-family: Calibri, sans-serif;"><span style="font-size: x-small;"> (</span></span><span style="font-family: Calibri, sans-serif;"><span style="font-size: x-small;"><em>Moneyball</em></span></span><span style="font-family: Calibri, sans-serif;"><span style="font-size: x-small;">) e Kevin Tent per </span></span><span style="font-family: Calibri, sans-serif;"><span style="font-size: x-small;"><em>Paradiso amaro</em></span></span><span style="font-family: Calibri, sans-serif;"><span style="font-size: x-small;"> (</span></span><span style="font-family: Calibri, sans-serif;"><span style="font-size: x-small;"><em>The Descendants</em></span></span><span style="font-family: Calibri, sans-serif;"><span style="font-size: x-small;">).</span></span></h3>
<h3><span style="font-family: Calibri, sans-serif;"><span style="font-size: x-small;">Qui faccio decisamente il tifo per Baxter e Wall, che imprimono un ritmo incalzante al film di David Fincher, riuscendo anche a chiarire, con le sequenze giuste, la complessità di un personaggio (reso magistralmente da Daniel Graig, ingiustamente fuori dai premi), che è una scheggia impazzita, impegnata a raddrizzare i torti e a ricambiare le violenze fatte alle donne dagli uomini che le odiano.</span></span></h3>
<p>Per la migliore scenografia una “storica” e multi premiata coppia italiana, composta da Dante Ferretti e Francesca Loschiavo per <em>Hugo Cabret</em> (<em>Hugo</em>), che si contendono il premio con Laurence Bennett e Robert Gould, per <em>The Artist</em>; Stuart Craig e Stephenie McMillan, per <em>Harry Potter e i Doni della Morte: Parte II</em> (<em>Harry Potter and the Deathly Hallows: Part II</em>); Anne Seibel e Hélène Dubreuil, per &#8211; <em>Midnight in Paris</em> e Rick Carter e Lee Sandales, per <em>War Horse</em>.</p>
<p>Non credo che la coppia italiana farà il bis, con l’aiuto di Scorzese, come accadde ne “Le gang di New York” e penso, invece, che lo scontro è fra l’uyltimo “Harry Potter” (a caccia di premi promozionali) e “War Horse”, del lasciato quasi fuori da tutto Steven Spielberg.</p>
<p>Un aspetto non di poco conto al cinema è poi il trucco, che rende incredibili gli attori e folgoranti gli effetti. Gareggiano in questa categoria Martial Corneville, Lynn Johnston e Matthew W. Mungl, con <em>Albert Nobbs; </em>Nick Dudman, Amanda Knight e Lisa Tomblin, con <em>Harry Potter e i Doni della Morte: Parte II</em> (<em>Harry Potter and the Deathly Hallows: Part II</em>) e Mark Coulier con J. Roy Helland, per <em>The Iron Lady</em>, con una gara fra gli ultimi due titoli e trionfo che dipenderà dalla propensione della giuria verso il “trucco sobrio e realistico” o fatto per stupire.</p>
<p align="JUSTIFY">Per stupire, invece, servono gli effetti speciali, categoria nella quale si affrontano Tim Burke, David Vickery, Greg Butler e John Richardson, sempre per <em>Harry Potter e i Doni della Morte: Parte II</em>(<em>Harry Potter and the Deathly Hallows: Part II</em>); Rob Legato, Joss Williams, Ben Grossman e Alex Henning, per <em>Hugo Cabret</em> (<em>Hugo</em>); Erik Nash, John Rosengrant, Dan Taylor e Swen Gillberg, per <em><a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Real_Steel">Real Steel</a>; </em>Joe Letteri, Dan Lemmon, R. Christopher White e Daniel Barrett, per <em>L&#8217;alba del pianeta delle scimmie </em> (<em>Rise of the Planet of the Apes</em>); Scott Farrar, Scott Benza, Matthew Butler e , per John Frazier &#8211; <em>Transformers 3</em> (<em>Transformers: Dark of the Moon</em>).</p>
<p align="JUSTIFY">Anche se sono un fan del mio coevo Joe Letteri, grande disegnatore, esperto di effetti speciali cinematografici digitalizzati, che ha contribuito con il suo talento a realizzare film di grande successo generalmente di genere fantasy, fantascientifico e avveniristico, vincendo quattro premi Oscar, quattro Premi IOMA quattro premi BAFTA e tre premi VES (Visual Effects Society); Io tifo per “L’alba del pianeta delle scimmie”, con effetti non eccessivi e che rendono più avvincente e credibile la storia.</p>
<p align="JUSTIFY">Il grande e pluripremiato John Williams è canditato per la migliore colonna sonora con due film: <em>War Horse</em> ed il molto divertente <em>Le avventure di Tintin &#8211; Il segreto dell&#8217;Unicorno</em> (<em>The Adventures of Tintin</em>). Ma gli fanno temibile concorrenza: Ludovic Bource con <em>The Artist; </em> Howard Shore, con &#8211; <em>Hugo Cabret</em>(<em>Hugo</em>) e Alberto Iglesias con <em>La talpa</em> (<em>Tinker, Tailor, Soldier, Spy</em>) e, probabilmente, a quest’ultimo andrà quest’anno il premio, perché incornicia il film in modo discreto, pur sottolineandone i contenuti, creando quella condizione che Paul Cloudel definiva dello sguardo “in ascolto” e generando in maniera riuscitissima quella multisensorialità costitutiva dell’ esperienza estetica, che propria del cinema.</p>
<h3 align="JUSTIFY"><span style="font-family: Calibri, sans-serif;"><span style="font-size: x-small;">Due soli, invece, i finalisti per la migliore canzone: </span></span><span style="font-family: Calibri, sans-serif;"><span style="font-size: x-small;">Man or Muppet</span></span><span style="font-family: Calibri, sans-serif;"><span style="font-size: x-small;">, di Bret McKenzie, ne &#8211; </span></span><span style="font-family: Calibri, sans-serif;"><span style="font-size: x-small;">I Muppet</span></span><span style="font-family: Calibri, sans-serif;"><span style="font-size: x-small;"> (</span></span><span style="font-family: Calibri, sans-serif;"><span style="font-size: x-small;">The Muppets</span></span><span style="font-family: Calibri, sans-serif;"><span style="font-size: x-small;">)e <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Carlinhos_Brown">Carlinhos Brown</a> (musica) e <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Siedah_Garrett">Siedah Garrett</a> (testo) per </span></span><span style="font-family: Calibri, sans-serif;"><span style="font-size: x-small;">Real in Rio</span></span><span style="font-family: Calibri, sans-serif;"><span style="font-size: x-small;">, nello stesso film di Sérgio Mendez. Credo ce la farà il neozelandese Bret McKenzie, comico, attore, sceneggiatore, musicista e compositore di colonne sonore, che a soli 35 anni è un beniamino del pubblico anglofono, come componente del duo comico musicale</span></span><span style="font-family: Calibri, sans-serif;"><span style="font-size: x-small;"> “</span></span><span style="font-family: Calibri, sans-serif;"><span style="font-size: x-small;">Flight of the Conchords”</span></span><span style="font-family: Calibri, sans-serif;"><span style="font-size: x-small;">insieme a </span></span><span style="color: #000080;"><a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Jemaine_Clement"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Calibri, sans-serif;"><span style="font-size: x-small;"><strong>Jemaine Clement</strong></span></span></span></a></span><span style="font-family: Calibri, sans-serif;"><span style="font-size: x-small;">. </span></span></h3>
<h3 align="JUSTIFY"><span style="font-family: Calibri, sans-serif;"><span style="font-size: x-small;">Quanto ai costumi, è noto che il loro apporto in un progetto cinematografico ricopre un ruolo fondamentale, aiutando a definire, a modellare il carattere e l&#8217;indole del personaggio, oltre ad aiutare la contestualizzazione storico-spaziale dell&#8217;intera opera.</span></span></h3>
<p align="JUSTIFY">In definitiva, il costume è parte di un linguaggio ancor più basilare, che sotto e sostiene l’azione e la parola. Candidati in questa negletta (ingiustamente) categoria: Lisy Christl per Anonymous; Mark Bridges, per The Artist; Sandy Powell, per Hugo Cabret (Hugo); Michael O&#8217;Connor per Jane Eyre e Arianne Phillips , per W.E. &#8211; Edoardo e Wallis (W.E.)di Madonna.</p>
<p align="JUSTIFY">Saltano i documentari i corti ed i film di animazione (di cui abbiamo già detto), concludiamo con il montaggio sonoro, che consente l’ordinamento e la composizione acustica di un film, contribuendo, in modo spesso determinante, a conferire alla rappresentazione audiovisiva, tramite l’unione dei suoni e delle immagini in movimento, significato e logica narrativa.</p>
<p align="JUSTIFY">Competono in questa categoria: Lon Bender e Victor Ray Ennis, per <em>D</em><em>rive</em>; Ren Klyce per <em>Millennium &#8211; Uomini che odiano le donne</em><em> (</em><em>The Girl with the Dragon Tattoo</em><em>)</em>; Philip Stockton e Eugene Gearty, per <em>- </em><em>Hugo Cabret</em><em> (</em><em>Hugo</em><em>)</em>; Ethan Van der Ryn e Erik Aadahl, per &#8211; <em>Transformers 3</em><em> (</em><em>Transformers: Dark of the Moon</em><em>)</em> e Richard Hymns e Gary Rydstrom, per &#8211; <em>War Horse </em>e credo che a vincere sarà la Coppia di “Drive”, un film con un grande senso sonoo di continuità, in ogni singola sequenza, con un taglio che crea un momento di forte conti­nuità della colonna audio con la storia.</p>
<p align="JUSTIFY">Passando invece a “Razzies”, cioè i “<strong>Golden Raspberry Awards”, i premi </strong>dedicati ai peggiori film dell’ultima stagione cinematografica, una sorta di ironici e iconoclasti anti-Oscar, il fondatore <strong>John Wilson</strong>, ha rivelato che stavolta la cerimonia si svolgerà il primo di aprile, per far assumere, ancor più, al premio i contenuti di un vero e proprio “Pesce”. “Vogliamo tentare qualcosa di diverso quest’anno”, ha dichiarato Wilson, “Se non andrà bene, torneremo indietro. Ma è un’idea divertente che abbiamo sempre voluto provare”. Le nomination, invece, saranno annunciate il giorno prima la cerimonia degli Oscar, il 25 febbraio. Tra i candidati maggiori figurano <em>Jack and Jill </em>con Adam Sandler, <em>Transformers 3</em> e <em>The Twilight Saga: Breaking Dawn – Parte 1</em><em>. </em><em>“Jack and Jill”, con il regista D</em>ennis Dugan che dirige nuovamente Adam Sandler in una ennesimo e vuota commedia romantica, vede nel cast anche Katie Holmes e Al Pacino.</p>
<p align="JUSTIFY">Circa “Trasformer 3”, Vanity Fair l’ha definito “il film con più errori del 2001”, con al secondo e terzo posto della sdpeciali classifica redatta da <em>Movie Mistakes</em>, che raccoglie le osservazioni degli spettatori più attenti e certosini, <em>Pirati dei Caraibi: Oltre i confini del mare</em><em> e </em><em>X-Men: L&#8217;inizio</em>, che si candidano pertanto d’ufficio ai Razzies 2012.</p>
<p align="JUSTIFY">Lo scorso anno, un giorno prima degli Oscar, come d’abitudine dal 2007, i Razzie per peggior film, peggiore sceneggiatura e peggiore regia sono stati assegnati L<strong><em>&#8216;Ultimo Dominatore dell&#8217;Aria</em></strong>, di <strong>M. Night Shyamalan</strong>, che dopo “Il sesto senso” di film non ne azzecca più uno.</p>
<p align="JUSTIFY">Circa i “Globi d’Oro”, assegnati a New York il 16 gennaio, tre sono andati a “The Artist” (con premiati anche i due protagonisti: Jean Dujardin e George Clooney), due a Paradiso “Amaro”; due alla Weinstein Company, e altrettanti a Fox, Sony e Paramount.</p>
<p align="JUSTIFY">Trionfo personale di Martin Scorzese che si aggiudica il premio quale miglior regista, mentre per la sceneggiatura vince Woody Allen, clamorosamente assente alla serata, per “Midnight in Paris”.</p>
<p align="JUSTIFY">Migliore attrice con “The Lady”, sulla vita della Teacher, Maryl Streep, con Michelle Williams, premiata per “My Week With Marylin”.</p>
<p align="JUSTIFY">Migliori non protagonisti Octavia Spencer per “The Help e Christopher” Plummer per “Beginners”, con “Masterpiece” di Madonna, inserita nel suo da W.E., eletta miglior canzone.</p>
<p align="JUSTIFY">Il premio al migliore film straniero è invece andato una separazione, che ha battuto sul filo di lana “Terraferma” di Crialese, favorito della vigilia; un film, quello dell’iraniano Asghar Farhadi, decisamente lento, scientifico e implacabile, ma anche meno poetico ed emotivo di quello italiano.</p>
<p style="text-align: right;" align="JUSTIFY">Carlo Di Stanislao</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.improntalaquila.org/2012/02/03/articolo33868/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>L’ultimo libro di Palmerini, ovvero la cronaca fatta verbo</title>
		<link>http://www.improntalaquila.org/2012/02/02/articolo33804/</link>
		<comments>http://www.improntalaquila.org/2012/02/02/articolo33804/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 02 Feb 2012 10:11:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Abruzzo]]></category>
		<category><![CDATA[Cultura e Spettacolo]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.improntalaquila.org/?p=33804</guid>
		<description><![CDATA[Quando la cronaca inventa lo stile: è questo che, sinteticamente si può dire del libro e del suo Autore, una cronaca che è un vino ruvido e selvatico, espressa da una personalità piena di emozioni e di colore. Con la prefazione di Laura Benedetti, direttore del Dipartimento di Studi Italiani [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Quando la cronaca inventa lo stile: è questo che, sinteticamente si può dire del libro e del suo Autore, una cronaca che è un vino ruvido e selvatico, espressa da una personalità piena di emozioni e di colore.<br />
Con la prefazione di Laura Benedetti, direttore del Dipartimento di Studi Italiani alla Georgetown University<br />
(Washington DC &#8211; Usa) e di Giuseppe Della Noce, direttore, esce finalmente (disponibile dai prossimi giorni), l’ultima ponderosa fatica di Goffredo Palmerini: “L’Altra Italia”, per i tipi della aquilana One-Group.<br />
Un libro che alimenta la voglia di conoscere fatti alternativi e solo apparentemente minori, come, ad esempio, i riflettori presto spenti sul terremoto aquilano.<br />
Quindi non una “zibaldone”, né solo una selezione di scritti e articoli (Gennaio 2010 &#8211; Luglio 2011) pubblicati in Italia e all&#8217;estero, ma un &#8220;annuario&#8221; di eventi e personaggi dedicato agli Abruzzesi e ai connazionali oltre confine, con al centro L’Aquila e la sua lenta, inavvertita agonia.<br />
E Palmerini le notizie se la raccogliere e scriverle, formando una cronaca minuta delle emozioni e dei passaggi che, da una realtà “zonale”, diventano metafora di una intera nazione, in una delicata “crisi di transizione”.<br />
Oltre ai contenuti, piace lo stile, improntato alla brevità e alla chiarezza. Una brevità che è punto di arrivo, un valore in sé, per meglio fissare contenuti e concetti.<br />
Lo stile che Palmerini ci mostra è quello di uno scrittore che non si vergogna di fare il reporter, con una inclinazione che gli permette di evitare l&#8217;errore piu&#8217; diffuso fra i giornalisti che sognano di diventare Moravia.<br />
E, allo stesso tempo, uno stile che recupera la cronaca, anche minore, facendola diventare “emblematica”, una cronica a cui, per dirla con Flaiano, non si “arriva”, si “giunge”.</p>
<p style="text-align: right;">Carlo Di Stanislao</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.improntalaquila.org/2012/02/02/articolo33804/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Politica politicante o trasformazione ?</title>
		<link>http://www.improntalaquila.org/2012/02/02/articolo33802/</link>
		<comments>http://www.improntalaquila.org/2012/02/02/articolo33802/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 02 Feb 2012 10:02:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Attualita']]></category>
		<category><![CDATA[L'Opinione]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[TOP]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.improntalaquila.org/?p=33802</guid>
		<description><![CDATA[Non cambia lo stato d’animo dell’italiano medio la maglia rosa di Piazza Affari, né la defervescenza dello spread, sceso sotto 400 dopo mesi di salita senza posa. E le parole di Monti (a parte la gaffe sulla Banca Centrale che, involontariamente definisce “tedesca” e non “europea”) sul fatto che “il [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Non cambia lo stato d’animo dell’italiano medio la maglia rosa di Piazza Affari, né la defervescenza dello spread, sceso sotto 400 dopo mesi di salita senza posa.<br />
E le parole di Monti (a parte la gaffe sulla Banca Centrale che, involontariamente definisce “tedesca” e non “europea”) sul fatto che “il posto fisso non esiste più”, non migliora il clima di chi non solo si preoccupa dei figli senza collocazione, ma vede sempre più incerto il suo di lavoro.<br />
Monti, con la sua solita flemma, dice ai giovani che il posto fisso è “monotono” e non tiene conto del fatto che su quella monotonia si sono costruite quasi tutte le certezze di intere generazioni.<br />
Parla poi di “concorrenza” invece che di liberalizzazioni e giustifica l&#8217;aumento della benzina perché, a suo dire, ha consentito di “proteggere dall&#8217;inflazione le fasce più basse delle pensioni”.<br />
Celebra il ritorno del nostro Paese sulla ribalta europea grazie al quale “gli italiani stanno recuperando patriottismo”.<br />
Ospite del Tg5 e di Matrix, parla dei temi caldi che il governo si trova ad affrontare, sottolineando con un certo ottimismo la capacità del Paese di fare fronte alle difficoltà.<br />
Ma, credo, la resilienza degli italiani attenda ora messaggi più chiari in tema non di riduzioni e sacrifici, ma di scelte capaci di dare respiro al futuro.<br />
Monti dice, come anche la Fornero, che la finalità principale della riforma è quella di ridurre il terribile apartheid che esiste tra chi per caso o per età è già dentro e chi fa fatica ad entrare, ma le sue dichiarazioni non sono, in tal senso, chiarificatrici.<br />
E se è vero che la Merkel e l’Europa ci guardano ora con occhi nuovi e “gli Usa sono molto interessati che l’Europa ritrovi fiducia nel mondo e ritrovi sviluppo e vedono un Paese come il nostro che sta uscendo dalla zona problematica, hanno simpatie per questo sforzo e vogliono appoggiarlo anche in sede europea”; ora Monti deve tener conto che occhi e speranze nuove se l’aspettano anche quegli italiani che gli hanno dato fiducia e si sono sobbarcati sacrifici enormi per puntellare il Paese e dare una speranza ai propri figli.<br />
Servono, e subito, risposte su disoccupazione e lavoro, sull’inserimento dei giovani di valore nelle attività produttive e sul recupero del gap strutturale di un Italia che non è più in corsa da oltre dieci anni.<br />
Il ministro per la Coesione Territoriale Fabrizio Barca, ha detto che il governo darà risposte precise sulla ricostruzione de L’Aquila per marzo e l’aquilano Giovanni Lolli dichiara alla stampa di essere fiducioso e che presto vedrà la luce una legge sulla ricostruzione.<br />
Spero sia vero e non si tratta della vecchia maniera di gestire le questioni nominando comitati (ampi o ristretti), che servono solo a dilatare i tempi e ritardare le risoluzioni.<br />
Certo la litigiosità fra Chiodi e Cialente e le mille divisioni interne fra partiti, più impegnati a giustificare la propria assertività che a trovare soluzioni, non ha giovato.<br />
E certo il nuovo governo è in sella da pochi mesi ed ha avuto molte spinose questioni da affrontare.<br />
Ma se vuole, ora, dare un segno di discontinuità, Monti deve rendersi conto di dover dare risposte certe ed in tempi brevi, anche su questioni di portata locale, altrimenti agli italiani nulla sembrerà davvero cambiato.<br />
Ciò che ci aspettiamo, ad horas, è una politica che non sappia di politichese, con messaggi magari di tono diverso, ma che, come nel passato, lascino il sospetto di una pura tecnica pubblicitaria.<br />
Ciò che chiediamo al governo Monti è in definitiva “una vera politica”, secondo i contenuti di scelte eque e coraggiose, così come sostenuto da Kant e Walter Benjamin e non solo scelte tecniche capaci di riparare i guasti, ma di non portare il Paese ad essere diverso e a ripartire.<br />
Nel XVIII secolo, Rousseau, attraverso l&#8217;idea di contratto sociale, affermava la necessità di una struttura politica democratica, volta a tutelare al meglio i diritti dei cittadini, realizzando la volontà generale.<br />
Subito dopo, Immanuel Kant, scova nell’uomo una insocievole socievolezza, che porta ciascuno ad avvantaggiarsi a dispetto di altri.<br />
Per superare questo, dice il filosofo, occorre un o Stato, ma avverte che esiziale sarebbe una stato paternalistico, dato che, giudicherebbe, secondo la bontà di chi detiene il potere.<br />
Monti ci deve dimostrare, dopo la visione “contrattualistica” del passato, che si sta davvero superando, come diceva Robert Nozick, ogni struttura potere egemone e, all&#8217;interno di un quadro concettuale libertario, ci si stia davvero avviando verso n ordine policentrico e concorrenziale di agenzie protettive, senza garantire sempre e al solito, i soliti noti.<br />
Senza questo il suo governo cadrebbe, inevitabilmente, nel pericoloso tecnicismo di “società chiuse”, come descritte da Henri Bergson, senza produrre invece quella spinta all’apertura che, secondo Popper, si regge davvero su istituzioni democratiche autocorreggibili, fondandosi stabilmente sulla libertà, sul dialogo e sulla tolleranza.</p>
<p style="text-align: right;">Carlo Di Stanislao</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.improntalaquila.org/2012/02/02/articolo33802/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
	</channel>
</rss>

<!-- Dynamic Page Served (once) in 8.289 seconds -->

